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Fine del mandato di Mario Draghi alle Bce, cosa succederà ai mutui?

Possibile un rialzo dei tassi con l'avvento di Christine Lagarde

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Tassi mutui alla fine del mandato Bce di Draghi / Creative commons
Autore: Redazione

Cambio della guardia alla Bce: cosa accadrà ai mutui con l’avvento di Christine Lagarde al posto di Mario Draghi?

Dal 1° novembre 2019, data di inizio del mandato di Christine Lagarde alla guida della Bce, partirà il nuovo piano di acquisto asset (QE) da parte della Bce. Si tratterà di una versione ridotta di quello precedente, ma consisterà comunque in un investimento mensile di 20 miliardi in titoli di Stato dei Paesi dell’area Euro.

Il piano è previsto durare fino a che il livello dell’inflazione legato alla crescita economica non avrà raggiunto il livello desiderato, intorno al 2%; si spera che lo stimolo monetario, volto a iniettare liquidità nelle disponibilità bancarie e quindi nell’economia reale (unito al livelo molto basso dei tassi i interesse, addirittura negativi per quanto riguarda i tassi sui depositi Bce), possa funzionare.

Poiché si ipotizza che il livello di tassi e stimoli duri fino all’inizio del 2021 – cosa che la presidente entrante non ha finora messo in dubbio - probabilmente fino ad allora anche i tassi legati ai finanziamenti concessi dalle banche resteranno vantaggiosi. Anche per i mutui quindi si prevede fino a quel momento una permanenza stabile dei parametri di riferimento su livelli ottimi per chi desideri stipulare un prestito per l’acquisto di una abitazione. Anche se è da credere che nel prossimo futuro un aumento dei tassi ci sarà. La posizione di alcuni banchieri centrali all’interno del Direttivo Bce, infatti (in particolare da parte tedesca) hanno mostrato scetticismo nei confronti di una politica di tassi bassi a tempo indefinito, quindi è da aspettarsi che prima o poi la “bonaccia” finirà.

Nel frattempo, gli indici Euribor, che riguardano i mutui a tasso variabile, nell’ultimo mese sono rimasti stabili nelle scadenze a 1 mese3 mesi e 6 mesi. I tassi Eurirs, riferimento per i mutui a tasso fisso, hanno invece mostrato un rialzo dallo scorso agosto, quando avevano toccato il minimo storico, di circa 0,30 punti base.

Ciononostante, il ritorno dei tassi dei mutui a livelli vertiginosi è ancora di là da venire, dal momento che i rialzi dei tassi Bce, se pure avverranno, impiegheranno diverso tempo a trasmettersi agli altri tassi interbancari. Meglio, in ogni caso, stipulare oggi il mutuo casa se l’intenzione è quella di contrarne uno alle migliori condizioni possibili.