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Tassi mutui 2018: dimmi in che regione vivi e ti dirò quali sono

tassi mutui
Autore: Redazione

Crescono le erogazioni di mutui per le famiglie: +8.5% annuo nel secondo trimestre 2018, per un totale di 13,8 milioni di euro. Lo dice l’ultimo report Banche e istituzioni finanziarie di Banca d’Italia. Anche la situazione dei tassi sui mutui mostra livelli eccezionalmente favorevoli, che hanno facilitato l’accesso al credito. In particolare si nota una maggiore generosità delle banche al nord, dove i tassi applicati sono più bassi: il migliore è l’1,81% della Lombardia mentre il più alto è in Sardegna, con un 2,25%.

“La rilevazione conferma e consolida un trend di ripresa dei volumi erogati a livello trimestrale – commenta Renato Landoni, presidente di Kiron Partners - e addirittura riporta in positivo il saldo dell’andamento dei mutui rispetto a quello del 2017. Su base semestrale infatti i volumi si attestano a oltre 25 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto allo scorso anno”.

A differenza della crescita delle erogazioni che ha caratterizzato il periodo 2013-2016, causato principalmente dal calo repentino dei tassi sui mutui che hanno sospinto le operazioni di sostituzione e surroga, è da evidenziare che in questo momento ci troviamo di fronte ad una crescita importante dei finanziamenti legati alle compravendite immobiliari. “Queste ultime – segnala Landoni - non solo hanno compensato il crollo delle surroghe negli scorsi trimestri (sono passate dal quasi il 25% del totale volumi nel 2015 a poco più del 12% dell’ultima rilevazione del II trim. 2018), ma hanno addirittura sospinto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita rilevata poc’anzi (+2%)”.

Mutui, tassi 2018: previsioni

Segnali di distensione dunque da parte del mercato del credito. Dopo la crescita della domanda di mutui nei mesi scorsi assistiamo anche all’inversione di tendenza riguardante i volumi erogati. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro prossimo?

“Diciamo che il mercato dei mutui alle famiglie è oggi ben strutturato ed ha trovato la sua dimensione in area 48-50 miliardi annui – risponde Landoni. -  Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del “Quantitative Easing”, la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. La Bce ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, poi ridotti a 15 a partire da settembre 2018. A dicembre chiuderà il programma di nuove immissioni. Continuerà a calmierare i prezzi del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati e ciò dovrebbe comunque garantire una buona iniezione di liquidità ai mercati e quindi indici di riferimento ancora ai minimi almeno per tutto il 2019”.

Spread e mutui 2018: cosa succede ai tassi?

In questi mesi abbiamo assistito ad un rialzo sui mercati dello spread (differenza di rendimento tra BTP Italiani a 10 anni e Bund tedeschi). Cosa può succedere? “Un’eccessiva crescita di questo indicatore potrebbe di fatto causare un rialzo dei prezzi dei nuovi finanziamenti – risponde Landoni - e di conseguenza una riduzione della domanda e dell’accesso al credito da parte delle famiglie. Molto dipenderà dunque dalle politiche economiche che il nostro Paese attuerà nel prossimo futuro soprattutto per quanto riguarda il sostegno al lavoro e alla famiglia. Ad oggi, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare sia per chi vuole comprare a scopi abitativi sia per chi vuole comprare a titolo di investimento”.