Il mercato immobiliare mostra segnali di vitalità nel 2025, con una crescita delle compravendite del 4,5%. Ma l'offerta non regge il passo della domanda.. A dirlo l'ultima indagine di Fimaa-Confcommercio- secondo cui a fine anno si prevede che si toccheranno le 750mila transazioni. In crescita anche i prezzi, che secondo le stime, aumenteranno del 3,9%.
La domanda vs la offerta immobiliare
Secondo l'indagine condotta sugli agenti federati, continua il rafforzamento della domanda di abitazioni. Nel II quadrimestre, la domanda è increscita nel 29,4% dei casi, in netto rialzo rispetto al 9,7% di un anno fa. La quota più rilevante è rappresentata ancora dai giudizi di stabilità della domanda, ma la percentuale (55,7%) si riduce sensibilmente rispetto a un anno fa (68,3%). Analogamente anche per i casi in cui si registra una domanda in calo che si attesta al 14,9%, contro il 22% del secondo quadrimestre 2024.
L'offerta di abitazione in vendita invece è cresciuta solo nell'8,7% dei casi, contro il 17,7% dell'anno precedente. La quota più rilevante è rappresentata ancora dai giudizi di stabilità della domanda, ma la percentuale (55,7%) si riduce sensibilmente rispetto a un anno fa (68,3%). Analogamente anche per i casi in cui si registra una domanda in calo che si attesta al 14,9%, contro il 22% del secondo quadrimestre 2024.
Le attese degli agenti immobiliari
Sul fronte della domanda c'è un sostanziale ottimismo, con il 28,8% degli agenti immobiliari che prevede un'ulteriore crescita, mentre il 50,5% si attende che resti stabile (65,01%).
Si amplia la platea di coloro che si aspettano una battuta d'arresto (20,7% contro il 15,9% di un anno fa). Sul fronte dell'offerta, solo il 10% prevede un aumento, mentre la quota di chi si attende un mercato stabile subisce un leggero calo (50,6% contro il 51,6% del II quadrimestre 2024).
Sul fronte dei prezzi, il 32,2% degli agenti FIMAA si attende un aumento (erano al 23,7% un anno prima), ma allo stesso tempo cresce - anche se in maniera meno sensibile - la platea di coloro che propendono per una diminuzione (15,7%, da 13,7%). Si attestano al 52,1% i giudizi sulla stabilità (62,6%). Tra i fattori che influenzeranno positivamente gli scambi, l’andamento favorevole dei tassi dei mutui (33,1%), il buon rendimento degli affitti brevi (17,9%) e i prezzi vantaggiosi degli immobili a bassa efficienza energetica (14,6%). A frenare il mercato, invece, fattori come il costo delle ristrutturazioni (23,5%), la scarsa disponibilità di immobili ristrutturati di piccole e medie dimensioni (15,9%) e l’aumento dei prezzi (15,3%).
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