Come ogni anno, milioni di contribuenti si trovano alle prese con la nuova stagione fiscale. È già fissata la scadenza per la dichiarazione dei redditi 2026, al termine di una serie di appuntamenti scanditi nel corso di alcuni mesi, a partire da aprile prossimo. Ancor prima, una delle date da tenere a mente è quella del 16 marzo 2026, termine entro il quale devono essere inviate per via telematica le Certificazioni Uniche (CU) riguardanti i redditi da lavoro dipendente e assimilati, i redditi derivanti da lavoro autonomo svolto in modo occasionale e gli altri redditi classificati come redditi diversi.
Quando fare la dichiarazione dei redditi 2026?
La nuova campagna fiscale è ormai alle porte, visto che a breve partiranno le prime tappe della dichiarazione dei redditi 2026, riferita ai redditi percepiti nel 2025. In Italia il sistema fiscale prevede, infatti, che i redditi vengano dichiarati nell’anno successivo a quello in cui sono stati percepiti. I principali modelli sono:
- modello 730: destinato principalmente a lavoratori dipendenti e pensionati;
- modello redditi persone fisiche: ex Unico, utilizzato da autonomi, partite IVA o da chi non può usare il 730.
Dal punto di vista pratico, la nuova stagione dichiarativa parte ufficialmente dal 30 aprile 2026, ossia da quando è disponibile il 730 precompilato 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate. A partire da questa data si avrà la possibilità di consultare il modello con i dati già inseriti, da accettare o modificare prima di inviare la dichiarazione.
In alternativa alla dichiarazione precompilata, si può utilizzare il modello 730 del 2026 da compilare e in entrambi i casi la presentazione può avvenire tramite CAF o commercialista, tramite sostituto d’imposta, ossia datore di lavoro o ente pensionistico, oppure direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Chi vuole procedere in autonomia nella compilazione della dichiarazione, può avvalersi delle istruzioni per il modello 730 del 2026. Tanto il modello 730 ordinario quanto il 730 precompilato devono essere inviati entro il termine ultimo del 30 settembre 2026.
Chi invece utilizza il modello redditi persone fisiche 2026 dovrà rispettare una scadenza differente, quella del 31 ottobre 2026, ma poiché questo giorno cade di sabato quest’anno, si avrà tempo fino al primo giorno lavorativo successivo, ossia il 2 novembre 2026.
Quali sono le scadenze fiscali per il 2026?
Le date citate fino a questo momento non sono le uniche da tenere a mente, visto che il calendario fiscale del 2026 prevede diversi appuntamenti importanti per i contribuenti, ed è rilevante rispettare le tempistiche, per evitare sanzioni e interessi. Con riferimento al mese di marzo 2026, c’è un calendario ben preciso con le scadenze fiscali. Ecco l’elenco di quelle del 2026 relativamente alla dichiarazione dei redditi:
- 16 marzo: invio della Certificazione Unica (CU) da parte dei sostituti d’imposta;
- 30 aprile: disponibilità del modello 730 precompilato da parte dell’Agenzia delle Entrate;
- 30 giugno: scadenza del versamento del saldo IRPEF relativo al 2025 e del primo acconto per il 2026;
- 31 luglio: pagamento del saldo IRPEF 2025 e dell’acconto IRPEF 2026 con una maggiorazione dello 0,4%;
- 30 settembre: scadenza della presentazione del modello 730/2026, relativo all’anno di imposta 2025;
- 26 ottobre: presentazione del 730 integrativo, con la scadenza spostata in avanti di un giorno visto che il 25 ottobre 2026 cade di domenica;
- 2 novembre: scadenza dell’invio del modello redditi persone fisiche 2026, spostato quest’anno al 2 novembre, visto che il 31 ottobre 2026 cade di sabato;
- 30 novembre: scadenza per il versamento del secondo acconto IRPEF per il 2026.
Quale anno fiscale va in prescrizione nel 2026
Un tema molto importante per i contribuenti riguarda la prescrizione fiscale, cioè il periodo entro il quale l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli o richiedere il pagamento di imposte non versate. In linea generale, per l’IRPEF e le principali imposte sui redditi vale la regola dei 5 anni per l’accertamento.
Questo significa che nel 2026 va in prescrizione l’anno fiscale 2020, quindi gli accertamenti relativi ai redditi del 2020, dichiarati nel 2021. In sostanza, se entro il 31 dicembre 2026 non viene notificato alcun atto di accertamento, l’amministrazione finanziaria perde il diritto di contestare eventuali irregolarità su quell’anno fiscale.
Da ricordare che l’anno fiscale 2020 non andrà in prescrizione nel 2026 in caso di omessa dichiarazione, visto che in una situazione di questo tipo il termine può arrivare fino a 7 anni, ma anche in caso di reati fiscali, che possono dilatare ulteriormente i tempi dell’accertamento.
Chi è residente all’estero può fare il 730?
I contribuenti italiani che risiedono all’estero sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia se hanno dei redditi prodotto nel nostro Paese. Solitamente la dichiarazione va presentata tramite il modello redditi PF, ma in alcuni casi è possibile utilizzare anche il modello 730. Ecco chi può farlo:
- chi è considerato fiscalmente residente in Italia, per esempio perché ha domicilio o residenza fiscale nel nostro Paese per più di 183 giorni;
- chi ha redditi da lavoro dipendente o pensione che consentono l’uso del 730;
- chi ha un sostituto d’imposta, datore di lavoro o ente pensionistico italiano, oppure fa il 730 senza sostituto di imposta.
È bene sapere che per chi si trasferisce in Italia dall’estero, esistono anche specifici regimi fiscali agevolati pensati per attrarre nuovi contribuenti ad alta capacità reddituale. Tra questi rientra il regime fiscale agevolato per neo-residenti, che consente in determinate condizioni di beneficiare di una tassazione forfettaria sui redditi prodotti all’estero.
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