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I dieci motivi per i quali gli italiani hanno paura di perdere il lavoro

Autore: Redazione

In Italia il problema non è solo trovare un lavoro, ma anche non perderlo. Nel nostro paese, infatti, è sempre più diffusa la cosiddetta insicurezza professionale. Tanto che, secondo la terza indagine isfol sulla qualità del lavoro, un italiano su cinque teme di essere licenziato entro dodici mesi. Ecco cosa spaventa

1. Tagli del personale: il 33,6% dei lavoratori che ha visto una riduzione di personale in azienda teme l'esubero nel giro di 12 mesi

2. Insoddisfazione e poche prospettive: esiste un nesso tra insicurezza professionale e grado di soddisfazione nella vita lavorativa e/o nelle prospettive di stabilità offerte da una determinata occupazione. Tra chi teme l'esubero nel giro di 12 mesi, la soddisfazione per il proprio impiego è pari al 75,3%

3. Al sud l'incertezza è maggiore: i picchi più elevati di insicurezza si evidenziano nel mezzogiorno e nelle isole, dove la perdita di lavoro entro i 12 mesi viene avvertita come una possibilità tangibile da più di un intervistato su cinque: il 22,5%. Nel centro Italia la percentuale è del 19,2%, nel nord ovest del 18,1% e nel nord est del 16,9%

4. Donne e giovani: l'insicurezza sul proprio futuro lavorativo si evidenzia in maniera più netta tra le donne rispetto agli uomini e tra i giovani rispetto alle fasce di popolazione adulta. Le lavoratrici percepiscono un tasso di job insecurity del 20,4% (il 18,5% per quanto riguarda gli uomini) e i giovani tra i 15 e 24 anni di età percepisce un tasso di job insecurity del 24,4%. La percentuale diminuisce tra i 30 e i 44 anni (19,3%), tra i 45 e i 54 anni (17,7%) e intorno ai 55 anni (16,6%)

5. Va un po' meglio ai laureati: tra chi ha conseguito una laurea la possibilità di perdere il lavoro nel giro di 12 mesi è percepita nel 18,2% dei casi, contro il 19,6% dei diplomati e il 19,3% di chi si è fermato alla licenza di scuola media inferiore

6. Precarietà: il 60,2% dei collaboratori e il 52,9% dei dipendenti con contratto a termine teme l'interruzione del rapporto professionale nell'arco di 12 mesi. Si tratta, rispettivamente, di sei e cinque volte tanto la percentuale registrata tra chi ha un contratto a tempo indeterminato (10%)

7. Stipendi da meno di 900 euro: sotto i 900 euro mensili il 28,3% dei lavoratori teme di perdere il posto nel giro di 12 mesi. Al crescere della retribuzione, cala la sfiducia

8. Professioni non specializzate: le instabilità più nette si registrano tra professioni non qualificate (26,3%), artigiani, operai specializzati e agricoltori (23,85%), professioni tecniche (20,9%)

9. I settori più fragili: i tassi più elevati di incertezza sul proprio futuro si registrano nei settori con meno tutele e più sacche di precariato (costruzioni, 28,1%; agricoltura, 23,9%; industria, 21,15%)

10. Pmi e aziende private: la perdita di lavoro nell'arco di 12 mesi è considerata possibile da un lavoratore su cinque nelle imprese di piccola e media dimensione (rispettivamente 20,6% e 21,3%) contro il 15,1% registrato tra i dipendenti di società di grosse dimensioni. La perdita del lavoro entro 12 mesi, inoltre, è avvertita come possibile dal 21% degli intervistati tra le aziende non statali contro il 12,6% di quelle pubbliche