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Chiedere un mutuo oggi: le possibili difficoltà ai tempi del Covid

Intervista a Guido Bertolino di Mutuisupermarket

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Autore: floriana liuni

A cosa va incontro chi desidera chiedere un mutuo in questo periodo di emergenza Covid? Quali difficoltà, o quali agevolazioni, si possono incontrare? Ne abbiamo parlato con Guido Bertolino, responsabile business development di Mutuisupermarket.

Quali sono le principali difficoltà nel chiedere un mutuo durante l’emergenza?

Operativamente fino al 3 maggio è stato complicato perché molte filiali non consentivano l’accesso se non per operazioni bancarie urgenti, tra cui non rientrava la consulenza per il mutuo. Ad oggi l’accesso è consentito, però occorre fissare appuntamento a causa del contingentamento degli ingressi necessario al distanziamento sociale.  I principali impedimenti che si sono registrati erano di tre generi, legati al tema della prossimità tra le persone. Il primo tema è quello della raccolta della domanda di mutuo firmata, senza la quale la pratica non si può avviare. Un altro problema che ha rallentato fino al 3 maggio è stato il fatto che alcune banche utilizzassero ancora l’atto bilaterale, ovvero firmato alla presenza del notaio e firmato sia dal mutuatario che dal rappresentante della banca. Questa procedura è diventata impossibile con la necessità di distanziamento sociale. Infine, il tema delle valutazioni immobiliari: periti non avevano la possibilità di effettuare sopralluoghi sul posto a causa dell’emergenza Covid, il che ha bloccato diverse pratiche di mutuo. Dal 4 maggio però questi aspetti sono rientrati, quindi gradualmente si sta tornando alla normalizzazione operativa.

Come si sono risolte queste difficoltà?

Si sono viste alcune innovazioni tecnologiche e procedurali. Ad esempio alcune banche hanno dotato i propri consulenti di device per poter effettuare consulenze e gestione di alcuni documenti da remoto, strutturando processi di riconoscimento a distanza che consentivano la firma digitale del mutuo, senza doversi recare in filiale. Altre stanno rinviando il momento del riconoscimento fisico del mutuatario all’atto della firma definitiva dell’atto, gestendo tutto ciò che viene prima via email. Anche i notai si sono attrezzati per poter gestire le pratiche da remoto, mentre gli atti bilaterali sono stati sostituiti da atti unilaterali, firmati solo dal cliente in persona. Una procedura che è abituale per i mutui concessi dalle banche on line e che è stata adottata anche da istituti solo “fisici”.

Chi voglia chiedere un mutuo adesso potrebbe sperimentare qualche resistenza da parte delle banche?

Quanto alle regole di credito, attualmente le banche non sembrano aver modificato significativamente i propri criteri di concessione. Le regole che vigevano prima della pandemia vigono anche adesso: i lavoratori dipendenti o i liberi professionisti non subiscono particolari discriminazioni nella concessione del credito, sempre a seconda dell’attività svolta. Sono invece più attenzionate le persone che sono state poste in cassa integrazione, anche se per poche ore. Questo diventa un elemento ostativo per la concessione del mutuo, anche se ciò non pregiudica che a situazione finita si possa tornare a parlare del finanziamento.

Cosa avviene per chi voglia sospendere un mutuo?

In tema di sospensione dei mutui, a parte quanto previsto dal fondo Gasparrini per chi perde il lavoro e per coloro che hanno subito cali di reddito a causa del coronavirus, va detto che molti istituti, già aderenti alla convenzione Abi già esistente a questo scopo, spontaneamente hanno contattato i propri clienti dando la possibilità di sospendere la rata del mutuo, in toto o solo per la quota capitale, fino a 12 mesi, allungando di conseguenza la durata del mutuo.

Chi chiede di stipulare un mutuo oggi?

La focalizzazione della domanda resta nell’ambito della surroga; ciò è dovuto al fatto che i tassi di interesse restano molto bassi soprattutto per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, avendo gli Irs ancora molto vicini allo zero con tassi finiti prossimi all’1% anche per durate di 15-20 anni. Questa condizione, unita alla possibilità di utilizzare il tempo della quarantena per meglio studiare e ottimizzare il proprio budget familiare, ha portato molte persone a cercare soluzioni di surroga che consentissero di risparmiare sulla rata. Relativamente poca è invece la richiesta di finanziamenti per compravendite, che tendenzialmente sono state rimandate, a meno che non si parlasse di operazioni già avviate prima della pandemia.

Quali sono le vostre previsioni sui mutui per il 2020?

La nostra aspettativa è di una considerevole contrazione delle compravendite in questo bimestre, difficilmente recuperabile nel corso dell’anno. A fine anno vedremo una contrazione rispetto al 2019 che avrà un effetto deprimente sui prezzi nella media nazionale. Il mercato delle nuove erogazione sarà sostenuto dalle domande di surroga in previsione di tassi che resteranno bassi ancora a lungo.