Quando si parla di Movimentazione manuale dei carichi (MMC) ci si riferisce all’attività di sollevare, depositare, spingere, tirare o trasportare un carico a mano (o un peso). Questa pratica può comportare rischi di patologie muscolo-scheletriche, specialmente se il carico è pesante o le operazioni si svolgono in maniera scorretta.
Per la sicurezza di chi compie queste azioni è fondamentale adottare tecniche corrette, come piegarsi sulle ginocchia (non sulla schiena), afferrare saldamente il carico e utilizzare la forza delle gambe, evitando movimenti bruschi o torsioni. Ecco, quindi, come riconoscere, valutare e gestire in maniera corretta la Movimentazione manuale dei carichi.
Che cosa si intende per movimentazione manuale dei carichi
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) rappresenta un’attività essenziale in vari ambienti di lavoro che comporta il sollevamento, il deposito, lo spostamento, il trasporto, la spinta, il traino e il sostegno di un carico, ovvero di un peso, da parte di uno o più lavoratori.
La definizione è fornita dal decreto legislativo 81 del 2008, altrimenti conosciuto come il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro in Italia, che dedica alla MMC tutto il Titolo VI della disciplina.
La Movimentazione manuale dei carichi si considera a rischio già al superamento dei 3 kg di carico, dal momento che può essere causa di disturbi e patologie, in particolare per la colonna vertebrale e per le articolazioni e i muscoli anteriori e inferiori.
Si possono far rientrare in questa classificazione anche i movimenti continui e ripetuti, ovvero quegli spostamenti che non necessariamente comportano un alto sforzo, ma che si ripetono in maniera frequente con conseguenze gravi e permanenti. A muoversi sono soprattutto le dita, le mani e le braccia, come avviene di solito per le attività di assemblaggio dei prodotti.
Qual è la norma ISO per la movimentazione manuale dei carichi
Accanto alla disciplina della Movimentazione manuale dei carichi del decreto 81/08, esistono anche le norme tecniche di riferimento contenute nei modelli UNI ISO 11228 e UNI EN 1005. Le due normative consentono di definire metodi di calcolo e linee guida per valutare in maniera corretta il rischio di MMC.
In particolare, la tabella C1 allegata alla norma UNI ISO 11228-1 consente di determinare il limite di peso sollevabile con un’attività di MMC, considerando il sesso e l’età. Superare i limiti indicati nella tabella sottostante significherebbe entrare in una situazione definita "critica" e per la quale necessitano dei correttivi quanto prima.
| LAVORATORI DISTINTI PER SESSO ED ETA' | MASSA DI RIFERIMENTO |
|---|---|
| Uomini (18-45 anni) | 25 Kg |
| Donne (18-45 anni) | 20 Kg |
| Uomini (<18 o >45 anni) | 20 Kg |
| Donne (<18 o >45 anni) | 15 kg |
Il peso massimo di sollevamento consentito ai lavoratori oltre i 45 anni
Dai dati riportati in tabella, si può verificare che il peso massimo consentito per la movimentazione manuale dei carichi per chi abbia superato l’età di 45 anni è pari a 20 chilogrammi per i lavoratori e a 15 chilogrammi per le lavoratrici. È importante verificare che lo stesso limite di peso sia attribuito anche ai ragazzi e alle ragazze di età inferiore a 18 anni.
I limiti di peso ai quali attenersi, secondo quanto prevede la norma UNI ISO 11228-1, richiedono che il sollevamento avvenga:
- in maniera occasionale;
- nelle "condizioni ideali";
- con il carico stabile;
- in assenza di movimenti bruschi;
- senza torsioni del tronco o posture scorrette.
Quali sono i limiti di carico per la Movimentazione manuale
Come si nota anche dalla tabella, i limiti per la Movimentazione manuale dei carichi variano a seconda dell’età e del sesso. La norma UNI ISO 11228 aggiunge anche la tipologia di attività, intesa come occasionalità o frequenza del movimento.
Infine, si prendono in considerazione anche specifiche condizioni di riferimento, come la gravidanza di una donna o il primo periodo di sei mesi di stato interessante. La massa di riferimento, ovvero il peso da spostare, non può superare, in ogni caso, i 25 kg.
| UOMINI | DONNE | |||
|---|---|---|---|---|
| ETA' | OCCASIONALI | FREQUENTI | OCCASIONALI | FREQUENTI |
| 16-18 | 19 | 14 | 12 | 9 |
| 18-20 | 23 | 17 | 14 | 10 |
| 20-35 | 25 | 19 | 15 | 11 |
| 35-50 | 21 | 16 | 13 | 10 |
| più di 50 | 16 | 12 | 10 | 7 |
| Donne incinte | Esonero | Esonero | ||
| Primi 6 mesi di gravidanza | 10 | 5 | ||
| A partire dal 7 mese | Esonero | Esonero | ||
Qual è il rischio della Movimentazione manuale dei carichi
Nelle attività in cui si effettua l'MMC si riscontrano, più di frequente, delle affezioni alla colonna vertebrale. I rischi maggiori possono avvenire per le sollecitazioni improvvise e ripetitive provocate dai pesi, nonché per l’entità del carico da sollevare.
Il peso eccessivo può provocare una caduta o l’oscillazione. I rischi, in casi come questi, riguardano lo schiacciamento delle mani e dei piedi, le lesioni alla schiena e, in particolare, nella parte dorso-lombare, i traumi alle strutture muscolari e ossee. Infine, si osservano anche lesioni nervose e vascolari.
Tutti i rischi sono dovuti, secondo quanto si legge nel titolo VI del decreto legislativo 81/2008, all’errata impostazione del tronco nel momento in cui si sollevi il peso. A tal proposito, chi sia addetto alla Movimentazione manuale dei carichi deve conoscere le caratteristiche del peso e il modo corretto per sollevarlo.
Come ridurre il rischio della MMC
Il rischio della Movimentazione manuale dei carichi può essere alleviato osservando alcune regole. Più nel dettaglio è importante che:
- il corpo sia sempre in posizione stabile, con la schiena eretta e nella posizione accovacciata prima di sollevare il peso;
- l’ambiente di lavoro, inteso come il pavimento e i punti di appoggio degli ingombri, sia sempre nelle condizioni ottimali per agire in sicurezza;
- non si facciano movimenti bruschi o strattoni;
- il carico si trovi vicino al soggetto in modo da evitargli di spingere eccessivamente in avanti con il tronco;
- si faccia ricorso a cinghie, portantine e bilancieri che agevolano il trasporto del carico, nonché a dispositivi per la protezione individuale (DPI);
- l’operatore imponga il proprio ritmo di carico senza subirlo dal processo, in modo da avere il tempo per il riposo fisiologico e il recupero se gli sforzi sono ripetuti e prolungati.
L’esonero dalla Movimentazione manuale dei carichi
L’esonero dalla Movimentazione manuale dei carichi non rappresenta un’esenzione totale dal lavoro, ma opera assicurando la riduzione del rischio mediante apposita valutazione. Se il rischio non si può eliminare, si può ricorrere alla sorveglianza sanitaria e all’uso di attrezzature meccaniche.
La sorveglianza sanitaria è sempre obbligatoria per chi svolge MMC e prevede anche il parere di un medico competente che deve identificare sia i lavoratori a rischio che le misure preventive occorrenti. Possono fruire dell’esonero specifiche categorie di lavoratori, quali:
- le donne incinte, a seconda del mese di gravidanza;
- i minori di 18 anni rispetto agli uomini adulti;
- i soggetti affetti da patologie muscoloscheletriche.
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