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Assoimmobiliare: “Intervenire sulla leva fiscale per rilanciare il settore”

Silvia Rovere, presidente Assoimmobiliare
Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare

“Usare la leva fiscale per il lancio di un’industria che contribuisce al 20% del Pil del Paese”. Lo ha detto a idealista/news Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare, a margine dell’Assemblea Annuale 2019 che si è svolta a Roma il 5 dicembre.

Il settore contribuisce al 20% del Pil del Paese

A margine dell’Assemblea Annuale 2019, la presidente di Assoimmobiliare ha detto a idealista/news: “Manca una visione d’insieme. Alcuni provvedimenti che oggi sono stati anche richiamati dai relatori possono essere visti positivamente – parlo dell’ecobonus, del bonus sulle facciate –, ma nessuno di questi è veramente risolutivo per il grande tema che abbiamo posto, cioè usare la leva fiscale per il lancio di un’industria che contribuisce al 20% del Pil del Paese”.

Il 60% del risparmio è investito in case

Aggiungendo: “L’impatto della tassazione estremamente pesante ha ulteriormente depresso sia l’industria sia il valore degli immobili, con un impatto tra l’altro molto negativo per le famiglie, perché il 60% del risparmio è investito in case e le case hanno perso valore non solo dal picco, ma addirittura dal 2011, quando tutti gli altri Paesi hanno ricominciato a crescere, da allora le case degli italiani hanno perso il 20% del valore in media”.

Un utilizzo intelligente della leva fiscale per attrarre capitale straniero

Rovere ha quindi affermato: “Ci vuole un approccio integrato, ci vuole un utilizzo intelligente della leva fiscale, ma non per mettere in difficoltà il bilancio dello Stato, bensì per attrarre capitale straniero. La rigenerazione delle periferie, la riqualificazione del grande patrimonio immobiliare pubblico si può fare con i capitali privati, come si fa in tutti gli altri Paesi, dove tutte le principali città stanno competendo nell’attrarre capitali per rigenerare immobili che sono costruiti per lo più negli Anni ’50 e ’60, quindi hanno un bisogno assolutamente urgente di essere qualificati per ridurre i consumi, l’inquinamento, per migliorare la vivibilità delle persone, per aumentare il verde pubblico, per ridurre le emissioni. L’impatto in termini di vantaggi sociali e ambientali per tutti è incommensurabile. Questo tema deve diventare la priorità del governo del Paese. Anche chi transita per poco tempo deve in quel tempo pensare all’interesse generale e quindi portare avanti le azioni che servono”.

Il peso della tassazione complessiva sul settore è di circa 40 miliardi di euro l’anno

Nella sua relazione, Rovere ha evidenziato alcuni dati interessanti. Innanzitutto, ha ricordato qual è il valore complessivo degli investimenti in costruzioni e della spesa per affitti e servizi di intermediazione immobiliare: “Come emerge dalle relazioni di Banca d’Italia, nel nostro Paese il valore complessivo degli investimenti in costruzioni e della spesa per affitti e servizi di intermediazione immobiliare rappresenta in un anno quasi un quinto del Pil. In attività immobiliari è investito il 60 per cento del patrimonio complessivo delle famiglie. I prestiti alle famiglie per mutui immobiliari e quelli alle imprese del settore sono circa un terzo degli impieghi bancari totali”.

La presidente di Assoimmobiliare ha poi fatto riferimento al calo dei prezzi delle case e al ruolo giocato dalla tassazione: “Al tempo stesso i dati Nomisma evidenziano come l’Italia sia uno dei pochi Paesi europei a non aver recuperato il livello dei prezzi delle case raggiunto prima della crisi finanziaria del 2008. Esiste infatti una evidente correlazione negativa tra il pesante inasprimento della tassazione immobiliare a partire dal 2012 e il prezzo delle abitazioni: la manovra del governo Monti ha comportato la crescita di oltre il 200% dell’Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale e tale aggravio ha portato il peso della tassazione complessiva sul settore a circa 40 miliardi di euro l’anno. La conseguenza di questa pesantissima tassazione è stata una ulteriore decrescita dei prezzi delle case – già crollati a seguito della crisi – e di conseguenza un’erosione strutturale dei risparmi delle famiglie, che sono appunto investiti per circa il 60% in immobili. Ed è evidente che la perdita di valore dei risparmi impatta negativamente sulla propensione al consumo e quindi sul Pil del Paese”.

Il contributo del settore immobiliare e delle costruzioni per la ripresa di consumi e investimenti

Parlando poi, nella relazione, della necessità di perseguire una politica economica che punti alla ripresa degli investimenti e dei consumi interni, Rovere ha affermato: “Non vi può essere ripresa dei consumi e degli investimenti senza il contributo decisivo del settore immobiliare e delle costruzioni e il rilancio dovrebbe essere la priorità di una politica che voglia davvero darsi l’obiettivo della crescita stabile e sostenibile”.

Gli investimenti sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato

Sul fronte della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato, la presidente di Assoimmobiliare ha sottolineato che “il contributo del riscaldamento degli edifici all’inquinamento atmosferico è di gran lunga superiore a quello del sistema dei trasporti su strada”. Rimarcando: “Occorrono interventi di larga scala sull’efficienza energetica degli edifici e sulla rigenerazione delle periferie”.

