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Container come case: dalla progettazione all'uso

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Autore: houzz

Le costruzioni modulari non sono state inventate dai fabbricanti di container. Se pensiamo a Le Corbusier e al suo Modulor o agli edifici Plattenbau del dopoguerra realizzati con pannelli prefabbricati in calcestruzzo, nonché al sogno di egualitarismo associato a questi modelli, risulta evidente che da oltre un secolo l’architettura modulare moderna influenza lo sviluppo dei nostri contesti urbani. Negli ultimi tempi, questa tendenza ha avuto una brusca impennata, con una forte crescita dell’interesse nei confronti dell’utilizzo dei container nel settore dell’edilizia privata.

Dietro alla longevità di questa tendenza ci sono diverse ragioni. Innanzitutto, un edificio costruito con moduli prefabbricati può avere la stessa dignità stilistica di una costruzione tradizionale. In secondo luogo, le case container arrivano a costare un terzo di una normale abitazione. Infine, per costruirle ci vuole meno tempo. Houzz ha intervistato Peter Dussl, esperto dell’azienda costruttrice tedesca Conhouse, sui vantaggi che il concetto di modularità comporta. Eccovi una sintesi delle cose utili da sapere sulle case container.

L’idea di ricavare una casa da un container è vecchia quanto i container stessi. Nel corso del tempo, abbiamo assistito a diversi progetti nell’ambito dei quali i container da trasporto sono stati convertiti in abitazioni. Nel risveglio dell’American Tiny House Movement [movimento che negli Stati Uniti rivendica il valore delle case di dimensioni minuscole, NdT], queste mini abitazioni sono nate come costruzioni realizzate su misura e artigianalmente. Una concezione più “professionale” dell’idea è diventata una vera e propria tendenza soltanto in anni più recenti.

E questo perché? L’idea del container, oggi, va a toccare un nervo scoperto. Il container è mobile, accatastabile, componibile e a basso costo. In Germania è stato soprattutto dopo il forte afflusso di rifugiati nel 2015 che i costruttori sono stati riconosciuti e valorizzati dal settore pubblico (e, di conseguenza, dal grande pubblico più in generale), poiché i loro prodotti rappresentano una soluzione pratica e di rapida realizzazione alle emergenze da mancanza di alloggi. Vivere in un container non è più soltanto per asceti ed eremiti.

Container da trasporto veri e propri o moduli prefabbricati?

In edilizia vengono utilizzati due diversi tipi di container: i modelli da trasporto veri e propri e i container modulari, che sono prefabbricati a scopo abitativo. In alcuni progetti, come la Modern Shipping Container Cabin del Tomecek Studio Architecture ritratta nella foto, si è fatto ricorso al primo tipo.

Peter Dussl preferisce però lavorare con i moduli prefabbricati. «Noi non facciamo uso di container da trasporto, anzi. Siamo concentrati su questo tema da tanti anni. All’inizio quelli da trasporto erano invitanti e sembravano economici, ma questo si è rivelato vero solo parzialmente. Sì, i container da trasporto costano poco, ma renderli abitabili e conformi alle norme edilizie richiede molto tempo e un lavoro immenso». Questo è dovuto alle loro proprietà strutturali. «Il container è una scatola chiusa, fatta di fogli di metallo trapezoidali, e perciò è molto stabile. Tuttavia, non appena vi viene tagliata un’apertura, esso diviene assolutamente fragile. A questo punto bisogna fare molti interventi per assicurarsi che mantenga la sua solidità», spiega lo specialista.

Conhouse, invece, lavora con produttori che fabbricano container destinati, per esempio, all’uso temporaneo in cantiere. In questi casi si ha un pavimento, un soffitto e un supporto strutturale in ciascun angolo. «Questo scheletro in acciaio soddisfa tutti i requisiti di ordine strutturale. Non c’è più bisogno di muri portanti. Se si uniscono più moduli, c’è bisogno soltanto di supporti sulle pareti esterne, e all’interno si può fare ciò che si vuole», dice Dussl.

Questo non vuol dire che i progetti nell’ambito dei quali si ricorre all’uso di veri container da trasporto non siano altrettanto validi. Nel 2014, l’architetto Brad Tomecek ha costruito questa casa vacanze (ritratta anche nella foto precedente) per una famiglia nel sud del Colorado, ricavandola da un container di 12 metri e sei container da 6 metri. Ha due camere da letto, due bagni e una zona dedicata agli ospiti raggiungibile dalla veranda. Le estremità sono state rinforzate, e i moduli sono stati integrati con pareti aggiuntive sui lati, nonché forniti di finestre realizzate su misura.

