Notizie su mercato immobiliare ed economia

Pro e contro delle case prefabbricate in legno

houzz
houzz
Autore: houzz

La buona notizia è che le abitazioni prefabbricate in legno oggi sono case che non hanno nulla da invidiare alle tradizionali, per comfort, design e qualità. E possiamo realizzarle ovunque poiché non richiedono particolari condizioni climatiche o tipologie di terreno. Oltre a essere più resistenti (prima di tutto al fuoco e ai terremoti), hanno tempi di cantiere più brevi. E i prezzi? Pure i costi sembrano essere inferiori, anche se più si investe sull’impiantistica e più l’abitazione sarà efficiente e in questo caso i risparmi si misurano negli anni.

Consigli professionali di:

  • Andrea Colombo, architetto di Novello Case in Legno (prov. di Varese)
  • Claudio Bresciani, geometra di Latuacasaverde (Parma)
  • Angelo Luigi Marchetti, ingegnere, amministratore delegato di Marlegno (prov. di Bergamo)
  • Stefano Casulini, geometra (prov. di Novara)

Cosa sono?

Sono costruzioni assolutamente assimilabili agli edifici tradizionali. «A differenza di altri Paesi, dove questa tecnologia ha tradizione millenaria, in Italia le case realizzate in legno sono state per molto tempo ritenute meno solide e durature rispetto a quelle in cemento armato o muratura, tipiche della nostra cultura. In realtà sono indistinguibili dalle altre e hanno qualità e caratteristiche eccellenti», spiega il geometra Bresciani.

«Si tratta di una soluzione costruttiva innovativa e affidabile in alternativa ai tradizionali sistemi in muratura. Il legno non solo è utilizzato per gli elementi di finitura, bensì anche come materiale da costruzione principale per la realizzazione di pareti, solai e coperture, in questo modo si possono raggiungere facilmente elevati livelli di efficienza energetica e comfort abitativo», precisa l’ingegnere Marchetti. Gli fa eco l’architetto Colombo: «Sono strutture in bioedilizia, nate soprattutto in risposta a un bisogno: rispettare l’ambiente e sprecare meno risorse».

Tecniche di costruzione

Esistono diverse tecniche di costruzione, come spiega nel dettaglio il geometra Casulini: «Tra le più conosciute, ricordiamo quella a telaio (platform frame). Rappresenta una delle tipologie costruttive più antiche, si compone di montanti verticali di spessore variabile (120-160 mm) posti ad interassi costanti, chiusi all’estremità da altri elementi lignei e irrigiditi da pannelli di controventatura, generalmente OSB posti sul lato interno. Nel telaio si posa il materiale isolante di varia natura ed esternamente il tutto viene completato con un isolamento a cappotto».

L’x-lam è invece una tecnica recente e «consistente nella creazione di un pannello multistrato mediante l’assemblaggio di tavole disposte a 90° l’una dall’altra, tenute insieme da colle; le pareti e i solai possono avere spessori variabili a seconda dei carichi strutturali che devono sopportare. Cambiando lo spessore può cambiare il numero di strati di tavole che compongono l’elemento. Le dimensioni massime dei pannelli raggiungono i 3 metri di altezza e i 12 di lunghezza».

Infine vi è la tecnica blockhaus: «Consiste nel lavorare tronchi opportunamente sagomati, sovrapposti l’uno all’altro e incrociati agli angoli dell’edificio per formare le pareti perimetrali. Queste all’esterno vengono lasciate a vista, mentre internamente possono essere coibentate. Le baite alpine sono un esempio di edifici costruiti con la tecnica del blockhaus».

«Esistono inoltre dei sistema costruttivi innovativi, tra cui il tavego», aggiunge Marchetti. «In questo caso elementi strutturali massicci costituiti da tavole di legno vengono assemblati o con cavicchi o senza collanti sintetici. Questo permette di coniugare comfort abitativo e rispetto dell’ambiente».

Vantaggi abitativi, economici e costruttivi

«Le case prefabbricate in legno sono ben isolate sia dal punto di vista acustico che termico, sono resistenti al fuoco e sono antisismiche; sono vantaggiose dal punto di vista energetico e hanno tempi di cantiere inferiori rispetto alle abitazioni tradizionali in muratura; sono realizzate in tempi rapidi, sono ecosostenibili, durano nel tempo. Tutti questi vantaggi sono possibili grazie a pareti dallo spessore ridotto: viene così garantita anche una maggiore superficie calpestabile», puntualizza Colombo.

