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Prezzi delle case, Istat: "Nel III trim 2017 calo dello 0,8%, -15,2% dal 2010"

Autore: Redazione

Nel terzo trimestre 2017, secondo le stime preliminari dell'Istat, i prezzi delle abitazioni in Italia sono diminuiti dello 0,8% rispetto allo scorso anno. Un dato dovuto al ribasso dei valori delle case già esistenti (-1,3%), mentre gli immobili nuovi salgono dello 0,6%. Dal 2010 si è registrata una flessione di oltre il 15%.

Se si analizzano i dati delle abitazioni con rispetto al trimestre precedente, si registra una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente; il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%. 

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

L'andamento dal 2010 dei prezzi delle case

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell'Istat, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove; -20,5% le esistenti). Il calo dei prezzi delle abitazioni è contestuale alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo. Infatti, secondo i dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.