Aggiungendo: “Guardando alla legge di Bilancio, gli incentivi alle famiglie – come ecobonus e sismabonus –, che pure dimostrano come la leva fiscale possa essere ben utilizzata per favorire gli investimenti, non sono tuttavia sufficienti perché operano limitatamente agli immobili ad uso abitativo di proprietà dei privati. Occorre dunque una politica complessiva che stimoli gli investimenti in chiave di riqualificazione sia di case da destinare alla locazione sia di immobili che non sono di proprietà delle famiglie, come uffici, centri commerciali, ospedali, scuole, residenze sanitarie assistite, residenze studentesce. Questo anche per dare una risposta in termini di sostituzione edilizia alla situazione di grave degrado dei quartieri di Edilizia residenziale pubblica per i quali la prolungata mancanza d’interventi di manutenzione ha compromesso la possibilità di rigenerare gli edifici”.

Le grandi potenzialità della rigenerazione urbana

Con la sua relazione, Rovere ha quindi posto l’accento sulle potenzialità della rigenerazione urbana, sottolineando però che se le Regioni mostrano sensibilità e attenzione verso questa tema, lo stesso non accade a livello di governo e Parlamento, ed evidenziando che la materia “continua ad essere normata dalla legge Urbanistica del 1942”. La presidente di Assoimmobiliare ha affermato: “Oggi ci sarebbero tutte le condizioni per lanciare un vero new green deal che si ponga come obiettivo la rigenerazione delle periferie e la crescita sostenibile delle città: e si tratta di sostenibilità non solo economica e ambientale, ma anche e soprattutto sociale. Infatti, occorre dare una risposta ad una crescente domanda di abitazioni in locazione richieste dalle famiglie a basso reddito, dagli studenti, da giovani coppie, lavoratori che devono cambiare città e anziani. Riteniamo che per rispondere alle sfide dello sviluppo urbano e dare risposte alle esigenze delle persone occorra prioritariamente agire in due direzioni: attrarre nel mercato immobiliare maggiori investimenti istituzionali, anche dall’estero, e rimuovere gli ostacoli, prevalentemente di natura fiscale, che oggi gravano sugli investimenti destinati allo sviluppo del mercato delle locazioni abitative”.

Le proposte di Assoimmobiliare

In conclusione, la presidente di Assoimmobiliare ha illustrato alcune proposte avanzate dall’associazione. In particolare, una proposta volta ad aumentare l’afflusso dei capitali esteri nel settore immobiliare italiano migliorando l’attrattività dello strumento delle Società di investimento immobiliare quotate (Siiq) rendendolo più consono alle esigenze degli investitori internazionali. E una proposta normativa per la promozione della locazione abitativa per sviluppare il mercato delle locazioni residenziali da parte di operatori professionali che gestiscono l’investimento collettivo del risparmio.

Pensare a interventi che non riguardino solo esigenze private, ma in generale gli edifici pubblici

Presente anche il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. Nel suo intervento, Franceschini ha innanzitutto ricordato come gli interventi nel settore immobiliare richiedano azioni e programmazione lunga e i governi italiani non sono molto stabili. Affrontando il tema degli incentivi fiscali, il ministro ha affermato: “Il bonus facciate metterà in moto le città e andrà a incrociarsi con gli altri bonus fiscali. Penso anche io che in futuro ci sia la necessità di pensare a degli interventi che non riguardino solo esigenze private, ma in generale gli edifici pubblici”. Franceschini ha quindi sottolineato che in Parlamento in queste ore si sta ragionando sulla possibilità di estendere il bonus facciate anche agli alberghi. Concludendo: “E’ il caso di attrarre investitori stranieri nel mercato immobiliare residenziale, non soltanto quello commerciale. Questo è un grande tema da portare avanti insieme”.

Le tavole rotonde

L’incontro è stato ricco di riflessioni. La mattinata, infatti, si è aperta con una relazione di Tobias Zevi, coordinatore desk Global Cities, Ispi, che ha mostrato alcuni dati interessanti relativi alla trasformazione delle città, al fenomeno dell’urbanizzazione con tutto ciò che vi ruota attorno. Secondo quanto emerso, in particolare, da fonte Onu, nel 2018 il 54% della popolazione mondiale viveva in aree urbane, nel 2030 sarà il 70% della popolazione mondiale a vivere in contesti urbani.

Si sono poi susseguite due tavole rotonde. La prima ha visto coinvolti Alessandro cattaneo, deputato e già sindaco di Pavia, il quale ha sottolineato la necessità di fare molti passi in avanti nel rapporto con i soggetti privati; Simonetta Cenci, assessore all’Urbanistica del Comune di Genova; Federica Galloni, direttore generale archeologia, belle arti e paesaggio del Mibact; Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, che ha parlato in particolare del progetto ReinvenTIAMO Roma.

La seconda ha visto coinvolti Salvatore Margiotta, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti; Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente e alla tutela del territorio e del mare; Carla Ruocco, presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, che ha ricordato alcune misure del decreto fiscale, tra cui l’estensione del ravvedimento operoso per i tributi locali, affermando che “è una misura corretta che estende un’opportunità per i contribuenti”, gli interventi per l’edilizia scolastica, la nuova formulazione dell’articolo 4.