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Gli italiani e la casa: come si è trasformato l'abitare contemporaneo?

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La casa degli italiani / Gtres
Autore: floriana liuni

Quanto sono soddisfatti gli italiani della propria casa e come la vorrebbero in futuro? Queste le linee guida del sondaggio Doxa-Gabetti, alla base della nuova linea di business Gabetti Home Value.

Il progetto Gabetti Home Value

Il Gruppo Gabetti, in un’ottica di rinnovamento delle proprie linee di business, ha dato vita a “Gabetti Home Value, soluzioni per l’abitare”, la rinnovata divisione che guarda al mercato delle nuove costruzioni e dei frazionamenti di cantiere. Lo scopo è organizzare un processo di vendita il più efficiente possibile. Ciò significa che ogni progetto passa prima per l’analisi del mercato locale in cui si trova l’immobile, confrontandolo con le richieste del mercato e allineandolo a esso attraverso l’ottimizzazione del progetto a livello di layout interni, dotazioni impiantistiche e facilities. Il tutto puntando a raggiungere nel 2022 un fatturato di circa 10 milioni nel settore nuove costruzioni.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa nuova iniziativa, - dichiara Roberto Busso, Ad di Gabetti Property Solutions, - perché i frazionamenti di cantere sono ciò per cui Gabetti è nata, prima ancora che come rete di agenzie. Avevamo l’obbiettivo di tornare ad essere leader del settore per cui siamo nati, e ora, dopo anni di varie iniziative che ci hanno traghettato fuori dalla crisi, lo siamo. Abbiamo 1,5 miliardi di immobili di appartamenti in vendita in portafoglio grazie alla nostra presenza fisica e territoriale, e di questi circa un terzo è sviluppato secondo la filosofia Home Value. In un momento in cui il residenziale torna di moda, la nostra vocazione ci permette di dare a tutto questo l’interpretazione giusta, partendo non più o non solo dalle caratteristiche dell’immobile, ma delle persone che lo devono abitare e dalle loro esigenze”.

Big data e small data fondamentali per l'approccio Home Value

“La nuova missione di Gabetti è quella di sviluppare un approccio data-driven, - ha spiegato Enrico Cestari, già strategic advisor del dipartimento Nuove Costruzioni & Frazionamenti di Gabetti Agency e ora capo della divisione Home Value, - ossia quella di creare processi e azioni basate sull’analisi dei dati degli utenti per creare strategie in grado di adattarsi alle esigenze specifiche dei diversi target. In questa nuova ottica è stato rivisto e potenziato il modello organizzativo della struttura e sviluppati nuovi servizi, offrendo innovazione a beneficio del processo di vendita e di comunicazione”.

Quali saranno i driver da tenere presenti? “Il contesto attuale è caratterizzato da tre macrotrend, - spiega Cestari: - l’urbanizzazione, la tecnologia e il climate change e le tematiche ambientali. Questi tre fattori impattano su ogni industria, ma ancor più sul real estate, responsabile di creare ambienti rappresentando un ruolo di connessione tra immobile e aspetto sociale. Ecco perché bisogna ascoltare le persone, per cogliere non solo il big data ma anche lo small data, il desiderio latente e meno espresso ma che, se realizzato, porta più soddisfazione”.

Quali sono le parti coinvolte nel processo? “Gabetti si propone di unire i tre soggetti coinvolti nella compravendita, - risponde Cestari: - colui che deve acquistare la casa, di cui vanno intuiti i desideri; lo sviluppatore, che deve realizzare una mediazione da quel che si desidera e quello che ha mercato; e infine il terzo interlocutore, l’investitore esterno, che cerca un partner ideale che realizzi opere che incontrano il gusto del cliente ma anche del tessuto sociale, per non creare cattedrali nel deserto. Gli investitori vedono opportunità nell’Italia, ma perché questa si concretizzi occorre che l’immobiliare diventi un’asset class redditizia, e va quindi creato un modello accessibile e investibile”.

Gli italiani e la casa: quali sono i desideri?

