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Mutuo, chi è il terzo datore di ipoteca

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Autore: Redazione

In caso di mutuo, chi è il terzo datore dell’ipoteca? Se al momento di richiedere un finanziamento, l’istituto di credito chiede delle garanzie che non si possono offrire, in alternativa potrebbe proporre il ricorso a una fideiussione o a un terzo datore di ipoteca. Vediamo chi è quest’ultimo.

L’ipoteca è la garanzia pretesa dalla banca in cambio di un mutuo. Con l’ipoteca, la casa ipotecata, seppur venduta, può essere pignorata dalla banca. Una volta che il bene viene messo all’asta e assegnato al miglior offerente, il ricavato viene subito incassato dal creditore ipotecario.

Terzo datore di ipoteca, chi è

Ma vediamo i soggetti interessati in caso di ipoteca. Il concedente o titolare del diritto ipotecato è colui che fornisce l’ipoteca: può essere una persona fisica, una società, un’associazione o un altro ente. Non è necessario che l’ipoteca sia fornita dal debitore. E a dare la garanzia può essere anche un terzo soggetto.

Chiunque sia proprietario di una casa ritenuta dalla banca adatta, in caso di vendita forzata, a coprire il credito può consentire che sulla stessa venga iscritta ipoteca a garanzia del debito di un altro soggetto. Quando a fornire l’ipoteca non è il debitore, ma un’altra persona, quest’ultima viene chiamata terzo datore di ipoteca. Si tratta del soggetto che si è fatto garante per il debitore concedendo un proprio bene in ipoteca. In tal caso, il bene ipotecato non è quello del debitore, ma quello del terzo.

Quando entra in gioco il terzo datore di ipoteca si creano due rapporti distinti: da un lato quello tra banca e il terzo datore; dall’altro quello tra il terzo datore di ipoteca e il debitore. In quest’ultimo caso, si può trattare anche di un rapporto gratuito, a titolo di amicizia o di rapporto di parentela. Il terzo datore, per il solo fatto di concedere l’ipoteca, non diventa debitore del creditore garantito. Ma se subisce l’espropriazione e la vendita del proprio bene, può rivalersi nei confronti del debitore.

Secondo quanto stabilito dalla legge, se il terzo datore di ipoteca viene ad essere sottoposto a pignoramento per colpa del debitore, dopo aver perso la casa si sostituisce alla banca nei confronti del debitore stesso. Contro di questi, il terzo datore può esercitare le sue azioni rivolte a ottenere la restituzione dei soldi pari al valore dell’immobile perso.

Terzo datore di ipoteca, i poteri

In caso di inadempimento del debitore, il terzo datore di ipoteca può scegliere tra pagare il creditore ipotecario per non perdere la casa oppure farsi espropriare il bene concesso in garanzia nei limiti della somma per la quale è stata iscritta ipoteca e, in ogni caso, nei limiti del valore del bene ipotecato.

In questa ipotesi, al terzo datore di ipoteca che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l’espropriazione è concesso il cosiddetto diritto di regresso nei confronti del debitore garantito. Questo significa che può agire contro quest’ultimo per ottenere, in denaro, il valore della casa espropriata.

Terzo datore di ipoteca, i diritti

Il terzo datore di ipoteca ha il diritto di rivalersi nei confronti del debitore qualora subisca il pignoramento. Ma ha anche dei diritti nei confronti del creditore. Il terzo datore di ipoteca, infatti, deve ricevere la notifica del titolo esecutivo (la sentenza, il decreto ingiuntivo) e dell’atto di precetto. Tali atti preparatori all’esecuzione gli devono essere portati necessariamente a conoscenza e non bastano le notifiche fatte al debitore.

Se il terzo datore non ha preso parte al giudizio di condanna del debitore e la trascrizione del suo titolo di acquisto è anteriore alla proposizione della domanda del creditore, può opporre a quest’ultimo tutte le eccezioni non opposte dal debitore e quelle che spetterebbero a questo dopo la condanna. Il terzo datore di ipoteca può anche agire in via di regresso contro eventuali fideiussori dello stesso debito.

Il terzo datore ha diritto a veder liberato il proprio immobile dall’ipoteca solo se il debitore paga integralmente il proprio debito. L’ipoteca costituita dal terzo si estingue in automatico dopo 20 anni, se la banca non la rinnova.