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Valorizzazione ex convento San Domenico a San Gimignano, il sindaco: “Un progetto che crea cultura, economia e occupazione”

Agenzia del Demanio
Agenzia del Demanio

Il Comune di San Gimignano ha approvato il bando per la concessione in project financing del risanamento e della valorizzazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico, proprietà del Comune e della Regione Toscana. Il piccolo gioiello toscano è stato il primo Comune ad attuare il federalismo demaniale culturale grazie a un “Accordo di Valorizzazione” siglato con il Mibact e l’Agenzia del Demanio nel 2011 e poi modificato nel 2014 e 2016.

Da circa un mese è approdata sulla Gazzetta Ufficiale Europea la procedura di gara pubblica di concessione in project financing per selezionare il partner privato per il risanamento e la valorizzazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico.

Il bando prevede interventi di recupero e rifunzionalizzazione del complesso immobiliare – che sei anni fa è stato trasferito gratuitamente a Comune di San Gimignano, Regione Toscana e Provincia di Siena – a fini prevalentemente culturali che garantiscano una efficace e sostenibile gestione dal punto di vista economico-finanziario, da realizzare in conformità al Progetto Preliminare approvato dal Comune. La durata massima della concessione è di 70 anni. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 18.00 del 31 maggio 2018.

Ad illustrare nella sede di Anci nazionale l’importante novità e la gara il sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, la vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni e Gianna Marini, direttore della Fondazione Patrimonio Comune dell’Anci.

Il progetto preliminare prevede finalità culturali a redditività economica e un mix funzionale e di destinazioni d’uso suddivise tra attività ricettive, museali, artistiche, turistiche, informative, enogastronomiche. La valorizzazione mira alla creazione di attività pubbliche e private che ridiano vita al San Domenico permettendo una riqualificazione in sintonia con la sua peculiarità storico-artistica e di San Gimignano, Sito Unesco dal 1990 e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La durata della concessione non potrà superare i 70 anni e, per tale periodo, il businnes plan prevede un impegno per il concessionario di 59 milioni e ricavi per quasi 200 milioni.

Giacomo Bassi, da pochi giorni rieletto alla presidenza dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, ha affermato: “Un sogno dei sangimignanesi lungo quasi 30 anni comincia a realizzarsi. Chiediamo al mercato e al mondo dell’imprenditoria privata di confrontarsi con questo sogno e con questa sfida: far sì che un luogo di esclusione per secoli diventi alta espressione di inclusione”.

A idealista news il sindaco Bassi ha detto: “Questo progetto nasce dall’esigenza di recuperare e ridare vita a un pezzo importante della nostra città”. E ha spiegato: “Il complesso nasce prima dell’anno Mille, diventa poi convento nel Trecento, carcere nel Settecento e dalla metà degli Anni ’90, quando è stata dismessa la funzione carceraria, questo contenitore totalmente vuoto è lì come uno spettro che aspetta di essere gestito e recuperato”.

Bassi ha poi continuato: “Da molti anni ci siamo dati da fare per dargli un futuro: grazie al federalismo demaniale e alla disponibilità della Regione Toscana lo abbiamo ripreso in proprietà dallo Stato e ora abbiamo elaborato un progetto che prevede che per un terzo della struttura si possa fare attività alberghiera e ricettiva, per due terzi tutta una serie di attività a valenza culturale – valorizzazione dell’enogastronomia, dell’artigianato, delle esperienze artistiche del territorio, percorsi di didattica del paesaggio, uno spazio eventi, un parco verde – non solo per la città, ma soprattutto per i 3 milioni di turisti che ogni anno arrivano a San Gimignano da ogni latitudine del mondo”.

Il sindaco di San Gimignano ha poi aggiunto: “Una domanda che già c’è, opportunamente orientata, può rendere questo investimento ben remunerativo per chi vincerà il bando di concessione, garantire nel lungo periodo un business ben consolidato e creare economia e occupazione per il territorio. Quindi, le due filosofie su cui si fonda il nostro progetto sono in primo luogo ‘dopo mille anni di chiusura, mille anni di apertura per il San Domenico’; apertura significa cultura, incontro, possibilità di esperienze culturali, economia, gente che lavora; in secondo luogo vogliamo dimostrare che con la cultura si mangia e lo si fa mantenendo un atteggiamento rigoroso, non mercificando alcunché, con tutta una serie di tutele che la Sovrintendenza ha già messo nero su bianco, permettendo quindi all’investitore di sapere già in quale contesto può muoversi. Questo a garanzia anche del fatto che la tempistica viene accorciata e che la burocrazia e le autorizzazioni su questo progetto sono di fatto già in larga parte risolte”.

Nel corso della presentazione del progetto, Roberto Reggi ha sottolineato: “La riqualificazione dell’ex carcere e convento di San Domenico è motivo di grande orgoglio per l’Agenzia, l’avvio della gara è uno step fondamentale per portare a termine un progetto di valorizzazione particolarmente complesso in cui abbiamo sempre creduto e a cui siamo molto legati. Si tratta del primo bene statale trasferito ad un Comune attraverso il federalismo demaniale culturale, che ci ha consentito poi di trasferire tanti altri immobili agli Enti Locali realizzando operazioni di rigenerazione. Ora, il percorso di rinascita di questo bene, portato avanti tenacemente con il Comune e la Sovrintendenza, può completarsi anche attraverso la partecipazione dell’imprenditoria privata, e arricchire così l’offerta turistica e culturale di una delle località più belle e note del nostro Paese”.

La vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni, ha detto: “Salutiamo con grande soddisfazione l’individuazione dell’iter giuridico migliore per avviare la fase di messa in sicurezza e restauro di questo storico complesso, mettendolo al servizio della cultura e dell’identità sangimignanese e toscana, ma anche creando occupazione di qualità. La gara europea è non solo un traguardo importante per l’avvio di una nuova fase operativa in grado di restituire il complesso di San Domenico alla città e alla fruizione del pubblico, ma anche un valore aggiunto in termini di innovazione nelle procedure adottate per garantire alla struttura un futuro nel segno della cultura e dell’accoglienza”.

Il direttore della Fondazione Patrimonio, Gianna Marini, ha infine rimarcato la collaborazione avviata da anni per sostenere il percorso di valorizzazione del Comune e ha lanciato un appello ai privati perché si avvicinino al bando con grande fiducia ed atteggiamento propositivo verso chi ha dimostrato lungimiranza ed idee per innovare: “Solo con un lavoro di squadra, pubblico-privato, riusciremo ad ottenere risultati a beneficio delle nostre comunità”.