Il caso della “famiglia del bosco” in Abruzzo, che ha catalizzato l’attenzione mediatica nelle ultime settimane, si arricchisce di un nuovo e significativo capitolo. Negli scorsi giorni, infatti, i genitori (dopo aver rifiutato diverse alternative) hanno accettato la proposta di un ristoratore locale che ha messo a disposizione in comodato d’uso gratuito in casolare di sua proprietà nei pressi di Palmoli, a pochi chilometri da dove viveva il nucleo famigliare.
Il caso
Istituzioni e organi di informazione, nelle ultime settimane, hanno affrontato il caso della cosiddetta "famiglia nel bosco". La vicenda è ormai nota: una coppia anglo-australiana ha scelto di vivere isolata in un casolare in una località abruzzese, a Palmoli in provincia di Chieti.
La famiglia è formata dai genitori, Nathan e Catherine, e da tre figlie che vivono in un casolare di campagna. L’abitazione è priva di acqua corrente e riscaldamento, con un bagno a secco all’esterno della struttura dove vivono. La coppia ha sempre precisato che si tratta di una vera e propria scelta di vita, dettata dalla volontà di vivere a pieno contatto con la natura e di voler crescere le proprie figlie con i principi dell’autosussistenza. Le bambine, inoltre, non frequentano nessun istituto scolastico, studiando tramite un programma di istruzione parentale.
Lo scenario, tuttavia, è cambiato a settembre 2024, quando la famiglia si è presentata in ospedale per ricevere cure mediche dopo un'intossicazione alimentare da funghi. In quell’occasione, infatti, i carabinieri hanno segnalato la situazione ai servizi sociali che, successivamente, hanno dato seguito all’azione con diversi sopralluoghi e un'indagine sulle condizioni di vita dei minori.
Così si è arrivati all’ordinanza emessa a novembre 2025 dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l'immediato allontanamento delle tre figlie (2 gemelle di 6 anni e una bambina di 8 anni), che, insieme alla mamma Catherine, si sono trasferite in una casa famiglia di Vasto. I giudici hanno motivato la decisione evidenziando criticità legate all'isolamento sociale, alla mancanza di cure mediche adeguate e una "pressante ingerenza esterna".
L’offerta di un casolare in comodato d’uso gratuito
Un’ulteriore svolta è arrivata negli ultimi giorni. Sabato 29 novembre, infatti, Nathan ha firmato il contratto di comodato d'uso gratuito di un casolare a Palmoli, poco distante da dove viveva la famiglia anglo-australiana. L’immobile è stato messo a disposizione gratuitamente da un imprenditore della zona, il ristoratore Armando Carusi.
Carusi ha commentato così la sua decisione: “Ho voluto aiutare questa famiglia perché anch'io quando ero piccolo vivevo come loro, senza acqua corrente, senza termosifoni e con il bagno a secco all'esterno. Sono rimasto colpito quando han portato via i bimbi e così con i miei figli ho deciso di mettere a disposizione per due mesi questa casa appena ristrutturata e dotata di ogni confort”.
Negli scorsi giorni Nathan e Catherine avevano rifiutato di accettare almeno due case messe a disposizione dal sindaco di Palmoli. Ma Carusi ha spiegato che “quando Nathan è arrivato qui, appena visto il casolare, la posizione, tutto quel verde intorno, gli si sono illuminati gli occhi. Credo che abbia deciso sin da subito per il trasferimento, ma poi comunque voleva far vedere le foto anche a sua moglie”.
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