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Bce, sui tassi dei mutui pressioni al rialzo

Il bollettino della Banca Centrale Europea non vede ancora una piena ripresa nel residenziale

Gtres
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Autore: Redazione

Nel terzo trimestre 2020, come effetto dell’allentamento estivo delle restrizioni Covid, la Bce ha rilevato, nel suo bollettino periodico, un recupero degli investimenti delle famiglie in edilizia residenziale e in mutui casa.

Nel terzo trimestre del 2020, si legge nella nota, gli investimenti delle famiglie (approssimati dagli investimenti in edilizia residenziale) hanno segnato un forte recupero, pari al 12,3 per cento sul periodo precedente, ma le prospettive per il breve termine restano incerte. Il forte recupero osservato nel terzo trimestre del 2020 non si è tradotto in una piena ripresa, in quanto gli investimenti in edilizia residenziale sono rimasti inferiori del 3,8 per cento rispetto ai livelli di fine 2019.

La quota rappresentata dai mutui residenziali rispetto al totale dei prestiti concessi resta rilevante in tutta Europa:

Bce
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Dal punto di vista dei tassi sui prestiti bancari, questi rimangono molto favorevoli, ma si attendono pressioni al rialzo. A ottobre i tassi compositi sui prestiti bancari alle imprese sono rimasti prossimi ai loro minimi storici pari a 1,53 per cento, mentre quelli sui mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono scesi a un nuovo minimo storico di 1,36 per cento. Tale andamento è stato comune tra i paesi dell’area dell’euro. Inoltre, il differenziale tra i tassi sui prestiti bancari di importo molto contenuto e quelli sui prestiti di importo elevato si è stabilizzato su livelli inferiori a quelli osservati prima della pandemia. Al tempo stesso, il forte impatto economico della pandemia sui proventi delle imprese, sulle prospettive di occupazione delle famiglie e sul merito di credito complessivo ha continuato a esercitare una pressione al rialzo sui tassi applicati ai prestiti bancari.

Bce
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Quanto alla dinamica dell'edilizia residenziale, la marcata diversità tra Paesi nei primi tre trimestri del 2020 dovrebbe ridursi nel breve periodo, in quanto le prospettive per tutti i maggiori paesi dell’area dell’euro non sembrano favorevoli, malgrado alcuni segnali positivi all’inizio del quarto trimestre. I dati più recenti sul rilascio dei permessi di costruire mostrano una pronunciata decelerazione nella prima metà dell’anno, fattore che sembra indicare un calo dei progetti di costruzione previsti.

In ottobre l’indice PMI relativo al prodotto nel settore delle costruzioni e ai servizi immobiliari è sceso ulteriormente in territorio negativo. Dopo un lieve rialzo in ottobre, a novembre il clima di fiducia tra le imprese edili e immobiliari ha subito un deterioramento, in quanto la nuova serie di misure adottate dalla metà di ottobre per contenere la seconda ondata della pandemia di coronavirus ha inciso negativamente sull’attività. Nello stesso periodo, le imprese appartenenti a tali settori hanno segnalato crescenti vincoli dal lato dell’offerta alla loro produzione, in particolare a causa delle loro condizioni finanziarie. Dal lato della domanda, secondo l’indagine della Commissione europea presso i consumatori, a novembre le nuove restrizioni e l’accresciuta incertezza dovute alla recrudescenza della pandemia hanno scoraggiato la spesa delle famiglie legata alle voci più importanti, tra cui le nuove abitazioni e quelle esistenti.