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Così Rio de Janeiro nasconde la sua povertà per offrire l’immagine di una città perfetta per le Olimpiadi (Fotogallery)

Autore: Redazione

La strada che porta dall’aeroporto di Rio de Janeiro alla spiaggia di Copacabana scorre in parallelo a uno dei quartieri più poveri e complicati della città, Maré. Lì abitano circa 130.000 persone in condizioni difficili.

L’amministrazione locale e il governo brasiliano vogliono però che gli atleti e i turisti che arriveranno per partecipare e assistere alle Olimpiadi abbiano della città un’immagine positiva. Per tale ragione hanno deciso di nascondere la povertà dietro una scura barriera acustica.

Tomas Ramos, membro del parlamento locale di Rio, ha spiegato: “Le persone che vivono lì non hanno acqua corrente, fognature e da mangiare, ma le autorità sono preoccupatissime per le loro orecchie e per l’inquinamento acustico prodotto dalle macchine che passano lungo l’autostrada”.

Questi “muri della vergogna” che impediscono di vedere il lato “brutto” di Rio tornano ad essere trasparenti quando la strada passa attraverso il Campus de Maré, un nuovo e splendente centro educativo di 40.000 m2 inaugurato a febbraio di questo stesso anno e nel quale studiano 1.400 bambini e adolescenti dei quartieri svantaggiati.

Ma Rio non solo nasconde la sua povertà dietro dei muri: 11 linee di autobus hanno cambiato il loro percorso e durante la celebrazione delle Olimpiadi non passeranno vicino alle zone più svantaggiate e di conflitto.

Più di 77.200 persone, inoltre, sono state “trasferite” dall’ottobre del 2009, quando è stato annunciato che Rio avrebbe ospitato i Giochi Olimpici del 2016. A dirlo i dati del governo brasiliano.

Centinaia di famiglie che vivono in piccole comunità nel quartiere Barra, dove si trova il villaggio olimpico, sono state sfrattate e “trasferite” in case pubbliche situate diversi chilometri a nord, lontano dalla vista di qualsiasi straniero curioso. Tuttavia, uno di questi insediamenti, Vila Autodromo, sta resistendo fino alla fine.

Circa 20 delle 600 famiglie che vi abitano lottano, letteralmente, per salvare le proprie abitazioni. Anche se non è un luogo di conflitto, non c’è violenza o traffico di droga, l’intenzione era quella di sgomberare l’insediamento prima dell’inizio della competizione. Il motivo: le sue case fanno sfigurare il villaggio olimpico e il paesaggio circostante.

Alla fine, l’amministrazione di Rio ha ceduto e ha permesso loro di rimanere, con la condizione che le famiglie avrebbero permesso di abbattere le loro case e sostituirle con nuove scintillanti costruzioni. Ogni cosa è lecita purché la comunità internazionale non veda la reale povertà della città brasiliana.