Un nuovo modello di sviluppo urbano che si vuole distinguere dalla rigenerazione edilizia e che introduce – tra le altre cose – due nuove figure: l’Architetto della città e il Medico della città
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In Senato si discute una proposta di legge che mira a rendere l’architettura protagonista del benessere urbano. Si tratta del disegno di legge N. 1711, di iniziativa dei partiti di maggioranza, che inserisce nel dibattito politico il concetto di “Rinascenza urbana”. L’obiettivo è quello di affermare l’architettura come bene di interesse pubblico e mettere la salute e la qualità dello spazio costruito al centro di un nuovo modello di sviluppo urbano che abbia come fine il benessere psicofisico e sociale. In questo quadro, la progettazione, la salute e la qualità della vita si integrano tra loro e diventano protagonisti in egual misura.

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Un nuovo modello di sviluppo urbano che unisce qualità architettonica e benessere psicofisico e sociale

Il concetto di “Rinascenza urbana” vuole distinguersi da quello di rigenerazione edilizia. Con questo nuovo concetto la trasformazione fisica deve andare di pari passo con lo sviluppo culturale dei luoghi, ci deve essere un collegamento diretto tra la qualità architettonica e il benessere psicofisico e sociale. 

Arrivano l’Architetto della città, il Medico della città

La proposta di legge prevede la nascita di due nuove figure: l’Architetto della città e il Medico della città. Queste due nuove figure devono essere istituite obbligatoriamente nei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore a 30.000 abitanti. Ma quali sono le loro funzioni?

L’Architetto della città deve coordinare le politiche urbanistiche e architettoniche dell’ente locale, promuovere la qualità dei progetti di edilizia pubblica, scolastica e sociale e valutarne l’impatto sul benessere abitativo e psicofisico. Il Medico della città deve coordinare le politiche locali per la salute e il benessere psicofisico, ponendo particolare attenzione alla qualità ambientale, agli spazi verdi, alla mobilità attiva e alla prevenzione del disagio sociale.

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Nasce il Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana

Il disegno di legge N. 1711 prevede poi l’istituzione del Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana presso il Ministero della Cultura, costituito da rappresentanti dei Ministeri competenti, delle regioni, dei comuni, degli ordini professionali e da esperti in architettura, urbanistica, paesaggio e psicologia ambientale. Il suo compito è quello di indirizzare e coordinare le politiche volte a mettere la salute e la qualità dello spazio costruito al centro di un nuovo modello di sviluppo urbano.

Il testo, inoltre, prevede concorsi di progettazione e di idee come strumento privilegiato; l’obbligo di riservare il 30% degli incarichi di progettazione sotto la soglia europea a professionisti under 40; la promozione di percorsi formativi, premi per giovani architetti e una Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città.

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