Il Decreto Flussi 2026 regola le quote d'ingresso per l'assistenza familiare: a quanto ammontano e come presentare domanda.
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Badanti con il Decreto Flussi 2026
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Per coloro che necessitano di collaboratori per l’assistenza familiare, è indispensabile conoscere le normative in vigore sugli ingressi in Italia di lavoratori extracomunitari. A partire dal nuovo Decreto Flussi 2026 su badanti e altre figure professionali, pensato appunto per regolare il numero di lavoratori che possono entrare regolarmente nel Paese. Per il 2026, è prevista una quota di 13.600 ingressi per l’assistenza familiare, a cui si aggiunge un incremento a 14.000 lavoratori per il 2027 e 14.200 per il 2028. È inoltre inclusa una porzione fuori quota di 10.000 ingressi aggiuntivi, per le famiglie che assistono disabili o anziani non autosufficienti, ed è stato fissato il click-day al 18 febbraio 2026 per la presentazione delle domande.

Cos’è il Decreto Flussi per le badanti

Innanzitutto, è necessario comprendere cosa sia il Decreto Flussi e perché sia tanto importante per chi desidera avvalersi di badanti, colf o altri collaboratori domestici. Si tratta di uno strumento normativo essenziale per regolare l’ingresso di lavoratori stranieri extracomunitari in Italia, con un focus particolare sui settori dell’assistenza familiare.

In buona sostanza, il Decreto Flussi definisce annualmente - o per periodi pluriennali - quante persone possano raggiungere il Paese per motivi di lavoro, affinché gli ingressi di manodopera dall’estero non siano solo controllati - prevenendo, così, fenomeni di immigrazione irregolare - ma anche equilibrati rispetto alle necessità dei cittadini. 

La disciplina è perlopiù regolata dal Testo Unico sull’Immigrazione, contenuto nel D.Lgs. 286/1998, a cui si aggiungono diversi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri - ovvero, i DPCM - che fissano le quote annuali o triennali di ingressi - e da altri Decreti Legge urgenti. Ad esempio, il recente DPCM del 2 ottobre 2025 ha fissato le quote per il triennio 2026-2028, mentre il D.L 146/2025 ha introdotto specifiche semplificazioni nelle procedure, nuove modalità di controllo, rinnovate regole sui lavoratori stagionali e un maggiore focus sulla digitalizzazione.

Quando esce il Decreto Flussi 2026

Il Decreto Flussi 2026 nasce a partire da una programmazione triennale degli ingressi, approvata dal Consiglio dei Ministri con il DPCM del 2 ottobre 2025. Questo provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 ottobre dello stesso anno ed è, quindi, già operativo.

Badante
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Bisogna però ricordare che, a completamento dell’intervento normativo, è stato approvato anche il D.L. 146/2025, che modifica il Testo Unico sull’Immigrazione e la precedente Legge 187/2024, per semplificare alcune operazioni - come la precompilazione delle domande - limitare a tre le richieste per datore di lavoro e, ancora, reintrodurre la porzione di “fuori quota” per l’assistenza ad anziani e disabili. Il D.L. è stato poi convertito nella Legge 179/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il primo dicembre dello stesso anno e, perciò, già in vigore. 

Quali sono i flussi di badanti previsti per il 2026

Il Decreto Flussi 2026-2028 stabilisce un totale di 497.550 ingressi per lavoratori non comunitari, distribuiti nel triennio come segue:

  • 164.850 unità per il 2026;
  • 165.850 unità per il 2027;
  • 166.850 unità per il 2028.

Queste quote sono generali e coprono diversi settori produttivi, in particolare le principali categorie di lavoro subordinato non stagionale, stagionale e autonomo, calibrate sul fabbisogno del mercato italiano.

Per le necessità di assistenza familiare, il Decreto Flussi 2026 per colf e badanti prevede delle allocazioni progressive, stimando una crescita nel tempo della domanda, anche in relazione all’invecchiamento demografico della popolazione. Le quote corrispondono a:

  • 13.600 ingressi nel 2026;
  • 14.000 ingressi nel 2027;
  • 14.200 ingressi nel 2028.

Si tratta di 41.800 unità totali nel triennio, a cui si aggiunge la porzione di fuori quota - pari a 10.000 ingressi l’anno - definita dalla recente Legge 179/2025. Questi ingressi sono pensati per anziani over 80 o disabili gravi - ai sensi della Legge 104/1992 - e prevedono procedure semplificate di richiesta, con inoltro tramite agenzie per il lavoro accreditate o associazioni datoriali firmatarie del CCNL domestico, senza obbligo di click-day.

I requisiti per accedere al Decreto Flussi

Per poter beneficiare di lavoratori stranieri per l’assistenza familiare, all’interno del numero di ingressi stabiliti per l’anno in arrivo, gli interessati devono rispettare alcuni requisiti per il Decreto Flussi 2026. I datori di lavoro - relativamente alle badanti, le famiglie o le persone fisiche - devono infatti soddisfare i criteri definiti dalla Circolare Interministeriale 8047/2025 e dalla Legge 179/2025, affinché la richiesta d’ingresso possa essere considerata legittima.

