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Come si costruisce una casa passiva in Italia: alla scoperta dei lavori in corso in cantiere

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Autore: Flavio Di Stefano

Prefabbricata in legno, ecosostenibile e a bassissimo consumo energetico. In sintesi, una casa passiva. Anche in Italia inizia a muoversi questo segmento di mercato, ne è un esempio la struttura in fase di realizzazione nel centro urbano di Riccione. idealista/news ha intervistato l’architetto Elisa Carducci, progettista e proprietaria dell’immobile.

Proprio così, il committente, in questo caso, ha anche partecipato attivamente alla progettazione e realizzazione della casa passiva assieme alla ProTek (azienda specializzata in prefabbricate in legno) e al direttore scientifico di Passive House Institute Italia Günther Gantioler.

L’architetto Elisa Carducci, infatti, per ristrutturare l’immobile sua proprietà in via Arimondi a Riccione, ha deciso di demolire la struttura unifamiliare degli anni '50 per fare spazio a una casa passiva in pieno centro urbano.

Definizione di casa passiva

Molto spesso, però, si fa confusione riguardo la definizione di casa passiva. “Le case passive non sono edifici genericamente definiti come ‘edifici a basso consumo energetico’ - ha tenuto a precisare Luca Brighi, tecnico commerciale di ProTek - essi di fatto sono definiti secondo criteri scientifici ben precisi. Una casa passiva è caratterizzata da due aspetti vincolanti. Uno degli aspetti riguarda il criterio energetico dell’edificio, l’altro riguarda il comfort dell’edificio”.

Cantiere di una casa passiva
I lavori sono iniziati ad aprile / ProTek

Per quanto riguarda il primo aspetto: “Una casa passiva è un edificio ad altissime prestazioni energetiche, il fabbisogno per la climatizzazione sia invernale che estiva (riscaldamento e raffrescamento) è bassissimo. Questo fabbisogno è talmente basso che è possibile riscaldare o raffrescare l’edificio con il solo impianto di ventilazione dell’aria. Espresso in unità fisicamente misurabili questo valore deve essere inferiore a 15kWh/m2a”.

Parlando di comfort, invece, Luca Brighi sottolinea come “una casa passiva si può paragonare ad un vero e proprio schermo protettivo da cui il calore non fuoriesce, un sacco a pelo che ci riscalda con il calore del nostro stesso corpo. Ha bisogno di pochissima energia per riscaldarsi; assicura autonomamente una perfetta qualità dell’aria interna, con semplicità e con dispositivi tecnici semplici ed affidabili”.

Questo comporta:

  • temperature e calore equamente distribuito in tutte le stanze;
  • livelli di comfort interno ineguagliabili e costanti;
  • nessuna variazione di temperatura significativa o fastidiosi spifferi.

Struttura prefabbricata
La struttura è su due piani / ProTek

Altro ‘mito da sfatare’ è quello che ha a che fare con l’estetica. “L’aspetto esteriore di una casa passiva non deve per forza essere diverso da quello di una casa definita ‘tradizionale’ – ha specificato Luca Brighi - quindi con le costruzioni passive, definiamo uno standard energetico senza limitazioni ai modi di progettare e costruire”.

Quanto si risparmia con una casa passiva

Una casa passiva, in un anno, ha bisogno in media di non più di 1,5 litri di carburante o di 1,5 m3 di gas metano (equivalenti a circa 15 kWh) per metro quadrato di superficie abitativa. Questo equivale a un risparmio di più del 90% di energia rispetto ai consumi medi delle abitazioni attuali.

La struttura della casa passiva
Esempio di riqualificazione urbana / ProTek

Tanto per rendere l’idea, oggi un edificio costruito per rispettare le norme in vigore riguardanti i consumi energetici ha bisogno, per il solo riscaldamento, di almeno 10-12 litri di carburante per metro quadrato di superficie abitativa. Una casa passiva è un edificio che è definito scientificamente e rispetta dei parametri ben precisi, riassumibili nei seguenti criteri:

  • indice del fabbisogno energetico per riscaldamento ≤ 15,4 kWh/m²a;
  • indice del fabbisogno energetico per raffrescamento sensibile ≤ 15,4 kWh/m²a;
  • temperatura superficiale interna minima involucro fuoriterra ≥ 17,0°C;
  • temperatura superficiale interna minima del pavimento ≥ 18,5°C;
  • temperatura superficiale interna massima ≤ 29,0°C;
  • frequenza di ore surriscaldate ≤ 10%;
  • tenuta aria ≤ 0,64 h-1; edificio bilanciato (DV ≤ 10%);
  • rendimento effettivo impianto di ventilazione ≥ 75%;
  • con consumo elettrico ventole ≤ 0,45 Wh/m³.

