Tre cerchi e zero spigoli, la casa nel deserto che incornicia il cielo

Nel Mojave una residenza curva sfida le piante tradizionali: tre anelli, un cortile scavato nel volume e viste continue sulle montagne.
Tre cerchi, zero spigoli: la casa nel deserto che incornicia il cielo
Foto: Amateria1121 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Cosa succede quando si disegna una casa partendo da tre semplici cerchi? Nel deserto della California, sopra la Yucca Valley, una residenza appena completata trasforma un'idea minimale in un'esperienza abitativa immersiva. Il risultato è Avocado House: un rifugio che abbraccia il paesaggio con linee curve, spazi senza spigoli e tagli calibrati per incorniciare tramonti e montagne. La pianta, evoluta durante il progetto fino a ricordare un avocado, concentra servizi e convivialità attorno a un cortile scavato nel volume, mentre l'involucro protegge e apre selettivamente le visuali. 

Tre cerchi che diventano casa

Il concept firmato da Arshia Architects parte da tre forme essenziali: un nucleo per gli spazi di vita, un anello esterno per il giardino e una zona di connessione tra i due. Da questa geometria si ricava un impianto ad anelli che organizza flussi, privacy e aperture. Parti del volume vengono sottratte con tagli mirati, così da gestire le altezze e costruire inquadrature sul panorama. Le viste abbracciano la Yucca Valley e si spingono verso i Monti San Jacinto, con passaggi angolati che catturano massi, tramonti e profili lontani.

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Il cortile scavato nel volume

Il cuore del progetto è un cortile a mezzaluna, ricavato direttamente nella massa costruita per creare un microclima protetto sul crinale. Qui convivono piscina, area spa e braciere, elementi che trasformano lo spazio esterno in una vera stanza all'aperto. Il soggiorno principale e due camere si affacciano direttamente su questo vuoto, trattandolo come una piazza domestica per ritrovi e pause contemplative. L'impostazione rafforza il legame con il pendio, offrendo al tempo stesso un riparo intimo nel paesaggio vasto.

Interni curvilinei e scenografia della luce

All'interno, le superfici curve disegnano percorsi fluidi e angoli raccolti, con un linguaggio coerente alla geometria generale. Il progetto degli interni, curato da Xinlei Li (Xinlei Architecture, Inc.), lavora con arredi su disegno e opere selezionate per rispondere alla luce nelle diverse ore del giorno. La componente illuminotecnica usa corpi firmati Flos, integrati in modo da accompagnare il profilo dell'involucro senza interromperne la continuità. Un soppalco lounge con biliardo si affaccia sul living a doppia altezza, offrendo un punto di osservazione più intimo all'interno del grande spazio aperto.

Legno lamellare curvo e canopy continuo

La sfida costruttiva si concentra sulla struttura lignea curva e sulla grande copertura a sbalzo che percorre il perimetro. L'uso di elementi in legno lamellare curvo (glulam) consente di seguire fedelmente la geometria morbida della casa, dando unità formale a tetto e facciate. Questa canopy disegna soglie ombreggiate, mitiga l'irraggiamento e garantisce privacy senza chiudere la relazione con l'esterno. Due incisioni intenzionali nel volume controllano altezze e scorci, trasformando il perimetro in una sequenza di quadri sul territorio. Il risultato è un equilibrio tra protezione e apertura, in cui l'involucro funge da filtro climatico e visivo più che da barriera.

Vista, privacy e flusso a strati

La distribuzione ad anelli costruisce un percorso in tre momenti: dal nucleo più privato, attraverso il cortile di transizione, fino al paesaggio aperto. Questo ordine stratificato permette di mantenere riservatezza nelle aree notte e convivialità nel cuore della casa, senza compromettere le vedute a 360 gradi. Gli allineamenti e le soglie curve smussano i confini funzionali, favorendo una circolazione intuitiva tra le zone. La continuità spaziale riduce la necessità di corridoi, mentre i pieni e i vuoti gestiscono luce e ventilazione naturale. 

Energia del sole e gestione dell'acqua

L'edificio integra un impianto fotovoltaico per compensare il fabbisogno elettrico, scelta particolarmente efficace in un contesto di alta insolazione. La copertura convoglia le acque meteoriche verso due pozzi di dispersione a secco, riducendo il ruscellamento su suolo naturale e gestendo gli eventi di pioggia improvvisa tipici del deserto. 

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