Le case senza finestre esterne sono spesso associate a spazi bui, chiusi o addirittura ostili. Tuttavia, nel corso della storia, ci sono esempi che dimostrano che non è sempre stato così. Stiamo parlando delle domus romane o dei riad del Nord Africa, che hanno dimostrato che l'assenza di finestre che si affacciano sulla strada non significa sacrificare luce e ventilazione.
La logica alla base di queste case senza finestre è quella di dare priorità alla privacy e alla sicurezza, al controllo del clima e alla vita interna, quindi in ambienti urbani densi questa tipologia torna ad avere senso.
Una casa senza finestre
Ad Austin, in Texas, è stata realizzata la cosiddetta Stealth House, un'abitazione secondaria costruita su un terreno stretto e anonimo. Progettata e abitata dall'architetto Scott Specht, fondatore dello studio Specht Novak, la casa occupa quasi tutti i 325 metri quadrati del sito e si presenta come un volume ermetico rivestito interamente in acciaio Corten, senza una sola finestra verso l'esterno.
L'accesso avviene tramite un vicolo ghiaioso, rafforzando la sensazione di isolamento dall'ambiente circostante. È interessante notare che questa condizione è stata il punto di partenza concettuale del progetto. In assenza di viste panoramiche o di un collegamento diretto con la strada, l'architetto ha scelto di orientare la casa interamente verso l'interno, riprendendo il modello tradizionale della casa a corte.
"Orientandolo verso l'interno, non solo possiamo recuperare lotti urbani sottoutilizzati, ma anche creare un santuario in cui luce naturale, paesaggio e autosufficienza coesistono in armonia", ha spiegato l'architetto, alludendo alle attuali esigenze di privacy, sicurezza e sostenibilità negli ambienti urbani consolidati.
La casa di 120 metri quadrati, distribuita su un unico piano, è strutturata come un parallelepipedo compatto, scandito da due cortili interni. Questi vuoti introducono luce naturale, ventilazione trasversale e spazi esterni privati, facendo sembrare l'abitazione più grande di quanto non sia in realtà.
Secondo l'architetto, "la rimozione delle finestre perimetrali è stata una decisione deliberata per ridefinire il modo in cui una casa interagisce con l'ambiente circostante. Questo approccio incentrato sull'interno non solo garantisce la massima privacy e separazione acustica, ma concentra anche l'energia del progetto sulla creazione di questi cortili come vivaci soggiorni a cielo aperto".
I cortili come epicentro
L'interno di Stealth House è organizzato attorno al cortile principale, orientato verso la cucina e il soggiorno. Un ulivo si erge in questo spazio esterno, proiettando ombre sulle superfici in acciaio e vetro e diventando il cuore emozionale della casa.
L'ingresso è caratterizzato da un mosaico di piastrelle verdi protetto da una discreta pensilina metallica, dove si nota subito il passaggio tra l'esterno grezzo e l'interno raccolto.
I materiali rafforzano questa dualità: da un lato l'acciaio Corten ondulato invecchiato naturalmente avvolge la struttura con una presenza robusta e sobria, mentre all'interno si combinano piastrelle in vetro Bisazza, rivestimenti in fibra di legno e pavimenti in rovere nodoso. Queste finiture si armonizzano con la vegetazione dei cortili e con il tono caldo del metallo visibile attraverso le chiusure vetrate.
Tutte le stanze, comprese le due camere da letto alle estremità opposte e i due bagni, si aprono sui patii attraverso ampie vetrate senza cornice. Questa disposizione crea un flusso continuo tra spazi chiusi e aperti, eliminando la sensazione di costrizione che potrebbe essere associata a una casa senza finestre esterne.
In questo modo, spiega l'architetto, "la planimetria della casa diventa semplice, ma ricca di esperienze. Ogni stanza passa senza soluzione di continuità da una solidità chiusa a un paesaggio aperto, creando un flusso e riflusso dinamico che una facciata tradizionale con finestre non potrebbe mai ottenere".
Oltre alla progettazione spaziale, la casa integra strategie passive e attive per ridurre l'impatto ambientale. L'assenza di finestre esterne riduce al minimo l'accumulo di calore indesiderato, mentre i cortili interni permettono l'ingresso di luce naturale e ventilazione in tutti gli ambienti. Un impianto fotovoltaico con batteria di riserva copre l'84% del fabbisogno elettrico annuo e l'acqua piovana raccolta dal tetto viene riutilizzata per l'irrigazione dei cortili.
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