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Riforma del catasto, si stima una variazione fiscale media del 25%

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Autore: Redazione

La strada è ancora lunga, ma la riforma del catasto è ufficialmente partita. È iniziata l'operazione volta a riclassificare il patrimonio immobiliare del paese, cancellando i vecchi parametri e adeguando i valori alla realtà del mercato. Si stima una variazione fiscale media del 25%

Dopo l'approvazione del decreto legislativo sulle commissioni censuarie, il governo si appresta ad approvare, in occasione del primo consiglio dei ministri del 2015, la bozza di decreto sui
Criteri estimativi, ovvero i parametri che verranno utilizzati per classificare i 64 milioni di immobili (abitazioni, uffici e negozi) presenti in Italia

Le due novità

C'è attesa per sapere come sarà il nuovo meccanismo dell'algoritmo che porterà a definire le nuove rendite e i nuovi valori catastali. Le novità principali sono due:

- L'unità di misura ai fini fiscali di case e uffici sarà la superficie espressa in metri quadrati, si dirà dunque addio ai vani catastali

- La base di calcolo per il valore catastale saranno gli affitti reali e i prezzi reali adeguati con un algoritmo che adatterà i valori rilevati sul territorio alle caratteristiche specifiche di ciascun singolo immobile

È proprio questa la novità più rilevante, in quanto per la prima volta ai fini della determinazione del valore fiscale conteranno sia la metratura che lo stato di manutenzione dell'immobile, nonché i servizi pubblici ad esso in qualche modo collegati. Ad occuparsi di ciò saranno le commissioni censuarie, alle quali spetterà il compito di adeguare il valore catastale degli immobili a quello di mercato

Il valore catastale

L'algoritmo definirà il valore unitario del metro quadro di ciascuna abitazione e a questo si applicheranno dei coefficienti che terranno conto di diversi fattori: ubicazione, epoca di costruzione, grado di finitura. Tutto ciò fornirà il valore catastale dell'immobile, che verrà applicato alle aliquote di quella che sarà la local tax

I pro e i contro

Secondo quanto sottolineato nella legge delega fiscale nella quale è contenuta la riforma del catasto, la riforma non comporterà un aumento del gettito tributario sugli immobili. Secondo una stima del ministero dell'economia, con la riforma a pieno regime potrà esserci una variazione fiscale media del 25% (in più o in meno) per gli immobili il cui valore catastale cambierà. In particolare, le abitazioni periferiche oggi sottoposte a una tassazione iniqua rispetto ad altre avranno un'attenuazione del prelievo, mentre ne risentiranno le abitazioni dei centri storici delle grandi città classificate come fabbricati popolari, poi ristrutturate ed oggi accresciute di valore

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