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GeometrinExpo: "Per salvare il Paese serve il RIUSO, la rigenerazione urbana sostenibile"

Il RIUSO (RIgenerazione Urbana Sostenibile) è un nuovo modello economico e sociale che riporta al centro del confronto la persona, le relazioni umane, la qualità della vita. A sostenere l'importanza di questo nuovo approccio sono stati i Geometri Italiani di GeometrinExpo che insieme ad agronomi, architetti e Legambiente, si sono riuniti a Milano in un incontro dedicato proprio ai temi della riqualificazione e della rigenerazione delle città.

Oggi più che mai è necessario riqualificare e rigenerare le città, il loro patrimonio edilizio, le periferie troppe volte soggette a uno sviluppo disordinato e confuso, anche in una scarsa qualità del costruito. In questo panorama è importante raggiungere una migliore qualità progettuale, grazie alla sinergia di diverse figure, dal geometra, all'agronomo fino all'architetto.

Ma com'è possibile oggi intraprendere efficacemente la via del riuso? Secondo Maurizio Savoncelli, Presidente CNGeGL (Consiglio Nazionale Geometri e geometri laureati), "è necessario in primis l'introduzione di una nuova normativa territoriale capace di recepire le mutate condizioni urbanistiche, socio-economiche e culturali e di porre particolare attenzione anche a temi quali la fiscalità immobiliare e l'edilizia residenziale sociale". È fondamentale, inoltre, - ha aggiunto  Pasquale Salvatore, Consigliere CNGeGL - promuovere un diverso modo di svolgere la professione, incentivando la multidisciplinarietà quale valore aggiunto al servizio dei cittadini e delle comunità. Il dialogo, il confronto e la collaborazione sono elementi fondamentali "

Il tema della qualità progettuale - spiega Simone Cola, Consigliere nazionale CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori), "ha un'accezione molto ampia che, con tutta evidenza, non riguarda soltanto gli ambiti strettamente disciplinari, ma anche la qualità del progetto politico, amministrativo o legislativo".

Non a caso, proprio la mancanza di una visione strategica ha generato i problemi legati allo sviluppo territoriale delle città, e le enormi contraddizioni che le interessano.

La rigenazione dei contesti rurali

Il riuso non riguarda però solo le nostre città, ma anche i contesti rurali.  “Parlare di recupero, restauro e riuso dell’edilizia rurale  - ha spiegato Andrea Sisti, Presidente CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali) - significa tante cose: identificare le destinazioni compatibili con le caratteristiche architettoniche, costruttive, bioclimatiche dei manufatti e del loro intorno paesaggistico; proporre un’idea di recupero intesa come conoscenza, conservazione e fruizione del patrimonio architettonico tradizionale italiano; a cui si aggiunge la valorizzazione della memoria del luogo, l’identificazione culturale della comunità locale e del territorio; la generazione di risorse strategiche per raggiungere obiettivi di sviluppo locale”.

Un paese di "case di carta"

Alcuni numeri diffusi da Legambiente fanno capire quanto siamo necessario un recupero e una rivalutazione del patrimonio esistente. Negli ultimi 20 anni sono state realizzate circa 5,4 milioni di abitazioni, a cui si aggiungono circa 750mila case abusive. Nel nostro Paese sono 2,7 milioni le case cosiddette di carta, perché vuote e pericolese, di cui 5 mioni costruite dal 1993 ad oggi. 

Nonostante la crisi edilizia degli ultimi anni, inoltre, il consumo di suolo non si è arrestato, evidenziando un Paese squilibrato dove "l'offerta non segue la domanda". Ad oggi il 7% del suolo italiano è gia stato "consumato".