La nuova Guida suprema dell’Iran non sarebbe soltanto l’erede politico dell’ayatollah Ali Khamenei, ma anche il presunto titolare di un vasto patrimonio immobiliare nel cuore di Londra. Mojtaba Khamenei, figlio della defunta guida religiosa iraniana e scelto dall’Assemblea degli Esperti per guidare il Paese, sarebbe infatti collegato a un portafoglio di proprietà del valore stimato di circa 250 milioni di euro nella capitale britannica.
Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, - da Bloomberg in primis, e dal Corriere della Sera, - il patrimonio di Khamenei Jr. sarebbe composto da almeno 13 immobili di grande prestigio: undici ville nel quartiere di Hampstead e due appartamenti di lusso situati nei pressi di Kensington Palace, residenza londinese dei principi di Galles William e Kate Middleton.
Le undici ville si troverebbero in una delle zone residenziali più esclusive del nord di Londra, spesso soprannominata la “via dei miliardari”. Le proprietà sarebbero state acquistate nel 2013 attraverso una società di comodo registrata nel paradiso fiscale dell’isola di Man. Il beneficiario ultimo della società risulterebbe essere l’oligarca iraniano Ali Ansari, descritto come uno stretto amico della famiglia Khamenei e ritenuto un possibile prestanome.
Ancora più sensibili, dal punto di vista della sicurezza, sarebbero però i due appartamenti di lusso acquistati tra il 2014 e il 2016 nello stesso periodo delle altre proprietà. Situati al sesto e al settimo piano di un palazzo a Kensington, hanno oggi un valore stimato di circa 60 milioni di euro. La loro posizione è particolarmente delicata: si trovano non solo a breve distanza in linea d’aria da Kensington Palace, ma soprattutto a meno di cinquanta metri dall’ambasciata israeliana di Londra.
Proprio questa collocazione avrebbe alimentato i sospetti degli ambienti dell’intelligence. Dalle finestre degli appartamenti sarebbe infatti possibile osservare chi entra e chi esce dalla sede diplomatica, fotografare i movimenti all’interno del complesso e perfino intercettare conversazioni nel giardino o parte del traffico internet. «Questo non è un portafoglio di proprietà, è una piattaforma di sorveglianza permanente», avrebbe commentato una fonte della sicurezza.
Gli immobili inoltre, secondo quanto riportato, sarebbero stati acquistati utilizzando fondi provenienti dagli introiti petroliferi ottenuti aggirando le sanzioni internazionali imposte all’Iran. Nessuna delle proprietà risulterebbe però direttamente intestata a Mojtaba Khamenei: formalmente sarebbero tutte riconducibili ad Ali Ansari.
Le proprietà sono state nel frattempo bloccate dal governo britannico dopo che lo stesso Ansari è stato colpito da sanzioni con l’accusa di essere un finanziatore dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane.
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