In particolare, i datori di lavoro devono rispettare i seguenti requisiti:

  • essere residenti e cittadini italiani, UE o extra-comunitari, purché con domicilio sul territorio nazionale e regolare permesso di soggiorno;
  • dimostrare una sufficiente capacità economica, con un reddito annuo minimo di 20.000 euro per datore di lavoro singolo o 27.000 per nucleo familiare, integrabile con redditi del coniuge o dei parenti fino al secondo grado. È ammessa l’esenzione totale per chi assume badanti per sé stesso o per familiari con grave disabilità;
  • essere regolari dal punto di vista contributivo e fiscale, con l’asseverazione da parte di un consulente del lavoro, del CAF o di associazioni datoriali firmatarie del Protocollo d’Intesa, che attesti l’assenza di debiti INPS/INAIL, la regolarità DURC e l’assenza di condanne penali per reati contro i lavoratori;
  • disporre di un alloggio idoneo, comprovato dal contratto di locazione o dalla dichiarazione di ospitalità;
  • non aver commesso pregresse irregolarità in materia di norme migratorie o contrattuali.
Documenti per badanti
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lavoratori esteri, al contempo, dovranno soddisfare le seguenti condizioni:

  • essere cittadini extra-UE residenti all’estero al momento della domanda, senza permessi di soggiorno in Italia in corso di validità;
  • essere maggiorenni, in buona salute e privi di divieti d’ingresso o espulsioni pregresse;
  • disporre di un certificato penale pulito dal Paese di origine o residenza, tradotto e legalizzato;
  • dimostrare qualifiche specifiche per badanti, colf o collaboratori domestici, con un’esperienza comprovata nel settore assistenziale.

Infine, è utile sapere che per badanti e assistenti familiari non è richiesta la verifica della disponibilità della manodopera locale, tramite i centri per l’impiego.

Che documenti servono per il Decreto Flussi 2026

Per poter presentare richiesta d’ingresso del professionista estero, i datori di lavoro - quindi famiglie o singoli - devono innanzitutto raccogliere le necessarie informazioni, quali autocertificazioni o asseverazioni rilasciate da enti accreditati. Ma quali sono i documenti necessari per il Decreto Flussi 2026?

Tutti i materiali servono in forma digitale, affinché possano essere caricati sull’apposito portale di richiesta. Inoltre, in caso di documentazione estera, è indispensabile la traduzione giurata con relativo processo di legalizzazione, secondo le regole vigenti per Paese di emissione e le indicazioni del consolato competente. Nell’elenco essenziale di documenti richiesti, vi rientrano:

  • l’apposito Modello A-bis, che serve per il nulla osta al lavoro domestico non stagionale;
  • la proposta di contratto, dove si dovranno dettagliare le mansioni, l’orario di lavoro, la retribuzione minima in base al CCNL applicabile e la durata;
  • documenti del datore di lavoro, come la carta d’identità o il passaporto, il codice fiscale, l’autocertificazione del reddito e l’asseverazione del professionista sulla regolarità fiscale e contributiva;
  • la prova dell’alloggio, con certificato di idoneità igienico-sanitaria rilasciato dal comune o la dichiarazione di ospitalità con atto notorio;
  • documenti del lavoratore, come il passaporto in corso di validità, eventuali certificati penali e le referenze esperienziali;
  • la certificazione medica o dell’ASL sul beneficiario, in presenza di disabilità, per gli accessi fuori quota;
  • un indirizzo PEC attivo e, se si procede con un delegato, la procura all’intermediario.

La procedura di richiesta

Raccolti tutti i documenti necessari, si può passare alla presentazione della richiesta. La procedura prevede alcuni passaggi specifici, con una domanda online per il Decreto Flussi 2026.

Innanzitutto, dal 23 ottobre al 7 dicembre 2025 - con la possibilità di riapertura parziale dal 9 al 13 dicembre per eventuali integrazioni - si può procedere alla precompilazione per il Decreto Flussi 2026. Gli interessati devono accedere al Portale ALI del Ministero dell’Interno, con le credenziali SPID o CIE, per inserire i dati nel modulo A-bis ed eventuali documenti aggiuntivi.

Badante domestica
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Dopodiché, la domanda precompilata deve essere inviata durante l’apposito click-day: le quote si assegnano su base cronologica fino a esaurimento. A questo punto:

  • lo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) esamina la richiesta entro 30 giorni dall’imputazione della quota. Se l’esito è positivo, arriva il nulla osta alla PEC indicata, con uno specifico codice di attivatore, e il lavoratore può procedere a richiedere il visto in consolato;
  • all’arrivo del lavoratore in Italia, sarà necessario procedere immediatamente alla firma del contratto INPS, al versamento dei relativi contributi e alla formalizzazione dell’assunzione. Si ricorda che, in base al D.L. 146/2025, sono massimo tre le domande annue per ogni datore privato utente diretto. Il limite non si applica alle richieste presentate tramite organizzazioni datoriali, consulenti del lavoro o agenzie per il lavoro accreditate.

Quando ci sarà il prossimo click-day Flussi 2026

È bene ricordare che, per la presentazione della domanda d’ingresso, sono disponibili due finestre temporali diverse:

  • l’open date per il Decreto Flussi 2026, ovvero il periodo in cui è possibile procedere alla precompilazione dei moduli e al precaricamento dei documenti, dal 23 ottobre al 7 dicembre 2025;
  • il click-day per il Decreto Flussi 2026, ovvero la data in cui la richiesta viene materialmente inviata.

Per le quote relative al prossimo anno, il click-day è fissato al 18 febbraio 2026: dalle ore 9.00 sarà infatti possibile inviare la domanda già precompilata sul portale ALI, con un’assegnazione cronologica in base al numero di posti disponibili. È possibile inviare domande anche oltre a questa data, fino al 31 dicembre 2026, previa la verifica della disponibilità di eventuali quote residue.

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