Notizie su mercato immobiliare ed economia

Perché il Recovery Fund è una straordinaria opportunità per il settore immobiliare

Gtres
Gtres

L'emergenzia coronavirus non ha stravolto la domanda abitativa creando nuovi trend nel campo immobiliare, ma ha principalmente accelerato tendenze già in atto. Sono sostanzialmente d'accordo i principali operatori del settore che - durante il 3º Real Estate & Finance Summit del Sole 24 Ore -  hanno approfondito lo stato di salute del settore e le prospettive del mercato immobiliare post covid individuando nel Recovery Fund uno straordinario volano per l'economia e il real estate.

Le banche centrali alla ricerca di nuovi strumenti di crescita

L'apertura del Summit, giunto alla terza edizione e svoltosi in forma digitale per l'emergenza covid, è stata l'occasione per riflettere sulla necessità di ripensare modelli di sviluppo immobiliari grazie anche alle politiche monetarie e fiscali varatate a livello mondiale, con le banche centrali impegnate, ora più che mai, a individuare strumenti nuovi per rafforzare la crescita. Non a caso secondo Lorenzo Codegno, fondatore di Lc Macro Advisors: "le banche centrali stanno cercando nuove strade e valutano la possibilità di usare strumenti nuovi, che però sono via via meno efficaci. Per questo serve l’aiuto della politica fiscale". Secondo Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di Axa Investment Managers Italia assistiamo oggi a una "riallocazione degli investimenti, anche quelli privati, da strumenti tradizionali come i Bot, versano asset reali, come oro, case e terreni"

La straordinaria opportunità del recovery fund

Gli esperti riuniti intorno a una tavolta rotonda "virtuale" hanno discusso sulla rigenerazione urbana come strumento di ripresa dell'economia, individuando  nel recovery fund uno straordinario strumento in mano al governo, un'occasione da non perdere per dare nuova linfa all'economia investendo anche nel real estate. Mario Abbadessa, senior managing director & country head di Hines Italy, ha affermato che i fondi europei sono un’opportunità unica che come comunità non dobbiamo mancare. L'immobiliare copre il 100% del Pil, quindi dovrebbe essere al centro del dibattito sul recovery fund".

Abbadessa ha inoltre sottilineato come "l'emergenza covid ha cambiato il modo di vivere per sei mesi, ma non per sempre, accelerando trend già in atto". Oggi la domanda abitativa più che essersi focalizzata nella ricerca di case più grandi, cosa difficile in mancanza di un sostanziale aumento degli stipendi, si è mossa dal basso verso una maggiore richiesta di spazi comuni, verso una rigenerazione urbana che porti alla scomparsa dei tradizionali "quartieri dormitorio".

Secondo Davide Albertini, direttore generale di Risanamento "chi deve portare avanti progetti di rigenerazione urbana di lungo termine, deve essere pronto a tutto, studiando progetti flessibili e in grado di adattarsi a un cambiamento della domanda che sarà determinato non solo la pandemia, ma anche da fattori come i cambiamenti climatici e le evoluzioni tecnologiche". Per David Kong, partner di Foster + Partners: "L’impatto della rigenerazione urbana è anche socioculturale. Luoghi dove non era gradevole vivere riprendono vita, trasporti e tecnologia diventano centrali".

Contrariamente a quanto si pensi, inoltre, secondo Luigi Aiello, chief corporate & business development di Prelios, l'interesse degli investitori internazionali verso il nostro Paese è ancora alto, e vi è anche una maggiore attenzione verso progetti che siano a tutela delle classi più deboli (giovani coppie, anziani, giovani ricercatori). Anche in questa ottica il Recovery Fund è un'opportunità importante di dialogo tra gli investitori e un partner istituzionale come il governo"

Necessità di un dialogo tra pubblico e investitori privati

Non a caso, secondo Valeria Falcone, Managing Director real estate di Barings, "è importante che il pubblico crei le condizioni ideali per permettere a un investitore di puntare su un determinato territorio, creando i servizi, le scuole, le infrastrutture. Per mettere la domanda del cittadino al centro dello sviluppo immobiliare è necessario un dialogo tra pubblico e privato". "Se non riusciamo a superare l’impasse sulle infrastrutture, gli investitori potrebbero andare altrove. Ci deve essere un grande sforzo di tutti per mitigare le conseguenze negative ed evitare che i capitali vadano altrove o si concentrino in alcune aree, come Milano".

Gli investimenti in infrastrutture possono essere un volano per la crescita e la chiave per dare slancio alla ripresa, per questo il settore immobiliare non deve restare escluso dal Recovery Fund, come ha sottolineato Aldo Mazzocco, Ceo di Generali Real Estate: "La Ue ha indicato che il Recovery Fund non deve essere usato per spesa, ma per investimenti su infrastrutture e capitale umano, con il fine di essere più Esg possibile. Se real estate fosse considerato un’infrastruttura si creerebbe un ritorno economico". Mazzocco ha inoltre sottolineato come l'emergenza non porta con sé il rischio di una desurbanizzazione, perché "la città ha la capacità di attrarre le persone", ma al massimo si assisterà a una diversificazione, con città secondarie che potranno conquistare nuovo protagonismo.

Cambiamento del modo di lavorare

Secondo Luca Malighetti, Managing Director di Värde Partners, se "è facile pensare a progetti di riqualificazione in aree che hanno un adeguato assorbimento, come le grandi città, come Milano, Torino, Venezia o Genova", in altre aree è più complicato, motivo per cui andrebbe ripensato l'approccio, anche superando ostacoli burocratici, come le lungaggini nella concessione dei permessi di costruire. Un concetto ribadito anche da  Andrea Rucksthul, director di Lendlease: "deve cambiare il modo in cui ci si approccia ai progetti, con un cambiamento del modo di lavorare che porta maggiori risultati. Questo anche con una collaborazione tra pubblico e privato, che devono trovare un equilibrio".

Anche Fabrizio Palenzona, presidente del gruppo Prelios è tornato a sottolineare come "Il Recovery Fund offre un’opportunità eccezionale, dobbiamo pretendere che la politica e il Governo usino i fondi in modo efficace. Solo così possiamo creare la condizioni per gli investimenti".