Circa un quinto del consumo mondiale di petrolio e del commercio globale di GNL (gas naturale liquefatto) passa attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendolo uno dei corridoi energetici più critici del pianeta. Questo stretto tratto di mare tra Iran e Oman collega il Golfo Persico ai mercati globali e rappresenta una rotta fondamentale per le esportazioni di petrolio e gas di grandi produttori come Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Le tensioni che coinvolgono l’Iran hanno periodicamente sollevato preoccupazioni riguardo possibili interruzioni del traffico nello stretto, con potenziali ripercussioni sui mercati energetici globali. L'infografica mostra cosa attraversa ogni giorno lo Stretto di Hormuz: dalle petroliere alle navi che trasportano GNL, fino alla quota del consumo energetico globale che dipende da questa rotta. I dati provengono da Lloyd’s List e dalla U.S. Energy Information Administration (EIA).
Quanto petrolio passa dallo Stretto di Hormuz?
La tabella seguente riassume i principali flussi energetici che dipendono da questo passaggio:
- Navi cargo che transitano ogni giorno: circa 100
- Consumo globale di petrolio che passa per Hormuz: 20%
- Commercio mondiale di petrolio via mare che passa per Hormuz: 27%
- Commercio globale di GNL che passa per Hormuz: 20%
- Petrolio e condensati destinati all’Asia: 89%
- GNL destinato all’Asia: 83%
- Importazioni di petrolio degli Stati Uniti via Hormuz: 7%
- Consumo di prodotti petroliferi USA dipendente da Hormuz: 2%
Nel 2026, in media circa 100 navi cargo attraversano ogni giorno lo stretto. Tra il 60% e il 70% di queste sono petroliere o navi per il trasporto di gas, a conferma del ruolo dominante della regione nelle esportazioni energetiche globali.
In termini di consumo, circa il 20% del petrolio mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Per quanto riguarda il commercio marittimo, il passaggio rappresenta circa il 27% di tutte le spedizioni di petrolio via mare nel mondo.
Anche il commercio di GNL dipende dallo stretto
Lo Stretto di Hormuz non è cruciale solo per il petrolio. Circa il 20% del commercio globale di gas naturale liquefatto (GNL) transita attraverso questo corridoio.
Grandi esportatori di GNL come il Qatar dipendono fortemente da questa rotta per spedire gas naturale ai mercati globali. Con la crescita della domanda di GNL — soprattutto in Asia ed Europa — questa via marittima diventa sempre più importante per la sicurezza energetica.
L’Asia è la regione più esposta
L’Asia è la regione più dipendente dai flussi energetici che attraversano lo Stretto di Hormuz. Questa forte dipendenza riflette l’elevata domanda energetica e la limitata disponibilità di risorse interne di petrolio e gas.
Circa l’89% del petrolio e dei condensati che transitano nello stretto è destinato ai mercati asiatici.
Allo stesso modo, circa l’83% delle esportazioni di GNL che attraversano questo corridoio ha come destinazione l’Asia. Tra i principali importatori figurano Cina, India, Giappone e Corea del Sud.
Al contrario, gli Stati Uniti dipendono molto meno da questa rotta: solo circa il 7% delle importazioni di petrolio statunitensi passa per lo stretto e appena il 2% del consumo di prodotti petroliferi negli USA dipende da questi flussi.
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