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Trovare casa, sia che si tratti di affitto o del mercato della compravendita, è sempre più complicato. La congiuntura economica non favorevole, il complesso rapporto tra stock e domanda e il livello dei prezzi e dei canoni di locazione non agevola la ricerca di un immobile nei principali centri delle città italiane. 

Per questo idealista/data ha realizzato un report che mostra dove conviene canalizzare le ricerche a seconda della provincia in cui si vive. Mediamente, nello Stivale le case delle zone rurali costano mediamente un 37% in meno rispetto alle aree urbane. Lo scarto per il mercato degli affitti, invece, è del 30%. 

Zone rurali vs aree urbane, dove conviene comprare casa?

Nelle province italiane, in media, comprare casa nelle zone rurali costa il 37% in meno rispetto ai valori degli immobili delle aree urbane. La provincia in cui lo scarto è più evidente è Parma, dove chi compra una casa in campagna risparmia il 69% rispetto al valore di un’abitazione urbana.

Seguono, in coabitazione al secondo posto, Belluno, Milano e Sondrio, tutte province che si apprestano a essere protagoniste delle Olimpiadi Invernali 2026. In queste zone lo scarto è del 62%. Risparmi considerevoli anche nelle zone rurali nelle province di Ferrara (-59%), Matera (-58%), Ascoli Piceno (-58%), Roma (-57%), Palermo (-57%), Aosta (-54%), Ravenna (-53%) Pescara (-52%) e Pesaro Urbino (-51%).

Non sorprende la presenza dei due principali mercati immobiliari italiani, Milano e Roma, nella top ten delle province in cui si risparmia di più comprando casa in una zona rurale. Risparmio significativo per le case rurali anche nelle province di Bologna (-51%), Verona (-50%) e Venezia (-49%). Margini leggermente più ridotti nelle province di Torino (-46%), Napoli (-44%) e Firenze (-36%).

Ma non ovunque comprare casa è più conveniente. In alcune province italiane, infatti, le case nelle zone rurali sono più care rispetto a quelle dei centri urbani. Fanno parte di questo ristretto gruppo gli immobili in vendita nelle aree provinciali di Nuoro (+61%), Viterbo (+29%), Messina (+28%), Livorno (+20%), Lucca (+17%), Massa-Carrara (+12%) e Pistoia (+3%).

Zone rurali vs aree urbane, dove conviene affittare casa?

Nelle province italiane, affittando casa nelle zone rurali si risparmia in media il 30% rispetto ai canoni di locazione registrati nelle aree urbane. La provincia in cui lo scarto è più evidente è Crotone, dove chi affitta una casa in campagna risparmia l’81% rispetto al valore di un’abitazione urbana.

Mentre la seconda e la terza posizione sono ad appannaggio di Aoste e Belluno. Qui, per affittare casa in una zona rurale si risparmia rispettivamente il -73 e il -69% del canone mensile rispetto a quello richiesto in un’area urbana della provincia. Subito fuori dal podio troviamo Milano (-54%).

Risparmi considerevoli anche nelle zone rurali delle province di Parma (-53%), Roma (-52%), Catanzaro (-51%), Rimini (-48%), Sondrio (-48%), Ravenna (-47%), Firenze (-43%), Venezia (-40%), Palermo (-39%). Mentre a Bologna, Matera e Napoli si registra la stessa percentuale di risparmio: -38%.

Non conviene concentrare la ricerca di una casa in affitto in una zona rurale per chi cerca un immobile nelle province di Genova, Campobasso, Cremona, Prato, Massa-Carrara, Asti, Trento, Chieti, Sassari, Pistoia, Taranto, Messina, La Spezia, Rieti, Latina, Oristano, Viterbo, Livorno, Bolzano-Bozen, Nuoro, Reggio Calabria e Lucca.

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