La Bce lascia i tassi invariati ma le rate del mutuo aumentano: ecco di quanto

I mutui a tasso variabile sono più convenienti dei fissi: con i primi si risparmiano oltre 1300 euro rispetto a gennaio 2025
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La Banca Centrale Europea (BCE) nella riunione del 30 aprile 2026 ha deciso di lasciare il costo del denaro invariato, con tasso sui depositi al 2%, sui rifinanziamenti principali al 2,15% e sui prestiti marginali al 2,40%. La decisione è prudenziale, per non aggravare il possibile effetto stagflazione dettato dalla difficile situazione geopolitica. Le rate dei mutui risentono comunque di movimenti al rialzo. Vediamo insieme i commenti e le simulazioni di idealista/mutui.

La Bce lascia i tassi invariati: la nota dell'Eurotower

"Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE, - si legge nella nota dell'istituto di Francoforte. - Le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la sua valutazione precedente circa le prospettive di inflazione, ma i rischi al rialzo per l’inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.

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Il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l’inflazione e gravando sul clima di fiducia. Le implicazioni della guerra per l’inflazione a medio termine e l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia.

Il Consiglio direttivo si trova tuttora in una posizione favorevole per affrontare l’attuale incertezza. L’area dell’euro è entrata in questo periodo di forti rincari dell’energia con un’inflazione intorno all’obiettivo del 2% e un’economia che ha mostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Le aspettative di inflazione a più lungo termine permangono saldamente ancorate, benché quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa".

Tassi Bce e conseguenze sull’inflazione

“È evidente che la BCE non vuole anticipare un rialzo preventivo dei tassi con l’obiettivo di raffreddare un’inflazione che sta tornando a salire, - spiega Fabio Femiani, responsabile idealista/mutui Italia, - soprattutto alla luce della debolezza economica che caratterizza l’area euro. Un aumento dei tassi in questa fase rischierebbe infatti di aggravare ulteriormente la stagnazione in atto”.

“Detto questo, - prosegue Femiani, - nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe registrare un nuovo rialzo – o quantomeno mantenersi sugli attuali livelli elevati – scenario che potrebbe indurre la BCE a intervenire già nella prossima riunione con un ritocco dei tassi, anche solo di 25 punti base. Non si può escludere che Francoforte stia scommettendo su uno shock inflazionistico temporaneo, legato alle tensioni geopolitiche e destinato a rientrare, anche grazie a una domanda interna ancora debole che potrebbe limitare la persistenza delle pressioni sui prezzi. Resta da vedere quale sarà l’evoluzione del quadro macroeconomico. Ciò che appare probabile, tuttavia, è che le famiglie continueranno a subire un’erosione del potere d’acquisto, già messo sotto pressione negli ultimi anni”.

I tassi dei mutui dopo la Bce: il commento di idealista/mutui

Secondo l’esperto di idealista/mutui, il mercato italiano dei prestiti per la casa sta già mostrando segnali di adeguamento: diversi istituti hanno rivisto verso l’alto le proprie offerte rispetto ai livelli di inizio anno, con incrementi nell’ordine di 30–40 punti base, e non si può escludere un ulteriore rialzo delle condizioni applicate. 

Mutuo a tasso fisso o variabile, cosa conviene oggi?

“L’IRS, tasso di riferimento per i mutui fissi, rimane su livelli sostenuti (e in alcune scadenze in crescita), con la conseguenza che le prossime erogazioni dei mutui potrebbero comportare rate più elevate per le famiglie. In questo contesto, può essere opportuno valutare con attenzione le attuali offerte a tasso variabile o misto, che consentono di assorbire meglio l’incidenza della rata sul reddito disponibile. L’Euribor a 3 mesi, riferimento per i mutui a tasso variabile in Italia, mostra a marzo una crescita mensile di circa un decimo di punto in un mese, indicando possibili revisioni al rialzo delle rate. La maggior parte delle banche ha poi approfittato delle prime settimane dell’anno per aumentare i tassi delle offerte commercializzate, una tendenza che molto probabilmente continuerà”.

Qual è la situazione per i nuovi mutui?

“Per chi ha un mutuo di recente attivazione (fine 2023 e 2024), la fase attuale rappresenta un momento strategico per confrontare le condizioni disponibili sul mercato e verificare la possibilità di migliorare il proprio profilo finanziario, anche attraverso una surroga o una rinegoziazione”.

Quanto costa oggi un mutuo da 200 mila euro: la simulazione di idealista/mutui

Ma quanto costa oggi la rata di un mutuo da 200 mila euro? Secondo il simulatore di idealista/mutui, se consideriamo un finanziamento trentennale a tasso variabile con spread allo 0,75 per cento si scende dai 887 euro di gennaio 2025 ai 778 euro di oggi, per un risparmio di 109 euro mensili e 1308 annuali. 

Invece per i costi dei mutui trentennali a tasso fisso con spread dello 0,50%, la rata passa dagli 820 euro di gennaio 2025 agli attuali 921, per un aggravio di 101 euro mensili e 1212 annuali.


 “Dalle simulazioni emerge un progressivo disallineamento tra tassi a breve e tassi a lungo termine, - risponde Femiani. - Mentre l'Euribor 1 mese ha beneficiato del ciclo di allentamento monetario della BCE, gli IRS a 30 anni hanno incorporato aspettative di inflazione e premio per il rischio più elevati, mantenendo il costo del tasso fisso su livelli progressivamente superiori”.

Dalla seconda metà del 2025 il mutuo variabile - inizialmente più oneroso – è tornato ad essere più conveniente rispetto al fisso. Già a fine 2025 e inizio 2026 il differenziale superava i 130 euro mensili a favore del variabile, con punte attuali vicine a 150 euro; evidenziando come la curva dei tassi resti inclinata e il mercato sconti una normalizzazione solo graduale nel lungo periodo. 

Calendario delle riunioni della BCE nel 2026

Il Consiglio direttivo della BCE si riunisce circa ogni sei settimane. In queste date l’Istituto di Francoforte potrebbe annunciare le sue nuove decisioni di politica monetaria:

• 11 giugno 2026
• 23 luglio 2026
• 10 settembre 2026
• 29 ottobre 2026
• 17 dicembre 2026

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