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Fimaa: il coronavirus sta mettendo in ginocchio anche l'immobiliare, servono misure urgenti

Fimaa
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Autore: Redazione

L'emergenza coronavirus sta avendo effetti nefasti anche sul settore immobiliare. Secondo Fimaa-Confcommercio gli effetti economici del coronavirus stanno mettendo in ginocchio le agenzie, gli operatori e le loro famiglie. Per questo serve un intervento urgente da parte del governo con misure come il rilancio della cedolare secca per gli esercizi commerciali

Secondo Santino Taverna, presidente di Fimaa, "I telefoni all’interno delle agenzie immobiliari del nord Italia hanno smesso di squillare. Il mercato immobiliare residenziale e commerciale, non ancora ripresosi dalle difficoltà della crisi economica del 2008, si ritrova ulteriormente penalizzato dall’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del Covid-19. In difficoltà è anche il mercato delle locazioni turistiche (inferiori ai trenta giorni): nelle località costiere, lacustri e montane le agenzie immobiliari Fimaa registrano disdette, non solo dalle regioni del nord ma da tutto lo Stivale. A rischio è il 50 per cento del loro fatturato. Mai come oggi gli operatori si ritrovano in grave difficoltà"

Il turismo, danneggiato in maniera considerevole dagli effetti del virus, è un settore fondamentale per l’economia italiana ed è fortemente correlato con il settore immobiliare. In questo momento delicato servono azioni decisive a sostegno di tutti i player coinvolti e auspichiamo che non si commetta l’errore di tralasciare interventi forti e mirati anche a sostegno degli operatori del comparto immobiliare, considerato da sempre locomotiva trainante per l’economia del Paese. Oltre al rinvio delle scadenze fiscali, contributive e delle utenze, sarebbe fondamentale reintrodurre la cedolare secca per le locazioni commerciali. Servono misure decisive per evitare che questa crisi diventi sistemica. Ognuno di noi deve fare la sua parte per contenere la diffusione del virus. Perché se l’emergenza sanitaria non verrà contenuta, a partire dal senso di responsabilità di tutti noi, il rischio è che si fermi l’intero sistema Paese con danni economici irreversibili per tutti i settori”.