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Un protocollo d'intesa tra Finco-Confedilizia per far ripartire l'immobiliare

Autore: Redazione

Ridurre la pressione fiscale gravante sul sistema immobiliare, favorire il migliore utilizzo e la valorizzazione del patrimonio esistente, stimolare interventi di rigenerazione urbana. Sono alcuni degli obiettivi del Protocollo d'Intesa sottoscritto da Confedilizia (la società dei proprietari immobiliari) e Finco (la Federazione dei prodotti degli impianti, dei servizi e delle opere specialistiche per le costruzioni).

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha dichiarato: “Questo accordo con Finco– oltre a rivestire una grande importanza per le tante attività che le nostre due organizzazioni potranno svolgere insieme – ha anche un forte valore simbolico. Rappresenta, esso stesso, la sintesi di quanto Confedilizia va dicendo da molti anni, soprattutto da quando è stato commesso l’imperdonabile errore, che l’Italia sta ancora pagando, di considerare gli immobili come una ricchezza statica, la cui ipertassazione non avrebbe prodotto effetti depressivi sull’economia.

Gli immobili sono, soprattutto nel nostro Paese, il punto di incontro di mille settori produttivi, molti dei quali riuniti in Finco. Colpirli fiscalmente in modo scriteriato ha significato annientare migliaia di imprese e far scomparire centinaia di migliaia di posti di lavoro. Con Finco vogliamo lavorare per ridare fiato all’immobiliare, e così all’intera economia”.

La presidente di Finco, Carla Tomasi, ha dichiarato: “I fabbricati, lungi all’essere un insieme inerte, plasmano l'ambiente e fanno parte del corpo vivo del territorio e delle nostre città sotto il profilo sia sociale, che culturale ed economico. La Federazione è consapevole di questo e ritiene importante una politica di piattaforme territoriali per punti prioritari (in particolare infrastrutture, edilizia, ambiente e beni culturali), rispetto alla quale il contributo di Confedilizia è basilare.

Per ciascuno di questi segmenti – senza escludere le interazioni – vanno elaborati piani da confrontare con gli enti locali di riferimento al fine di raggiungere intese dalle quali promanino le successive iniziative operative. Se i più sensibili operatori del settore immobiliare e delle costruzioni prendono l’iniziativa dei piani industriali, agli enti locali competerà l’inventario dei fabbisogni e delle risorse da destinare: da questo incrocio virtuoso e consensuale, dovrebbero sorgere piattaforme territoriali con ricorso anche a software dedicati”