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Pgt Milano 2030, come cambierà la città nel prossimo decennio

Intervista a Simone Pisani, socio di Belvedere Inzaghi & Partners

Il nuovo Pgt Milano 2030
Gtres
Autore: floriana liuni

Lo scorso 14 ottobre è stato approvato il Pgt di Milano. Una realtà ben più che locale, se si pensa che si tratta della definizione degli obiettivi della città italiana che al momento risulta più proiettata verso l’Europa  e che per molti versi può rappresentare la capofila del resto del Bel Paese. Gli obiettivi del Piano di Governo del Territorio 2030 per il capoluogo milanese sono essenzialmente tre: riqualificazione delle periferie, sostenibilità ambientale e attenzione alla residenzialità.

Lo Studio Belvedere Inzaghi & Partners è stato tra i maggiori collaboratori al Pgt, con convegni e servizi di  supporto agli interessati per la predisposizione di osservazioni allo strumento urbanistico adottato. In attesa della entrata in vigore definitiva del Pgt, che avverrà con la pubblicazione dell’avviso di approvazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, previsto entro dicembre o gennaio al più tardi, idealista/news ha parlato con Simone Pisani, socio di Belvedere Inzaghi & Partners, che ha descritto le principali caratteristiche del Pgt 2030.

Quali sono le caratteristiche principali del Pgt 2030 di Milano?

“Si tratta di uno strumento molto interessante. Milano è una città internazionale e lo diventerà ancor più in futuro. Il Pgt aiuta la riqualificazione e il miglioramento della qualità urbana, ha molti aspetti positivi, oltre a qualche criticità. Per quanto riguarda i pro, si conferma il principio fondamentale, già presente nello strumento vigente, dell’indifferenza funzionale. In sintesi, tutte le  funzioni possono essere insediate in qualunque parte del territorio. E’ dunque uno strumento flessibile, che consente di rispondere alle esigenze degli operatori e del territorio consentendo di insediare le funzioni che servono dove servono. Sono ovviamente fatte salve le limitazioni ai cambi d’uso legate ai siti contaminati”.

Quali sono gli elementi di novità del nuovo Pgt milanese?

“Un aspetto che costituisce una novità importante è l’eliminazione dei limiti alla riconversione delle funzioni produttive a favore di altre funzioni urbane, quali che siano. Lo strumento precedente conteneva dei limiti dimensionali che hanno comportato varie difficoltà, limitando la riconversione delle aree dismesse. Le difficoltà vengono ora superate eliminando, appunto, queste limitazioni. Inoltre, sempre per spingere verso la riqualificazione delle aree dismesse, il Comune ha ridotto l’onerosità prevista per le trasformazioni da uso produttivo ad altre funzioni”. 

Quali sono i cardini del Pgt 2030?

“Il piano in genere è stato redatto con attenzione verso alcuni temi chiave: sostenibilità ambientale, riqualificazione, anche delle periferie, social housing e modalità attuative semplificate. Rispetto a quest’ultimo profilo, il Pgt  a oggi vigente prevede in molti casi che le trasformazioni debbano avvenire attraverso permesso a costruire convenzionato, ossia mediante uno strumento piuttosto complicato. Nel nuovo Pgt  il ricorso a tale strumento viene invece ridotto”.

In che modo il nuovo Pgt agevola la trasformazione della città?

“Con il nuovo Pgt sono state complessivamente riviste le regole che disciplinano l’onerosità dei cambi d’uso e la revisione, tra l’altro, agevola la conversione dei siti produttivi dismessi verso funzioni residenziali. Specificamente, il Comune ha rimesso mano al piano dei servizi e così ha rivisto le percentuali delle aree a standard da reperire o monetizzare in caso di cambio d’uso. Per il mutamento da funzioni produttive a funzioni residenziali si passa da una dotazione di standard ad oggi dovuta in misura pari al 100% all’80%. Il che significa che c’è un 20% di superficie a standard in meno da reperire o da monetizzare”. 

Quali sono invece i punti critici del Pgt?

“Sotto questo aspetto, possiamo citare la disciplina della funzione commerciale. Ad oggi è possibile insediare attività commerciali praticamente ovunque in città: nel nuovo Pgt è stata invece esclusa la possibilità di insediare grandi strutture di vendita (con superficie di vendita superiore a 2500 metri quadri) in diversi tessuti urbani e, in particolare, all’interno del centro storico. La scelta in un certo senso è un passo indietro e potenzialmente in contrasto con i principi della liberalizzazione delle attività commerciali di carattere comunitario. Tale limitazione, decisa probabilmente per tutelare il commercio di vicinato, rischia di danneggiare l’attrattiva del centro storico agli occhi dei grandi player commerciali”.

Al netto dei pro e dei contro, come questo Pgt influenzerà Milano nei prossimi anni?

“In generale nel prossimo decennio Milano vede davanti a sé uno scenario di crescita. La città diventerà ancor più internazionale, più sostenibile e con connotati urbanistici molto diversi. Il volto della città sarà migliorato, non solo dalle grandi trasformazioni, ma anche dai numerosissimi interventi di riqualificazione di singoli fabbricati e di piccole aree. Il passato storico di Milano inoltre è legato alle attività produttive e l’impronta industriale ha generato un gran numero di insediamenti industriali dismessi che, ad ogni modo, a oggi rappresentano altrettante opportunità di recupero e riqualificazione. Il nuovo Pgt, la riforma del regolamento edilizio, ma anche la recentissima legge regionale sulla rigenerazione urbana aiuteranno ad attuare queste riconversioni”.

Quale rapporto c’è tra il Pgt milanese e la legge di riconversione urbana regionale?

“La legge regionale sulla rigenerazione urbana ha l’obiettivo, comune al Pgt comunale, della riqualificazione delle aree dismesse e degradate. E’ tuttavia parzialmente diverso l’approccio: il Comune ha assunto una posizione piuttosto rigida e a volte, rispetto all’ipotesi in cui i proprietari degli edifici non attuino gli interventi necessari alla riqualificazione, sanzionatoria. La Regione ha invece principalmente scelto la strada degli incentivi, riconoscendo alcuni vantaggi che incoraggiano la riqualificazione”.