Una magnifica casa container dal prezzo imbattibile

Le case container presentano enormi vantaggi, se confrontate con quelle tradizionali. «La qualità [dato che ogni parte della casa può essere realizzata con precisione, in condizioni ideali per la manifattura, come si può vedere di seguito], il tempo richiesto per la costruzione e il livello di flessibilità sono tutti superiori rispetto a quelli di una soluzione classica. Oltre a questo, una casa container costa dal 20 al 30 per cento di meno». Il tutto senza che il comfort sia messo in discussione.

Il costo finale di questo tipo di casa dipende da diversi fattori. «Se volete un’abitazione spaziosa, di 250-300 metri quadrati, per esempio, [in Germania] il prezzo al metro quadro è di circa 1.000 euro, comprese le imposte sulla vendita, il trasporto e l’installazione. Più piccola sarà la casa, più alto sarà il suo prezzo al metro quadro, dato che la logistica non cambia anche laddove si trasporti una minore quantità di materiale. Quindi, una mini casa abitabile di 50-100 metri quadrati costa all’incirca dai 1.200 ai 1.300 euro al metro quadro», spiega Dussl.

Come funziona la progettazione?

Dopo una prima fase di progettazione preliminare presso Conhouse o uno studio di architettura, al cliente viene comunicato un prezzo fisso: «Facciamo sempre un calcolo conservativo, tenendoci un margine di errore dal 5 al 10 per cento. Il prezzo è calcolato alla data della richiesta delle autorizzazioni edilizie, tenendo anche conto della possibilità che, per esempio, il cliente decida di volere un pavimento in legno invece del PVC», spiega Dussl. «Noi forniamo anche i servizi di ingegneria», spiega lo specialista. «Il cliente arriva con un’idea, che noi sviluppiamo con lui. A questo punto facciamo salire a bordo un produttore ed elaboriamo insieme un progetto. Una volta inoltrata la richiesta di autorizzazione [che in Germania comporta calcoli e garanzie circa la conformità alle norme in materia di sicurezza ed edilizia], avviamo la progettazione e la pianificazione tecnica, ovvero la fase nella quale adattiamo il progetto alle condizioni del luogo. Al rilascio dell’autorizzazione alla costruzione, la casa è già in fase di fabbricazione, mentre il terreno è in fase di preparazione. Alla fine, l’architetto coordina il processo di allestimento».

L’idea di fondare una società come Conhouse si deve a Jure Kotnik, architetto sloveno che ha dedicato la sua tesi di laurea magistrale all’edilizia prefabbricata e all’uso dei container. Oggi, con Peter Dussl, è socio dell’azienda (che ha curato la costruzione di questa villa di 150 metri quadrati in Austria).

Conhouse concentra la sua produzione soprattutto su container da costruzione della misura di circa 9,1 per 2,4 metri. Quattro di questi moduli uno a fianco all’altro creano un ambiente di circa 9 per 10 metri, con supporti soltanto sulle pareti esterne.

Tempo per la costruzione: sei settimane tra l’ordine e la consegna Dussl stima possibile un tempo di consegna di sei settimane dal momento in cui Conhouse riceve l’ordine. Il tecnico spiega che i moduli possono essere assemblati sia tutti insieme sia separatamente. Per una casa indipendente di dieci moduli, per esempio, per l’azienda è possibile consegnare e montare tutti i container insieme in uno o due giorni, prima che siano avviati i lavori all’interno. In alternativa, la consegna e l’installazione dei container può essere fatta a più riprese: quando gli interventi all’interno sono completati, nella seconda settimana viene consegnata la successiva tranche di moduli.

Stime simili sono fornite anche da competitor tedeschi e austriaci come Cubig, società fondata da Adriaans & Lauhoff (tempo di consegna dalla firma del contratto: dalle 10 alle 12 settimane), LissyHaus (da 6 a 8 settimane per la produzione, dai 7 ai 30 giorni per l’installazione) e Combi-Box (tempo di consegna: circa 4-8 settimane dal ricevimento dell’ordine, a seconda degli altri ordini pendenti).

I lavori all’interno, per una casa unifamiliare, generalmente impegnano Conhouse per una settimana, e comprendono:

Assemblaggio dei moduli

Isolamento termici (aree di un fabbricato con proprietà isolanti ridotte e caratterizzate da una dispersione di calore

Realizzazione di intonaci e tinteggiatura

Pavimentazione

Cablaggio elettrico o Installazione dell’impianto di riscaldamento elettrico

Impianti idraulici

Come si fabbrica una casa container?

Come altre costruzioni prefabbricate, le case container presentano il vantaggio di essere prodotte in stabilimenti asciutti e puliti, dove la temperatura è costante. Questo rende possibile lavorare con un alto grado di accuratezza e a prescindere dalle condizioni meteorologiche, il che accelera enormemente il processo di manifattura, consegna e installazione. Nel magazzino visibile in foto vengono fabbricati i container della società olandese Tempohousing.

Legno o acciaio?

