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La mappa della cedolare secca nelle regioni italiane

Autori: Redazione, @Martín González

Secondo gli ultimi dati delle Finanze relativi alla dichiarazione dei redditi 2017, l'imposta alternativa per gli affitti, la famosa "cedolare secca", lo scorso anno ha registrato un forte incremento, +14,9%, rispetto al 2016. Guardando la mappa della "tassa piatta" nelle diverse regioni italiane vediamo che la crescita maggiore interessa le regioni meridionali, anche se l'utilizzo è più alto al Nord.

Dietro la crescita della cedolare secca sicuramente c'è la maggiore convenienza dell'imposta alternativa sugli affitti, che di fatto sostituisce l'Irpef e le addizionali comunali e regionali, oltre alle imposte di registro e bollo. Ma l'incremento è imputabile anche alla lotta contro l'evasione fiscale. Non a caso il trend di crescita è più elevato nelle regioni del Sud. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia e Molise hanno un tasso di crescita superiore alla media nazionale. Ma l'utilizzo maggiore si registra nelle regioni del Nord, con la Lombardia prima in valore assoluto e la Valle d'Aosta come percentuale sul numero dei contribuenti.

La cedolare secca consiste nell'applicazione di un'aliquota sostituitiva, fissa e agevolata che sostituisce: Irpef e relative addizionali, imposta di registro, imposta di bollo di 16 euro. Sugli affitti a canone libero si applica un'aliquota del 21%, mentre la legge di Stabilità 2018 ha prorogato l'aliquota del 10% per i contratti a canone concordato anche per il biennio 2018-2019.