Per chi intende valorizzare il proprio percorso di studi ai fini pensionistici, vi sono importanti possibilità a livello di dichiarazione dei redditi. Ad esempio, come funziona la detrazione per il riscatto della laurea nel 730 per il 2026? In linea generale, i contributi versati per gli anni di università sono deducibili al 100% sul reddito complessivo, per se stessi o per i familiari a carico già iscritti all’INPS, compilando il rigo E21 del Modello 730. Se, tuttavia, vengono pagati per i familiari a carico non iscritti all’INPS, si può procedere con una detrazione IRPEF del 19%, compilando invece i righi E8-E10 della dichiarazione dei redditi.
I contributi per il riscatto degli anni di laurea sono deducibili?
Ai sensi dell’articolo 10 del TUIR, ovvero del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, i contributi per il riscatto degli anni di laurea sono deducibili nella dichiarazione dei redditi 2026, purché si rispettino determinate condizioni. In linea generale, i versamenti effettuati all’INPS risultano:
- deducibili al 100% dal reddito complessivo;
- senza distinzione tra finalità pensionistica e buonuscita.
La deduzione integrale si applica quando i contributi sono stati sostenuti dallo stesso contribuente per se stesso o, ancora, per un familiare a carico che risulti già iscritto all’INPS, compresa la Gestione Separata. Non è necessario che il familiare abbia una continuità contributiva, è sufficiente una pur minima storia di versamenti, come un precedente rapporto di lavoro o un tirocinio.
È inoltre utile sapere che la misura si applica anche per la deducibilità del riscatto di laurea agevolato - previsto dal D.L. 4/2019, poi convertito nella Legge 26/2019 - con il versamento dei contributi in forma forfettaria, anziché commisurati alle retribuzioni personali. Le regole sono le medesime: si può dedurre il 100% per sé oppure per un familiare a carico, già iscritto all’INPS.
È possibile detrarre i contributi per il riscatto laurea?
In alcuni casi, anziché la deduzione è possibile fruire della detrazione del riscatto di laurea, con un risparmio fisso del 19% sull’importo versato. Questa opzione è riservata unicamente:
- per i familiari a carico non iscritti all’INPS;
- anche per il riscatto di più anni o per più familiari, se vengono rispettati i requisiti.
È però necessario sapere che l’eventuale detrazione non è cumulabile con la deduzione integrale sullo stesso importo: il regime applicabile è determinato automaticamente in base alla situazione del beneficiario.
In base a quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, la scelta tra deduzione e detrazione del riscatto della laurea viene direttamente esplicitata sul nuovo Modello 730/2026 o sul Modello Persone Fisiche, compilando i relativi righi.
Quanti contributi per il riscatto laurea si possono dedurre
Per gli importi deducibili, non esiste un tetto massimo: l’intero versamento sostenuto può essere portato in deduzione, fino a concorrenza del reddito complessivo. Questo significa che l’unico vincolo è il reddito stesso: se inferiore all’onere, la deduzione si ferma a tale soglia e l’eccedenza non è riportabile negli anni successivi.
Oltre a questa premessa, è inoltre utile sapere che:
- è possibile anche avvalersi della deduzione del riscatto laurea in un’unica soluzione, senza alcuna franchigia o limite annuale specifico, quando nel corso dell’anno si sono versati contributi di riscatto per più anni di studio consecutivi;
- per i soggetti in regime forfettario, la deduzione è possibile solo sul reddito IRPEF eventuale e non sul reddito forfettario.
Quanto è detraibile del riscatto laurea
Per quanto riguarda la detrazione del riscatto della laurea, opzione prevista per i familiari a carico non iscritti all’INPS, la quota sull’IRPEF è del 19%. Tuttavia, si può procedere se:
- il familiare ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro o, ancora, 4.000 euro se si tratta di un figlio di età non superiore ai 24 anni;
- il versamento sia stato effettuato con sistemi di pagamento tracciabili.
Ma come funziona, invece, il cosiddetto riscatto della laurea agevolato con detrazione al 50%? A discapito delle credenze comuni, la detrazione al 50% non è prevista per il riscatto della laurea, bensì si tratta di un istituto introdotto con la “pace contributiva”. Quest’ultima prevede il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione - nella sua prima versione, appunto, con una detrazione IRPEF del 50% - ripartita in cinque quote annuali, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995. Per i versamenti effettuati nel 2025, tuttavia, la Legge di Bilancio concede soltanto la deducibilità integrale dal reddito complessivo, senza detrazione al 50%.
Come scaricare i contributi per il riscatto della laurea
Ma dal punto di vista pratico, come scaricare i contributi per il riscatto della laurea per il modello 730/2026 o per il Modello Redditi Persone Fisiche?
Il primo passo è verificare che la deduzione del riscatto della laurea sia già nel 730 precompilato: per farlo, basta accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS e verificare i dati già inseriti.
In caso si voglia procedere all’integrazione manuale sulla dichiarazione precompilata, oppure inserire gli oneri autonomamente, è sufficiente:
- inserire l’importo per il riscatto laurea nel rigo E21 del 730, per la deduzione integrale. Andrà riportato l’importo pagato nell’anno, barrando le caselle previste per i contributi volontari;
- per il Modello Persone Fisiche, compilare invece il rigo RP21 del quadro RP, nella sezione Oneri Deducibili, indicando i contributi previdenziali e assistenziali, inclusi quelli per riscatto laurea.
Per quanto riguarda la detrazione per i familiari a carico, calcolata sempre al 19% sull’IRPEF, si procede invece:
- compilando i righi E8-E10, con codice 32 e codice fiscale dell’intestatario, per il 730;
- per il Modello Persone Fisiche, completare invece i righi RP8 a RP13, sempre con codice 32.
Per chi presenta la dichiarazione senza sostituto d’imposta, è bene sapere che l’eventuale rimborso viene versato direttamente sul conto indicato o tramite compensazione, con il Modello F24. Infine, in caso non si volesse proseguire alla compilazione in autonomia del Modello 730 o del Modello Persone Fisiche, è possibile affidarsi al proprio commercialista di fiducia o, ancora, agli uffici del CAF territorialmente competenti.








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