La casa passiva di Riccione

A proposito di luoghi comuni, un’altra falsa convinzione è che per costruire una casa passiva ci sia necessariamente bisogno di caratteristiche ambientali particolari, che il più delle volte possano essere soddisfatte solamente fuori dal centro urbano. Ma non è così. A spiegarlo è l’architetto Elisa Carducci, progettista e proprietaria della casa passiva in costruzione in via Arimondi a Riccione, in pieno centro abitato.

Lavori in corso
Si trova in via Arimondi a Riccione / ProTek

La casa passiva offre un’ottima soluzione per la riqualificazione urbana”, spiega l’architetto Carducci, presentando il progetto della casa in legno costruita da ProTek. “Sulla facciata, a sbalzo si estendono balconi e copertura, per schermare nel periodo estivo i raggi solari sulle ampie vetrate. Una cornice in alluminio, come elemento decorativo, unirà gli sbalzi ai vari livelli. Sul retro si estende un volume al piano terra con tetto piano”.

Bioedilizia
Cura dei particolari / ProTek

Ma alle caratteristiche estetiche e di design devono accompagnarsi quelle di efficienza per raggiungere lo stato di Passive Haus. “Le finestre e portefinestre in pvc bianco sono dotate di frangisole in alluminio. La superficie trasparente è composta da triplo vetro. Il piano terra prevede un rivestimento in cedral color grigio scuro, il piano primo avrà come finitura un intonachino bianco” ha precisato l’architetto Carducci.

Avanzamento dei lavori
Rispetta i parametri di casa passiva / ProTek

Inoltre, “la struttura, già realizzata, è stata effettuata con il sistema a pannelli in legno massiccio incrociati o CLT (Cross Laminate Timber), denominato in Italia X-LAM. È una tecnologia che ha permesso velocità nel montaggio e una riduzione notevole degli spessori delle pareti e dei solai, dovendo ottimizzare gli spazi per il rispetto della stessa volumetria dell'esistente”.

Cantiere di casa passiva
I lavori dovrebbero finire entro agosto / ProTek

Altro aspetto fondamentale nella progettazione e nella costruzione di una casa passiva è l’adattabilità al contesto in cui viene inserito: “Sui solai è stato utilizzato X-LAM con finitura nobilitata che resterà a vista. Questo sistema tecnologico ha due vantaggi, un'ottima resistenza sismica e possiede ‘massa’, caratteristica che permette uno sfasamento termico ottimale per le condizioni climatiche di Riccione. La struttura in legno poggia su una platea in calcestruzzo armato, con cordoli sopraelevati, in corrispondenza delle pareti portanti”.

Secondo piano
Sostituirà una struttura unifamiliare degli anni '50 / ProTek

Ogni parte della casa, come ha spiegato l’architetto Carducci, ha componenti specifiche diverse a seconda delle esigenze: “Le stratigrafie di pareti esterne e interne, solaio a terra e copertura, sono stati studiati in modo da rispondere ai requisiti di casa passiva. L'isolamento termico è differente tra pareti e copertura, perché diversa è la sollecitazione dovuta agli apporti solari”.

Le componenti sono state trasportate in loco
L'architetto progettista è anche proprietaria di casa / ProTek

“Particolare attenzione è stata posta alla tenuta all'aria, sia in fase di progettazione che in cantiere, con un'attenzione minuziosa dei particolari. La risoluzione dei ponti termici - ha tenuto a precisare l’architetto incaricato del progetto e proprietaria di casa - è stata controllata da Günther Gantioler (direttore scientifico di Passive House Institute Italia) con il software, in fase di progettazione. Con il team di lavoro si è trovata la soluzione migliore dal punto di vista estetico, funzionale e strutturale”.

La casa passiva di Riccione
Pensata per rispondere alle condizioni climatiche di Riccione / ProTek

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, dal momento dell’apertura del cantiere alla consegna delle chiavi non dovrebbero passare più di quattro mesi. Gli incaricati del progetto della casa di Riccione, infatti, hanno fornito a idealista/news anche le tempistiche di realizzazione:

  • Le strutture in legno sono arrivate in cantiere i primi di aprile 2019, in una settimana la struttura è stata montata;
  • È seguita la chiusura della copertura in tutti gli strati del pacchetto, fino al manto di copertura, metà maggio;
  • Montaggio di monoblocchi metà maggio;
  • Montaggio infissi nel mese di giugno;
  • Intercapedini in cartongesso interne fine giugno;
  • Cappotto esterno e finiture tra fine giugno e luglio;
  • Impiantistica e solai interni tra luglio e agosto.