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L'andamento del mercato dei mutui dopo il lockdown secondo Banca d'Italia

Gtres
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Autore: Redazione

A causa del lockdown le attività di compravendita, costruzione e mutui casa ha subito inevitabili cambiamenti. Ecco quanto riportato dal Bollettino Economico n. 3 di Banca d’Italia. 

L’attività nel comparto delle costruzioni, si legge nel bollettino, si è quasi arrestata in marzo e aprile per effetto delle misure di contenimento dell’epidemia, che consentivano la prosecuzione delle sole opere pubbliche. Nel complesso del primo trimestre gli investimenti in costruzioni sono diminuiti del 7,9 per cento. In aprile la produzione nel comparto è scesa di oltre il 50 per cento rispetto al mese precedente.

Banca d'Italia
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Anche il volume di compravendite si è ridotto nel primo trimestre del 15,3 per cento rispetto al periodo precedente mentre i prezzi delle abitazioni, verosimilmente definiti in gran parte prima della diffusione dell’epidemia, sono aumentati. L’offerta, in termini di numero di abitazioni messe in vendita sul mercato, crollato a livelli minimi nel bimestre marzo-aprile, ha iniziato a recuperare in maggio. Nel complesso tali informazioni indicano un calo nelle compravendite anche nella media del secondo trimestre.

Banca d'Italia
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Il credito alle famiglie si è contratto nel complesso (-2,5 per cento nei tre mesi terminanti in maggio, da 1,1 in febbraio); si è indebolita sia la dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni sia quella del credito al consumo, risentendo della riduzione della spesa delle famiglie e delle compravendite di immobili. Tra febbraio e maggio i tassi medi dei nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto abitazioni si sono leggermente ridotti, all’1,3 per cento.

Banca d'Italia
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Per i prestiti alle famiglie, nel primo trimestre le banche hanno leggermente allentato le politiche di offerta del credito al consumo e hanno ridotto i margini sui mutui per l’acquisto di abitazioni; per il secondo trimestre hanno segnalato attese di un ulteriore lieve allentamento dei criteri di offerta per il credito al consumo e politiche di offerta sostanzialmente invariate per i mutui.

D’altro canto gli intermediari hanno segnalato una diminuzione della domanda da parte delle famiglie nel primo trimestre, sia per l’acquisto di abitazioni sia per il credito al consumo; ne attendono un ulteriore calo nel secondo. Nelle valutazioni delle banche tale andamento rifletterebbe, in entrambi i casi, principalmente la diminuzione della fiducia dei consumatori.