Dove si realizza quindi il punto di incontro tra mercato e desiderio personale degli italiani riguardo alla casa? I dati dell’indagine Doxa, basati su 7 mila interviste, vertono su diversi punti sottolineando vari aspetti dell’abitare:

Livello di soddisfazione: La prima domanda da porsi, per capire cosa davvero vuole chi cerca casa, è comprendere l’attuale livello di soddisfazione degli italiani in fatto di abitazione. Un italiano su due non è soddisfatto, in particolare si è parzialmente o del tutto insoddisfatti dei costi e delle prestazioni della casa, intesa come isolamento acustico, qualità dei materiali di costruzione, isolamento termico e classe energetica.

Italiani proprietari. Gli italiani, a differenza di altri popoli europei, amano la soluzione dell’acquisto: 79% contro il 21% di affittuari. Di questo 79%, il 59% ha acquistato la casa in cui risiede (non è cioè una casa di famiglia o acquistata da terzi) e il 56% risiede in un condominio. Il 29% degli italiani possiede una seconda casa che una percentuale del 18% non affitta. Il 65% di chi ha intenzione di comprare casa nei prossimi due anni dice si rivolgerà a un’agenzia immobiliare, scegliendo nel 30% dei casi una casa di nuova costruzione. Il 64% considera fondamentali le caratteristiche del quartiere e della zona e per una percentuale del 65% non si può prescindere dal posto auto o dal garage.

Meglio il trilocale. Il 30% degli italiani vive in un trilocale, stessa percentuale per i quadrilocali. Il 27% va dai 5 locali in su, l’11% opta per il bilocale. Il 49% ha quindi due bagni mentre un 41% si deve accontentare del bagno singolo. Il 62% delle case ha almeno uno spazio esterno tra giardino privato, terrazzi, veranda, giardino e/o orto (esclusi i balconi).

Casa polifunzionale. Rispetto a 3-5 anni, il 35% delle famiglie passa più tempo in casa. Con lo smart working, in 4 case su 10 c’è qualcuno che utilizza l’abitazione per lavorare e lo fa direttamente dal salotto (42%), da uno studio apposito (36%) o addirittura il 20% dalla camera da letto.Doxa ha rilevato anche che ormaiil 26% degli italiani fa attività sportive in casa.

Casa intelligente. Il 33% degli intervistati afferma che nei prossimi tre anni si doterà del termostato intelligente, il 32% di prodotti e servizi smart in grado di connettere gli oggetti della casa, il 30% di un impianto fotovoltaico o solare e il 28% di sensori anti intrusione.

Sostenibilità. Il 60% delle famiglie italiane afferma di spegnere la luce ogni volta che esce da una stanza, il 58% fa la raccolta differenziata, il 48% fa lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico. Il 60% degli intervistati ha realizzato negli ultimi 5 anni interventi per migliorare comfort ed efficienza energetica della casa (installazione di condizionatore/climatizzatore per il 22%, sostituzione infissi e finestreper il 19%, installazione di caldaia a condensazione per il 17%).

Una casa al passo con i tempi. Gli italiani vogliono case che esaltino il piacere dell’abitare: case belle, sostenibili, predisposte alle nuove tecnologie, con layout efficienti e spazi flessibili. In sintesi, si cerca…

  • ASPETTO ESTETICO: il concetto di bello accessibile ha alzato gli standard degli italiani, sia per gli interni, sia per gli esterni dell’edificio
  • QUALITÀ DEI MATERIALI E DELLE RIFINITURE: la qualità dei materiali di costruzione e delle finiture acquistano un ruolo fondamentale nel determinare la soddisfazione nei confronti della casa
  • ISOLAMENTO TERMO-ACUSTICO: strettamente correlato al comfort e al piacere dell’abitare
  • EFFICIENZA ENERGETICA: sostenibilità ambientale ed economica abbracciano l’approccio etico della lotta aglisprechi. La classe energetica acquista un ruolo sempre più importante
  • TECNOLOGIA SEMPLIFICANTE: al servizio delle esigenze di chi vive la casa, la tecnologia deve aiutare a semplificare la vita e a controllare iconsumi
  • ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI: ambienti versatili e spazi distribuiti secondo logiche contemporanee.