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Decreto Cura Italia, un vademecum per gli agenti immobiliari

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Autore: Redazione

Quali sono i punti che riguardano gli agenti immobiliari nel decreto Cura Italia? ReGold ha realizzato un vademecum per aiutare la categoria di professionisti ad orientarsi tra i vari aspetti della legge.

Cosa prevede il Decreto Cura Italia per gli agenti immobiliari? La legge non ne parla esplicitamente, ma si riferisce a categorie generali (facendo comunque delle distinzioni), nelle quali rientrano gli operatori del real estate. Possiamo estendere agli agenti ciò che nel Decreto concerne autonomi, liberi professionisti e titolari di partita IVA. Sono diversi capitoli che, in linea di massima, mirano a due obiettivi: Alleggerire il carico fiscale Proteggere il flusso di cassa e la liquidità Vediamo i punti che nello specifico riguardano gli Agenti Immobiliari.

Decreto Cura Italia: sospensione versamenti per gli Agenti Immobiliari

Uno dei punti principali del Decreto Cura Italia tocca la sospensione del versamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. La misura è destinata alle partite IVA con fatturato fino a 2 milioni, mentre il limite non c’è per i settori più colpiti (come il turismo). Non disponiamo di elementi certi per stabilire che gli agenti immobiliari che trattano principalmente proprietà turistiche e contratti derivati rientrino nelle fattispecie disciplinate con l’estensione a oltre i 2 milioni. Vedremo se i chiarimenti sapranno fornire indicazioni in merito. Comunque sia, i versamenti sospesi sono senza applicazione di sanzioni e interessi, da versare posticipatamene in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione (fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo) a decorrere sempre dal mese di maggio 2020. Gli altri contribuenti dovranno versare entro venerdì quanto dovuto alla scadenza di oggi.

Decreto Cura Italia: stop anche agli adempimenti fiscali

Per non incidere ulteriormente sulla pressione fiscale dei contribuenti, il Decreto Cura Italia stabilisce che è sospeso ogni adempimento fiscale ulteriore ai versamenti indicati nel punto precedente, con scadenza tra l’ 8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. L’amministrazione finanziaria sospende anche le attività di controllo e accertamento.

Decreto Cura Italia: indennità di 600 euro ai professionisti

Il Decreto Cura Italia assegna un’indennità di 600 euro una tantum ai liberi professionisti, ai titolari di partita IVA (attiva alla data del 23 febbraio 2020), ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa anche questi attivi alla medesima data e iscritti alla gestione separata. Anche in questo caso consigliamo agli agenti Immobiliari di rimanere in contatto col proprio commercialista per avere aggiornamenti.

Decreto Cura Italia: credito d’imposta sull’affitto di negozi

Ai soggetti esercenti attività d’impresa (e quindi vi possono rientrare le agenzie immobiliari) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Decreto Cura Italia: sospensione mutui per gli autonomi Il Decreto Cura Italia contiene misure di protezione anche per i mutui, oltre che per le locazioni, ma a fronte di una comprovata situazione di calo lavorativo. Per un periodo di 9 mesi l’ammissione ai benefici del Fondo Gasparrini (il fondo istituto per offrire sostegno alle famiglie in crisi economica esposte a una situazione debitoria per l’abitazione) è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 (ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e quella predetta), un calo del fatturato per l’emergenza Coronavirus. In questo caso è molto importante tener presente che il meccanismo di tutela si attiva solo a fronte della dimostrazione del calo di fatturato derivato dalla crisi sanitaria.

Decreto Cura Italia: supporto alla liquidità

Sempre con un occhio rivolto al calo degli incassi, il Decreto Cura Italia dispone in favore delle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa dell’emergenza, l’autorizzazione a concedere liquidità da parte di Cassa depositi e prestiti S.p.A, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, tramite banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito. La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa depositi e prestiti S.p.A. fino ad un massimo dell’80% dell’esposizione assunta. Inoltre è presupposto anche un sostegno per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie. In questo caso lo Stato fornisce garanzia per 9 mesi a seguire il provvedimento.

Decreto Cura Italia: sostegno finanziario alle imprese

Il Decreto Cura Italia stabilisce che le PMI potranno avvalersi di misure di sostegno finanziario dello Stato, fino al 33% dei prestiti erogati: a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del decreto. Gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020; b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale: prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni; c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale: il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. È facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Decreto Cura Italia: cassa integrazione in deroga

La misura economica prevista dal governo Conte estende la Cassa integrazione in deroga a tutti i lavoratori anche non coperti da CIG ordinaria o non protetti da fondi di solidarietà. Il Decreto Cura Italia stabilisce che la CGID vale,  anche per aziende con meno di 6 dipendenti, sino a far rientrare anche quelle con un solo dipendente. Dimensioni che appartengono diffusamente alle Agenzie Immobiliari.