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Milano, ecco il nuovo volto del Campus della Statale

Campus Arexpo Università Statale Milano
Studio Carlo Ratti Associati
Autore: floriana liuni

Non solo tempio della cultura, ma spazio aperto alla città. Così sarà il nuovo Campus dell’Università Statale, che sorgerà nell’area dell’Expo 2015, inserito nel più ampio contesto del Milano Innovation District (Mind). Il progetto (sia quello del Mind che quello del campus) è a cura dello studio Carlo Ratti Associati ed è parte della proposta di partenariato pubblico privato formulata dalla società australiana Lendlease, con un masterplan elaborato sempre in collaborazione con lo studio architettonico, e che si è aggiudicata la gara ricevendo l’approvazione del CdA dell’ateneo dopo qualche modifica al progetto originario.

Il nuovo progetto, che comporterà il trasferimento dei dipartimenti dalla loro sede attuale a Città Studi, verrà finanziato dal vincitore di una gara di project financing in cui Lendlease avrà diritto di prelazione. La proposta della società australiana prevede che realizzazione e gestione dei servizi siano dati in concessione per 30 anni dietro pagamento di un canone di 20 milioni di euro annui. Tenendo conto che il costo complessivo del progetto si aggira sui 335 milioni, di cui 135 erogati tramite finanziamento pubblico e 58 dalla Statale, oltre alla quota di Lendlease.

Come diventerà quindi il nuovo campus? Quattro saranno gli elementi distintivi. Il primo, gli edifici saranno rivestiti di mattoni il cui pattern sarà progettato in maniera digitale e che saranno assemblati grazie all’intervento di robot, creando disegni in 3D. Un tributo, secondo lo studio Ratti, alla struttura originaria della Cà Granda, arricchito però dalla possibilità di riconfigurare gli spazi interni, flessibili, per scatenare l’immaginazione e la innovazione.

Campus Università Statale Milano Arexpo

Campus Università Statale Milano Arexpo
Studio Carlo Ratti Associati

Un secondo tributo alla struttura originaria saranno i cinque chiostri creati dagli edifici, in ricordo della forma del campus originario delimiteranno una sorta di piazza. Il terzo principio è proprio lo spazio aperto, pubblico – donde il suo nome di Science for Citizens – con vie pedonali che attraverseranno il Campus, i cui edifici avranno il piano terra trasparente e visibile dalla strada a sottolineare l’idea dell’apertura della scienza verso la città. Infine, le aree verdi, gli orti botanici e le serre per coltivazioni sperimentali che circondano il campus, oltre che la tecnologia per la fornitura di energia sostenibile creeranno armonia con l’ambiente.

Nello spazio di 150 mila metri quadri del nuovo campus verranno accolti oltre 18 mila studenti, duemila ricercatori e circa 500 persone tra personale tecnico e amministrativo. Oltre, naturalmente, alle aule e ai laboratori delle facoltà.