"Siamo all'anno zero, da qui o si riparte o rischiamo di non riuscire a risollevarci più". Nelle parole del presidente dell'ance, Paolo buzzetti, si racchiude in sintesi il nuovo osservatorio congiunturale dell'associazione, che dedica un focus alla casa. In sette anni sono crollati gli investimenti di 58 miliardi e più di 14mila aziende sono fallite. A reggere solo quelli per la manutenzione e la ristrutturazione, aumentati del 23,6%, anche grazie all'efficacia degli incentivi fiscali
Il 2014 rappresenta per il settore delle costruzioni il settimo anno di crisi consecutivo, con investimenti che si collocano ai livelli del 1967. Nei sette anni per la nuova edilizia abitativa la flessione raggiungerà il 58,1%, l'edilizia non residenziale privata segnerà una riduzione del 36,3%, mentre le opere pubbliche registreranno una caduta del 48%, a reggere solo il comparto della riqualificaizone degli immobili residenziali, che mostrerà una tenua dei livelli produttivi (+20%)
Il calo dei livelli produttivi sottende un ulteriore calo dei permessi di costruire. Dopo il picco del 2005 (305.706 unità), il numero di permessi di costruire ha evidenziato una costante caduta. Nel 2013 si stima che il numero di abitazioni concesse sia di circa 58.000 con una flessione complessiva dell'81%, si tratta di uno dei livelli più bassi, paragonabile (se si esclude il periodo della seconda guerra mondiale) a quello dell'anno 1936
Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo, che rappresentavano nel 2014 circa il 40% del valore degli investimenti in costruzioni sono l'unico comparto a mostrare un aumento dei livelli produttivi. Rispetto al 2013, si stima una crescita del 3%. A stimolare il comparto, la proroga e il potenziamento degli incentivi fiscali per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico
L'ance ha chiesto al governo di escludere gli investimenti per il settore dal patto di stabilità. Un esempio è quello del decreto 'sblocca Italia' annunciato entro la fine del mese: si potrebbero mobilitare subito almeno 5 miliardi tra le risorse stanziate con diversi provvedimenti e non ancora utilizzate. Tra i diversi settori, rileva infatti l'associazione dei costruttori sono a disposizione 3,8 miliardi per le scuole, 1,6 per il rischio idrogeologico, tra 1 e 2 miliardi per le opere bloccate e incompiute
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