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Mutuo saldo e stralcio, cos'è e come funziona

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Autore: Redazione

Un’opzione poco conosciuta ma tuttavia operativa per evitare che la rata del mutuo prenda il sopravvento sulle finanze familiari? E’ il cosiddetto “saldo e stralcio”, una soluzione piuttosto drastica ma che in casi estremi può rappresentare la salvezza da una situazione di credito deteriorato, con conseguente pignoramento del proprio immobile da parte della banca.

I motivi per cui la rata del mutuo, che al momento della sottoscrizione risultava magari perfettamente sostenibile, diventa ad un certo punto proibitiva possono essere molteplici. Perdita del lavoro da parte di un mutuatario, mutamenti nello scenario familiare, decessi o malattie possono pregiudicare la capacità di una famiglia di continuare a rimborsare il finanziamento con regolarità. In questo caso, e in assenza di praticabilità di strade alternative, si può tentare di trovare un accordo con la banca o l’istituto finanziario.

L’opzione saldo e stralcio in particolare consente di fissare una cifra da saldare in un’unica soluzione (o in poche rate), estinguendo con essa l’intero debito ed evitando così il pignoramento dell’immobile. La cifra concordata solitamente è inferiore alla metà dell’importo residuo dovuto dal mutuatario: la banca a certe condizioni potrebbe preferire perdere il 60% di quanto esigibile piuttosto che intraprendere le vie legali e segnalare il mutuatario come cattivo pagatore.

Quando è possibile, quindi, l’opzione saldo e stralcio? Sicuramente quando l’interesse del mutuatario incontra quello della banca. I parametri della banca sono infatti una condizione imprescindibile da prendere in considerazione quando si decide di tentare questa via. Se l’istituto non trovasse sufficienti garanzie nell’accettare un patto col debitore, potrebbe comunque preferire appropriarsi dell’immobile, cosa che può accadere automaticamente dopo la settima rata non rimborsata. Altra circostanza che deve necessariamente verificarsi – e che potrebbe essere la più difficoltosa – è l’avere liquidità sufficiente ad estinguere il 40% del debito residuo con la banca in un’unica rata.

Come richiedere questa opzione? Va detto che non si tratta di un diritto del debitore, ma di una richiesta che questi può avanzare, e che naturalmente può essere accolta o meno. Nella domanda presentata dal cliente – che va inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno - occorre indicare la somma che si è in grado di rimborsare e il metodo di pagamento che si vuole utilizzare. Va da sé che queste due specifiche vanno fatte tenendo nel maggior conto possibile l’interesse della banca, che va convinta a concedere la riduzione. In questo senso si possono magari sottolineare, nella richiesta, le condizioni che potrebbero rendere più conveniente lo stralcio del debito rispetto al pignoramento, come la difficoltà della vendita all’asta dell’immobile sottostante il mutuo.  In caso la banca non accetti le prime condizioni, ad ogni modo, è sempre bene avere dei “piani di riserva”, condizioni più gravose da proporre ma tollerabili in casi estremi. Si può presentare la domanda avvalendosi di professionisti o di associazioni dei consumatori, che possono aiutare ad appianare difficoltà formali o far valere il proprio peso, oppure presentare privatamente la propria lettera di richiesta in cui esporre quanto sopra. 

Se un accordo non fosse possibile, si possono tentare strade alternative, come la richiesta di sospensione del mutuo (ovvero della sua quota capitale), la rinegoziazione o la sostituzione del contratto con uno a condizioni più favorevoli per il cliente. In generale, comunque, meglio prevenire eventuali difficoltà valutando bene tutti i costi del contratto di mutuo prima di sottoscriverlo.