Alcuni tipi di container, come quelli utilizzati da Han Slawik per creare gli alloggi per studenti ad Amsterdam, sono costruiti in legno. Per le sue case container, anche Cubig utilizza il legno, mentre Conhouse lavora con telai in acciaio (a questo proposito, Dussl tiene a sottolineare che l’uso del metallo non implica conseguenze sulle comunicazioni telefoniche con il cellulare). LissyHaus, invece, fa uso di telai in legno per le case private e di telai in acciaio per gli edifici commerciali. Tempohousing, a differenza degli altri, usa veri e propri container da trasporto.

Domande frequenti riguardo i requisiti strutturali e le fondazioni

Quanti container possono essere accatastati uno sull’altro?

«In questo momento stiamo lavorando a un edificio a Darmstadt che avrà sei piani», risponde Dussl. «Dal punto di vista della manifattura, i moduli del primo piano richiederanno una modifica particolare, poiché i modelli standard possono essere usati soltanto per strutture di tre, o al massimo quattro, piani. Se il rinforzo è una tecnica cui si ricorre, un’alternativa è rappresentata dall’aggiunta di un esoscheletro, che idealmente è simile a una sorta di alta scaffalatura nella quale sono inseriti i container».

Che tipo di fondazioni sono richieste per le case container?

«Per il telaio c’è bisogno di un punto di appoggio ogni 2,5-3,5 metri», spiega Dussl. «Questo tipo di casa può poggiare su colonne, ovvero su fondazioni isolate [un tipo di fondazione nella quale singoli distanziatori trasferiscono il peso al terreno], oppure, su una fondazione continua [fondazione costituita da una struttura continua, generalmente usata per sostenere pareti o file di colonne]. Quando poggia su pilastri, dissipa il calore più facilmente. Raramente capita anche che i clienti vogliano una cantina».

Le case container e l’ambiente

«Conhouse osserva la normativa tedesca sui consumi energetici, la quale stabilisce degli standard in materia di trasferimento e di perdita del calore e prestazioni degli impianti elettrici: non è un problema per noi rientrare nei valori più bassi indicati dalla legge. Quest’anno, oltre al normale isolamento aggiungeremo uno strato isolante che opera in modo simile a una coperta termica e riduce la dispersione di calore di un ulteriore 85%», dice Dussl.

Per impostazione predefinita, le case container di Conhouse sono isolate con lana minerale [un tipo di isolante ricavato da fibre minerali] o con poliuretano espanso [una versione più rigida del materiale usato per le spugne da cucina e i materassi in spugna]. «Fondamentalmente è una questione di preferenze. È con il cliente che decidiamo quale materiale usare», spiega Dussl.

Soluzioni tecnologiche per il riscaldamento delle case container Le case Conhouse utilizzano sistemi di riscaldamento a infrarossi [i quali, per riscaldare gli ambienti, utilizzano la luce a infrarossi, ovvero lo stesso tipo di radiazione emessa dal fuoco o dal sole]. «Un tempo la gente pensava che questi sistemi consumassero molta elettricità, così tanti sono passati all’accumulatore di calore. Oggi non è più così, e dato che i moduli sono cablati comunque per l’elettricità, si prendono due piccioni con una fava», dice Dussl. Inoltre, «eccetto che in bagno e in cucina, cerchiamo di mantenere i container più asciutti che possiamo, perché l’acqua è il tallone di Achille di tutti gli edifici quando qualcosa va storto. Con la tecnologia a infrarossi, possiamo evitare di installare tubazioni per il riscaldamento, che rappresenterebbero un problema nel passaggio [tra container] perché dovremmo creare dei fori per inserire le parti di supporto».

Gli altri operatori sul mercato usano tecnologie simili: LissyHaus usa il riscaldamento a infrarossi, pavimenti riscaldati e pompe di calore aria-aria (che prendono calore dall’esterno della casa, ne aumentano la temperatura per compressione e lo rilasciano all’interno); Combi-Box offre tutti i più comuni sistemi di riscaldamento; Cubig considera il semplice riscaldamento elettrico a infrarossi la soluzione più pratica, ma usa anche impianti di riscaldamento a pavimento ad acqua e stufe a gas.

I settori di applicazione più attuali: gli alloggi per studenti e gli asili

Le costruzioni con container stanno vivendo un momento di grande successo, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di residenze studentesche e scuole materne. Nel 2005 Tempohousing ha costruito un enorme complesso di alloggi per studenti ad Amsterdam, nell’ambito del progetto Keetwonen. Per la realizzazione della residenza, è stata pre-prodotta in Cina un’apposita linea di container da trasporto. Un progetto simile a quello olandese, creato da Han Slawik, è in via di realizzazione in Germania, insieme a nuove strutture di accoglienza per rifugiati. Il numero di case container dal design di alta qualità è in continua crescita. La tendenza, insomma, sembra proprio promettere un futuro e interessante sviluppo dell’architettura modulare.

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