Costruzioni, quasi un’impresa su 2 prevede a fine anno un fatturato in crescita

Nel settore si segnalano rincari energetici superiori al 10%. Priorità anche alla gestione dei costi delle materie prime e dei ritardi negli approvvigionamenti
costruzioni
GTRES

Secondo l'Osservatorio SAIE (l'indagine sulle imprese di produzione, distribuzione e servizi per l'edilizia e gli impianti realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerca Nomisma) le imprese del settore delle costruzioni, nonostante la fine del PNRR, stanno mostrando un atteggiamento di moderato ottimismo. Oltre 4 aziende su 10 (41%) prevedono di chiudere l'anno con un aumento del fatturato, mentre quasi due terzi del campione (65%) ritiene adeguato il proprio portafoglio ordini. Tuttavia, aumentano non solo dei costi delle materie prime e ritardi negli approvvigionamenti, ma anche rilevanti prezzi energetici.

Lo scenario

Le costruzioni rappresentano una delle principali leve di sviluppo e competitività dell'economia italiana, come dimostrano le oltre 700mila imprese attive nel paese, corrispondenti a circa il 15% del totale. Un settore che, al momento, sta affrontando una fase delicata, segnata sia dal termine della spinta straordinaria del Pnrr, conclusosi lo scorso fine giugno, sia dalle conseguenze dei conflitti geopolitici, con particolare riferimento al rincaro dei costi energetici e dei materiali. Il settore si dimostra comunque solido, dinamico e resiliente: secondo Ance, infatti, pesa per il 12% del Pil in termini di investimenti e costituisce il cuore di una filiera che genera il 20% del Pil annuale. Le prospettive restano positive anche per il 2026: gli investimenti del settore sono attesi in crescita del 2,7%.

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I numeri della filiera

In generale, le imprese italiane del campione mostrano un atteggiamento di moderato ottimismo: oltre 4 imprese su 10 (41%) prevedono di chiudere l'anno con un aumento del fatturato, mentre quasi due terzi del campione (65%) ritiene adeguato il proprio portafoglio ordini. Numeri che confermano la fiducia delle imprese rispetto alla propria situazione economica: 1 impresa su 2 si dichiara infatti fiduciosa, anche se il contesto esterno riduce la positività complessiva. 

Tra le imprese meno ottimiste, pesano in modo particolare il caro materiali e la fine dei bonus edilizi o di altre agevolazioni. Me le aziende hanno in programma nuove assunzioni? Circa 4 imprese su 10 del campione prevedono di assumere nuovo personale nei prossimi mesi, con particolare attenzione soprattutto agli ingegneri, seguiti da impiegati e operai altamente specializzati. 

Le conseguenze della congiuntura geopolitica

La ricerca di personale qualificato risulta, rispetto ai mesi precedenti, meno critica, mentre guerre di prezzo, costo delle materie prime, burocrazia e contrazione dei margini si collocano ai primi posti della classifica delle principali problematiche percepite dalle imprese (rispettivamente 69%, 65%, 52% e 51%). 

La recente instabilità geopolitica ha colpito le imprese su più fronti, provocando non solo l’aumento dei costi delle materie prime e ritardi negli approvvigionamenti, ma anche rilevanti rincari energetici, che hanno interessato oltre l’80% delle aziende intervistate. Un’impresa su due segnala infatti un aumento dei costi energetici superiore al 10%. La pressione sui costi si è però trasformata anche in una spinta all’innovazione, con 6 imprese su 10 che hanno già ripensato prodotti e processi per migliorare la marginalità e l’efficienza. 

Quali azioni, in particolare, hanno messo in atto per mitigare i costi? In primo luogo, la revisione dei prezzi di vendita ai clienti, seguita dallo sviluppo di nuovi materiali o prodotti e, infine, dal cambio di fornitori. Non è un caso che il contenimento dei costi sia il principale fattore che orienta le scelte dei clienti nel settore delle costruzioni, almeno per 2 imprese su 3. Resta però fondamentale anche l’adeguamento dei prodotti ai nuovi requisiti tecnici e informativi del mercato, considerato fortemente rilevante da 8 imprese su 10 per rafforzare la competitività del settore.

Il commento

Le costruzioni sono un settore fondamentale per il Paese e, nel corso del tempo, hanno dimostrato di saper reagire con concretezza e visione ai cambiamenti che arrivano dall’Italia e dal contesto internazionale – ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore generale di SAIE. Oggi questa capacità si traduce anche nella volontà di innovare, ripensando metodi produttivi e modelli gestionali per rafforzare la propria presenza sul mercato e affrontare con maggiore solidità il cambiamento. È proprio questo il valore che SAIE vuole intercettare e valorizzare, offrendo alle imprese un luogo di confronto, relazione e sviluppo dove presentare soluzioni, condividere esperienze e contribuire insieme all’evoluzione del settore.”

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