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Mutui, tassi ancora favorevoli nell'area euro

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Autore: Redazione

Stabile la crescita dei prestiti alle famiglie nell’area euro, in particolare per i nuovi mutui. Lo dicono i dati dell’ultimo Bollettino Bce di Banca d’Italia.

A novembre la crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato si è mantenuta stabile. Il tasso di crescita sui dodici mesi è rimasto invariato al 3,3 per cento, beneficiando degli aumenti del tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie (passato dal 3,9 per cento di ottobre al 4,0 per cento di novembre) e di quello dei prestiti alle famiglie (salito dal 3,2 per cento di ottobre al 3,3 per cento di novembre).

Mentre il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è rimasto moderato in termini storici, si è verificata una notevole espansione dei nuovi prestiti, grazie alla flessione dei tassi sui finanziamenti bancari all’interno dell’area dell’euro dovuta alle misure non convenzionali di politica monetaria della Bce e dai complessivi miglioramenti nell’offerta e nella domanda di prestiti da parte delle banche, che hanno compiuto progressi sul piano del risanamento dei propri bilanci.

Il basso livello dei tassi sui prestiti ha continuato a sostenere la crescita economica dell’area dell’euro. A novembre 2018 il tasso composito sui prestiti bancari alle società non finanziarie è rimasto sostanzialmente stabile all’1,66 per cento, prossimo al minimo storico toccato a maggio 2018. Nello stesso mese, il tasso composito sui prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni è rimasto stabile all’1,81 per cento, anch’esso vicino al minimo storico risalente a dicembre 2016. Dopo l’annuncio del pacchetto di misure di allentamento del credito da parte della Bce nel giugno del 2014, i tassi compositi sui prestiti sono diminuiti in misura significativa e maggiore rispetto ai tassi di riferimento del mercato.

Per quanto concerne il mercato dell’edilizia abitativa, alla fine dell’anno gli indicatori di breve periodo, quali i livelli contenuti dell’indice dei responsabili degli acquisti e la produzione nel settore delle costruzioni, riflettono le crescenti carenze di manodopera in alcuni paesi e a breve termine segnalano una decelerazione della crescita degli investimenti nel mercato delle abitazioni. Ciononostante, in molti dei maggiori paesi dell’area dell’euro gli investimenti residenziali, già scesi a livelli inferiori a quelli precedenti la crisi, dovrebbero continuare a recuperare terreno nel medio termine, sorretti dagli andamenti dei prezzi delle abitazioni.