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Quattro trend economici che cambieranno le città dopo il Covid

Gtres
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Autore: floriana liuni

L’emergenza sanitaria ha creato nuove esigenze che potrebbero influenzare un domani anche la struttura delle città. Secondo Colliers sono quattro i trend emergenti da tenere d’occhio. Vediamo quali.

Per Colliers in Italia l’interesse per l’investimento immobiliare rimane invariato rispetto al periodo pre-covid, con un interesse sempre marcato nella logistica e nell’industriale. Secondo il report “Trends Emerging and Accelerated by the COVID-19 Pandemic”, l’interruzione delle attività durante l’emergenza ha comunque portato o porterà le aziende a rivedere la propria struttura in un’ottica di ottimizzazione dei costi. Questo è particolarmente vero per quattro settori che segnano altrettanti trend:

Supply chain:

Prima della pandemia il commercio di beni dipendeva in gran parte dalla Cina, tanto che si stave verificando una vera e propria battaglia tra questa e gli Usa per la supremazia. Il che stava già riducendo il vantaggio economico per importatori come l’Europa, che cominciava già a considerare forniture da altri mercati orientali come Vietnam o Sud est asiatico, quando non lo stesso est europeo.

Con la pandemia le frontiere si sono ulteriormente chiuse verso l’estero, riportando l’attenzione verso i mercati domestici e verso altri tipi e tempistiche di approvvigionamento, con riflessi sulle necessità di stoccaggio soprattutto per quanto riguarda i beni deperibili.

Automotive:

La maggior parte della produzione industriale di auto si è interrotta a seguito delle limitazioni nei movimenti imposte dall’emergenza, e di conseguenza anche i settori collegati hanno riportato uno stop con tutte le conseguenze del caso.

Se si aggiunge che probabilmente ancora per diverso tempo il ricorso allo smart working limiterà l’utilizzo dell’auto privata, si potrebbe assistere ad un aumento del ricorso alla mobilità pubblica anche sotto forma di car sharing urbano. Il che potrebbe portare a pensare a nuove forme di alimentazione (ibrido/elettrica) accelerando tanto l’innovazione auto motive quanto  la necessità di settori urbani appositamente dedicati a questo tipo di utenza.

E-commerce:

Il commercio elettronico non ha risentito in negativo dell’emergenza sanitaria, anzi si è dimostrato un pilastro per l’approvvigionamento di beni (in particolare degli introvabili gel disinfettanti e mascherine) in un momento in cui l’accesso ai punti vendita è contingentato. Di conseguenza, anche i cittadini che non erano abituati a fare acquisti on line lo hanno fatto almeno una volta nel corso di questa quarantena.

La tendenza va a rafforzare un fenomeno, quello appunto dell’aumento degli acquisti in modalità elettronica, che già da tempo aveva messo in discussione il modello tradizionale di retail. Il quale dovrà reinventarsi sempre più potenziando i servizi di e-commerce, fornendo la possibilità di ordini on line e consegne a domicilio o pick and pay. Il che implicherà una gestione della logistica sempre più attenta, dagli spazi di stoccaggio alla rete di consegna.

Tecnologia e innovazione:

L’automatizzazione di alcune funzioni professionali è in atto da tempo (probabilmente non si è mai fermata); con l’emergenza coronavirus potrebbe avere un nuovo sviluppo a causa della necessità di distanziamento sociale anti contagio. Questo aspetto si noterà anche nell’immobiliare. Per quanto riguarda il settore industriale e logistico ad esempio la meccanizzazione delle funzioni di magazzino, che ha ridotto e ridurrà sempre più l’intervento umano nell’evasione degli ordini, sarà sempre più importante in fase di progettazione. Ma si parla anche di sistemi elettrici, di impianti di climatizzazione, e di efficientamento di tutte quelle funzioni che grazie all’intervento della tecnologia potranno essere risparmiate alla presenza umana.