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Pensionamento anticipato, ultime notizie

Autore: Redazione

Pensionamento anticipato “su misura”. È a questo che lavora il governo, nel limare lo strumento dell’Ape (acronimo che sta, appunto, per Anticipo pensionistico), probabile oggetto di un decreto che anticiperebbe la legge di stabilità.

Potrà accedervi chi ha compiuto 63 anni, ovvero coloro a cui mancano fino a 3 anni e 7 mesi per raggiungere l’attuale età pensionabile. All’Inps potrà essere chiesto un preventivo per avere le idee chiare su quale sarebbe la cifra da restituire nel caso si chiedesse un anticipo, che potrà essere di misura variabile e non dovrà necessariamente rappresentare il 100% del futuro assegno. Anticipabile, per chi ha provveduto negli anni a far versamenti anche in tal senso, sarà pure l’assegno della previdenza integrativa.

Chi può far conto su altri redditi, risparmi, o entrate di altra natura potrebbe, dunque, chiedere il minimo che gli serva a raggiungere in serenità la “vera” età del pensionamento, consapevole che pure arrivata quella non avrà il suo assegno per intero, ma decurtato della quota per la restituzione del prestito (ventennale) ottenuto dalle banche per poter anticipare il ritiro dal lavoro.

Decurtazione che, nei piani dell’esecutivo, non dovrebbe superare il 5% del valore lordo della pensione (il 6-7% di quello netto), con l’estrema elasticità concessa nell’accedere allo strumento che dovrebbe consentire a più persone di farvi ricorso senza eccessivi oneri. Non dovrebbero essere troppo pesanti nemmeno quelli per lo Stato, che dovrà sobbarcarsi il costo dei prestiti concessi agli esodati (in caso di lavoratori in esubero, invece, a pagare per far “uscire” prima il lavoratore è l’azienda).

Il governo studia, inoltre, detrazioni in misura fissa per azzerare le rate alle categorie più deboli. In tutto Palazzo Chigi calcola un esborso al di sotto dei 500 milioni, inferiore ai 600-700 sin qui teorizzati. La platea di coloro che vi faranno ricorso dovrebbe essere di 350 mila il primo anno, poi 150 mila all'anno.

In tutto, il pacchetto previdenza per il bilancio dell’anno prossimo dovrebbe valere 2 miliardi. Alla cifra sopra riportata vanno aggiunti altri interventi per i pensionandi: rendere gratuite le ricongiunzioni, per cumulare i contributi versati in gestioni diverse, gli aiuti ai lavoratori “precoci” (che hanno iniziato a 14 anni) e a quanti svolgono attività usuranti e l'azzeramento delle penalizzazioni per chi ha meno di 62 anni, ma già 40 di contributi.

Tutto ciò dovrebbe costare altri 500 milioni circa, mentre un altro miliardo sarà da dedicare ai già pensionati, con innalzamento delle minime ed estensione e adeguamento delle quattordicesime. Rispetto alle richieste dei sindacati “ballano” ancora altri 500 milioni. Se ne comincerà a discutere, con le parti sociali, da domani.