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Mutui, torna l'attenzione al tasso variabile

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Autore: Redazione

Torna la calma sul mercato dei mutui. Lo dicono i dati dell’ultimo osservatorio Mutuionline, aggiornati allo scorso 31 gennaio.

Tassi variabile e fisso per i mutui a gennaio 2019

Secondo l’ultima rilevazione, ad influire nei mesi scorsi è stata la congiuntura di fatti importanti: le tensioni sullo spread, la fine del programma di Quantitative easing, l’atteso aumento del costo del denaro da parte della Bce. Relativamente ai tassi ai quali si agganciano i nostri mutui, l’Euribor – riferimento per i mutui a tasso variabile - è rimasto fermo a -0,31% (tasso a 3 mesi) e -0,37% (tasso a 1 mese), mentre l’Eurirs – tasso di partenza per i mutui a tasso fisso - vede il valore più basso dal 2016 (minimo storico 1,01%) fermandosi a gennaio all’1,30% per il tasso a 20 anni, contro l’1,51% dell’ottobre scorso.

Mutui surroga in calo a gennaio

Dopo l’accelerazione di fine 2018, secondo MutuiOnline la richiesta di surroghe è calata a gennaio al 35,4%. Risale così al 53,8% la domanda di nuovi mutui (era il 42,5% un anno fa), e torna a stabilire un equilibrio importante per la ripresa del mercato.

L’effetto non si è ancora riflesso sulle erogazioni, dove l’acquisto prima casa (45,8%) segna un perfetto equilibrio con il 45,9% delle surroghe.

Il mutuo a tasso variabile torna nel mirino

Interessante è anche un primo, seppur leggero, ridimensionamento del fenomeno tasso fisso, che a gennaio risulta all’80,9% per la domanda (84,3% lo scorso trimestre) e all’88,2% per le erogazioni (89,3% a fine 2018). E’ presto per dire se possa rappresentare un inizio di rimonta per il tasso variabile, ma certamente influisce la prospettiva di allungamento dei tempi di possibili rialzi del costo del denaro.

Mutui, aumentano gli importi

Altro dato rilevante dell’Osservatorio di MutuiOnline è l’importo medio dei mutui erogati: 133.089 euro contro 126.879 euro del quarto trimestre 2018. Sostanziale stabilità invece per l’importo medio richiesto, ora a 131.397 euro rispetto ai 131.526 euro del trimestre precedente.

Stabili i dati sulle classi di importo, dove prevale ancora la fascia 50.000-100.000 euro con il 36,1% delle richieste, mentre per le erogazioni è la classe oltre i 200.000 euro a registrare un rialzo importante: quasi 4 punti in più rispetto al trimestre precedente, il 13,3% del totale del campione rilevato.

Mutui, aumentano le durate di 30-40 anni

Quanto alle durate dei mutui, rispetto all’ultimo trimestre 2018 queste vedono crescere l’intervallo dei 30-40 anni di quasi 2 punti percentuali (25,5%). Stesso aumento si registra dal lato delle erogazioni, con la classe di durata più lunga che guadagna 2,2 punti percentuali e arriva a coprire il 19,1% dei mutui concessi.

Infine, MutuiOnline evidenzia che le banche hanno concesso in questi primi mesi del 2019 il 34,7% di finanziamenti con loan-to-value compreso tra il 70 e l’80%, l’8% in più del trimestre precedente.

Il mutuo migliore a febbraio 2019

A queste nuove condizioni, l’allarme aumento mutui sembra essere rientrato e un nuovo finanziamento a tasso variabile a 20 anni alle migliori condizioni (quelle in cui si chiede meno del 50% del valore dell’immobile) vede una rata mensile di 444 euro al tasso dello 0,65% con Taeg (Tasso annuo effettivo globale, che comprende interessi ed eventuali spese accessorie) dello 0,69%. Il miglior fisso ha invece un Tan dell’1,10% e un Taeg dell’1,44%, con una rata di poco superiore, 464 euro. La simulazione è stata fatta lo scorso 6 febbraio su un impiegato di 35 anni residente a Milano, che richiede 100.000 euro per un valore dell’immobile di 200.000 euro.