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Inchiesta altroconsumo, fimaa: ricerca congiunta contro i luoghi comuni

Autore: Redazione

Dopo fiaip, risponde all'inchiesta di altroconsumo sugli agenti immobiliari il presidente nazionale fimaa (federazione italiana mediatori agenti d'affari), Valerio angeletti. "Fimaa è disponibile ad un confronto con altroconsumo o con qualsiasi altra associazione dei consumatori per elaborare congiuntamente e in maniera asettica una ricerca su un campione realmente rappresentativo del mercato delle agenzie immobiliari, che possa evidenziare la complessità dello stesso fuori da tanti luoghi comuni che emergono nella relazione della ricerca"

Certo, scrive angeletti "il primo istinto sarebbe stato quello di scrivere indignati una serie di smentite a tutela della categoria dei mediatori che, con una leadership che dura da oltre 60 anni, fimaa rappresenta. Ma poi - spiega angeletti - riflettendo, riteniamo che sia inutile in quanto ognuno fa il proprio lavoro e cerca di innalzare i toni per attrarre su di sè l'attenzione dei lettori, clienti o degli associati"

Fimaa, dunque così risponde all'inchiesta di altroconsumo riportata anche dal nostro sito e che tanto scalpore e rimostranze ha scatenato tra professionisti e lettori. Angeletti si dice disposto a "un confronto con altroconsumo o con qualsiasi altra associazione dei consumatori" per elaborare "una ricerca su un campione realmente rappresentativo"

Il presidente fimaa poi ricorda anche che alcuni anni fa fimaa è stata "condannata dal garante per la concorrenza (antitrust) perchè consigliava, e non obbligava, ad applicare delle commissioni che non superassero un livello massimo che per altri soggetti era ritenuto di livello massimo"

"Poi è certo - conclude angeletti - che un ampio mercato come quello delle agenzie immobiliari, il cui numero nei primi 6 anni del duemila è raddoppiato, possa presentare delle smagliature o alcuni soggetti non rispettanti il codice e le norme ma per questi c'è un organo di vigilanza all'interno delle camere di commercio e delle leggi che possono colpure gli abusi"

Il punto, secondo fimaa è evitare "di colpevolizzare una categoria d'imprese caratterizzate da elevati contenuti professionali che svolge un'attivitá particolarmente delicata e con risvolti sociali"