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La casa ideale degli italiani: di proprietà o in affitto, purché ricca di servizi

Alessandro Ghisolfi di Abitare Co. commenta i dati che verranno presentati al Forum di Scenari Immobiliari

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Autore: floriana liuni

La pandemia come è evidente ha cambiato il desiderio di casa degli italiani. Il prossimo Forum di Scenari Immobiliari, che si terrà il 17 e 18 settembre 2021, verterà proprio sui nuovi trend post covid, presentando il report “La nostra casa e la domanda del futuro”, redatto dalla stessa Scenari Immobiliari in collaborazione con Abitare Co. Alessandro Ghisolfi, responsabile ufficio studi di Abitare Co., ne ha commentato le evidenze con idealista/news.

“Sono state interpellate un migliaio di persone in tutta Italia, - sintetizza Ghisolfi, -  e ne è emerso in generale che l’80% del campione sia interessato all’acquisto mentre solo un 20% resterebbe comunque in locazione. Ma di quell’80% molti sceglierebbero la locazione se in un contesto residenziale fornito di servizi all’abitare. Ne traiamo la conclusione che sono i servizi, oggi, a fare davvero la differenza”.

Quali caratteristiche cercano gli italiani dalla casa dopo il covid?

Tra i motivi dell’acquisto c’è la ricerca di una casa più grande, il passaggio dalla locazione alla proprietà, la voglia di spazi esterni, balconi, giardini privati, in generale una maggiore luminosità. E’ l’effetto della pandemia e dei lockdown, che hanno spinto a cercare dimensioni maggiori in cui vivere. La tendenza è omogenea sia tra chi desidera acquistare che tra chi vorrebbe restare in affitto.

Quali altre caratteristiche sono desiderate in una casa post-pandemia?

L’effetto covid si è fatto sentire anche sulle opzioni che rendono la casa avanzata tecnologicamente, come la connessione internet veloce, tra i desiderata di oltre il 70% del campione, un aspetto molto più sentito che in passato. Non mancano però anche caratteristiche più “tradizionali”, come la presenza di box e posti auto. Si incomincia però a valutare anche la presenza in queste zone, ad esempio, di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Come è cambiata la sensibilità verso l’efficienza energetica?

Di pari passo con la pandemia, anche se non è chiaro se vi sia una causalità, la sensibilità “green” degli italiani di certo è cresciuta. La domanda abitativa si orienta verso opzioni sostenibili ed efficienza energetica, dall’uso dei materiali alla presenza di impianti per un maggiore risparmio energetico e un minore impatto ambientale.

Parlavamo di servizi all’abitare: quali sono i preferiti?

Si sta delineando il fatto che il prodotto casa sia sempre più legato ai servizi, e questo farà la differenza sul mercato nell’offerta. Abitare Co. è stata tra i primi ad offrire residenze con spazi comuni in cui trovare palestra, parrucchiere ecc; all’epoca questa offerta era considerata un’eccentricità, un’”americanata”. Invece oggi ci rendiamo conto che si trattava di un’evoluzione a cui tutto il mercato dovrà adattarsi. Ora più che mai la rivoluzione di domanda e offerta abitativa si gioca sui servizi interni condominiali, uno su tutti il “concierge” percepito come una figura necessaria a fare da filtro con l’esterno del condominio, aumentandone la sicurezza e facilitando la gestione di tutto ciò che riguarda i contatti esterni. Idem per la possibilità di avere un servizio interno di manutenzione. Piace anche l’idea di avere degli spazi di storage personali o addirittura celle frigorifere in cui il concierge possa depositare, ad esempio la spesa ordinata on line o i pacchi recapitati dai corrieri, per poi poterli ritirare al rientro dall’ufficio. Altri spazi richiesti, ad esempio, sono il terrazzo attrezzato per feste o riunioni, aree fitness o wellness, zone per lo svago dopo il lavoro. Meno è sentito il bisogno di un’area di coworking.

Il lavoro da casa quindi è sparito dai pensieri degli italiani?

L’esigenza dello smart working si può dire non sia più una priorità, anche se resta presente la domanda per spazi in più in cui poter sistemare una postazione lavorativa o per lo studio in caso di emergenza. In generale comunque, se anche si sta tornando a pensare al ritorno in ufficio, i lockdown sono serviti ad aumentare la consapevolezza sull’adeguatezza degli spazi nella propria casa, stimolando il bisogno di metrature maggiori.

L’attenzione ai servizi è una tendenza solo “milanese” o di tutta Italia?

Qualche anno fa solo a Milano era presente questo tipo di domanda e offerta, oggi inizia ad espandersi anche in grandi città come Torino e Roma. Nei piccoli paesi è più complicato per una questione di spazi e condizioni ma non è detto che si possa arrivare a dei modelli anche per città più piccole: tutto dipende se si realizza la nuova offerta su spazi nuovi o preesistenti. Milano è stata il laboratorio e il modello per indicare una strada a tutto il settore, senz’altro sarà possibile replicare il modello in altre città.

Cosa si rileva a proposito dell’atteggiamento degli italiani nei confronti della locazione?

Si conferma la tendenza tutta italiana di essere proprietari, la locazione resta l’alternativa di chi non ha possibilità di acquistare. Tuttavia, abbiamo rilevato che questo accade perché non esiste una offerta locativa residenziale di tipo avanzato, completa dei servizi di cui sopra, che sono presenti soprattutto nelle soluzioni in vendita. Una soluzione con case in affitto in contesti residenziali con servizi condominiali sarebbe invece utile ad esempio ai giovani professionisti che non sono magari nelle condizioni di acquistare, ma preferirebbero comunque abitare in un luogo con spazi comuni condivisi e servizi. In questo caso, la survey conferma che ci sarebbe una disponibilità a restare in affitto, pagando magari il 10-15% del canone in più.