Resistenti al fuoco, al terremoto e al tempo. Perché?

«Il legno, in caso di incendio, subisce un processo di carbonatazione per cui brucia il primo strato di tavole e non vi è il rischio di un collasso strutturale come può verificarsi con edifici in calcestruzzo. Sono case che resistono ai terremoti perché il legno è un materiale capace di sopportare le sollecitazioni, è flessibile. Se la posa della struttura prefabbricata (in particolare nei nodi più critici, come attacco parete-fondazione, attacco parete-tetto e attacco serramento-parete) è stata eseguita con attenzione, non vi è il rischio che subiscano cambiamenti con il passare del tempo», spiega Casulini.

A proposito di prezzi e costi

«Il prezzo di queste costruzioni dipende da più fattori, tra cui le prestazioni richieste, il design e le finiture; mediamente si va dai 1.300 euro al metro quadrato», afferma Marchetti. «A parità di prestazioni energetiche – aggiunge Colombo – una casa in legno è più economica rispetto a una in muratura. Solitamente, però, chi sceglie queste costruzioni preferisce investire sull’impiantistica così d’avere un’abitazione ad alta efficienza energetica e in questi casi i risparmi nel tempo sono davvero notevoli».

«In genere per costruire una casa prefabbricata in legno sono necessari da uno a tre mesi. Possono, però, influire sui tempi diversi fattori, dalle dimensioni dell’abitazione alle particolarità tecniche richieste, nonché la tipologie di finiture». spiega Marchetti. Gli fa eco Colombo: «Dipende dalla complessità dell’edificio. Certamente i tempi di cantiere sono più brevi rispetto a quelli delle costruzioni tradizionali poiché tutti gli aspetti e le criticità vengono affrontate e superate in fase progettuale».

Consumo energetico

«L’obiettivo di queste costruzioni è quello di ridurre al minimo i consumi energetici e, di conseguenza, i relativi costi. Come è possibile? Progettando una casa nZEB. Un edificio viene definito Near Zero Energy Building (NZEB, edificio ad energia zero) quando si caratterizza per la capacità di mantenere condizioni di comfort interne ottimali, in inverno e in estate, con un consumo energetico pressoché nullo», precisa Marchetti. «Una casa in legno prefabbricato – spiega Bresciani – a parità di costo consuma almeno un 60-70% in meno rispetto a una casa tradizionale».

Terreni, climi e normative

Queste case, precisano i professionisti, non richiedono terreni dalle caratteristiche precise o particolari condizioni climatiche così come non rispondono a criteri specifici se non alle normali norme di costruzione che definiscono tutti i materiali e le relative modalità di utilizzo.

E per quanto riguarda la manutenzione? «Un edificio in legno non necessita di un’attenzione diversa da quelli con struttura tradizionale, solo le parti in legno esposte alle intemperie hanno bisogno di una cura maggiore e di una manutenzione continua e programmata nel tempo», aggiunge Marchetti.

Case in legno e case “tradizionali”, quando vale la pena preferire l’una o l’altra?

«Dipende sempre dal tipo di costruzione che si vuole realizzare e da quali performance si intende ottenere. Sicuramente con il legno si possono progettare edifici meno impattanti sull’ambiente e, allo stesso tempo, con prestazioni energetiche più alte e condizioni di benessere migliori. Sono abitazioni al passo con i tempi, in grado di coniugare il massimo risparmio energetico e le più moderne tecnologie costruttive con un materiale nobile e antico come il legno», spiega Marchetti.

E aggiunge Casulini: «L’aiuto di un professionista è importante per conoscere i pro e i contro di queste abitazioni; vale la pena realizzare una casa con un sistema prefabbricato piuttosto che “tradizionale” solo dopo aver ponderato tutti gli aspetti tecnici ed economici. In alcune circostanze una casa prefabbricata è più idonea, per esempio quando si ha a che fare con una sopraelevazione, in quanto si hanno minori pesi che gravano sulla struttura sottostante».