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Mutui a tasso negativo? Ecco perché in Italia non sono possibili

La legge impedisce che il mutuo vada sotto zero

mutuo casa
mutui casa a tasso negativo, in Italia non si può / Gtres
Autore: floriana liuni

I mutui a tasso negativo sono una realtà in Paesi come la Danimarca e presto probabilmente lo saranno anche in Germania. In Italia invece la legge dice no.

Mutuo sotto zero

Se pure il mutuo a tasso negativo sarebbe tecnicamente possibile, nel nostro Paese ci sono alcune condizioni, non ultimo il Codice Civile, che ne impediranno l’esistenza, per quanto allettante sia l’idea di poter comprare casa non solo non spendendo nulla ma perfino guadagnandoci qualcosa.

Mutuo a tasso negativo in Italia: il Taeg

La prima ragione per cui un mutuo a tasso negativo è impossibile in Italia è che, nonostante il tasso di riferimento (Irs o Euribor a seconda che si tratti di un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile) possa essere negativo, come in questo periodo e da lungo tempo, in realtà il tasso “finito” del mutuo – cioè il Taeg – risulta sempre sopra lo zero, dal momento che include spread bancari, costi e oneri accessori che, se sommati, necessariamente generano un costo positivo anche quando venga scontato il tasso di interesse del mutuo in sé. Per questa ragione il consiglio, nello scegliere il miglior mutuo, è sempre quello di confrontare i Taeg proposti dalle varie offerte di mutuo individuando così quello meno costoso.

Mutuo a tasso negativo in Italia: la clausola Floor

La seconda ragione per cui un mutuo a tasso negativo non ci sarà mai in Italia è che spesso le banche, offrendo finanziamenti per l’acquisto della casa, fissano dei tassi “floor”, livelli cioè al di sotto dei quali il mutuo non potrà mai scendere, pena diventare un costo per l’istituto di credito. Cosa che nessun istituto di credito desidera, probabilmente nemmeno a fronte della possibile perdita di un cliente, dato che in effetti non è sui mutui che le banche realizzano il massimo delle rendite.

Mutui a tasso negativo in Italia: la legge

La terza ragione che si frappone tra il sogno di un mutuo italiano a tasso negativo e la dura realtà la danno le norme, in particolare tanto quelle emesse dall’Arbitro Bancario Finanziario quanto quelle dello stesso Codice Civile.

L’8 novembre 2018 infatti l’ABF ha emesso la decisione 23294 che prevede che per un contratto di mutuo possano verificarsi due casi: o esiste la clausola floor (vedi sopra), oppure, se non esiste e senza di essa il tasso finito del mutuo risulta negativo, il mutuo si intende infruttifero fino a quando i movimenti dei parametri di indicizzazione (Irs ed Euribor) non riportano il tasso finito al di sopra dello zero. Il che significa che il meglio che possa accadere è che, quando il tasso tecnicamente dovesse finire sotto zero, la banca lo consideri a zero, non chiedendo interessi al mutuatario ma nemmeno pagandone a propria volta all’intestatario del mutuo.

La ragione per cui il mutuatario non può “guadagnare” dal proprio mutuo sta nel Codice Civile, che all’articolo 1813 definisce il mutuo come contratto in cui quel che viene dato in prestito viene restituito nella stessa quantità, non in quantità inferiore.

Meglio quindi mettersi l’anima in pace: in Italia non esisteranno mai mutui a tasso negativo.