Nel 2025 il mercato immobiliare italiano ha mostrato una chiara ripresa, trainata da un aumento delle compravendite residenziali. Inoltre, la crescita delle compravendite e dei prezzi di segmenti come l’hospitality e le seconde case, confermano la capacità attrattiva verso investitori e acquirenti internazionali. Ma quali sono i fattori trainanti del mercato prime del Centro Italia? Domanda straniera e attrattività delle seconde case sono solo alcuni dei motivi di un interesse crescente.
Scenario immobiliare nel 2025
In generale, nel 2025 il mercato immobiliare italiano ha mostrato segnali di ripresa, evidenziata dalla crescita compravendite residenziali: i dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate e le analisi di Nomisma confermano un trend positivo, con previsioni di chiusura anno solide. Nomisma prevede una crescita moderata ma costante per il prossimo triennio e, stando alle proiezioni, il 2025 del mercato immobiliare italiano dovrebbe chiudersi con un incremento delle compravendite del +5,5% rispetto al 2024.
La crescita delle compravendite e dei prezzi di segmenti come l’hospitality e le seconde case, confermano la capacità attrattiva verso investitori e acquirenti internazionali. In particolare, il mercato delle seconde case, a livello nazionale, ha visto una crescita dei prezzi (tra 1-2% annuo) trainata da una domanda elevata a fronte di un’offerta limitata, soprattutto per immobili ristrutturati ed energeticamente efficienti e nelle località turistiche dove gli affitti brevi offrono alti rendimenti (6-10%).
Possiamo parlare di un mercato resiliente, in grado di adattarsi alle richieste dei buyers che cercano una dimora di pregio per il relax ma con un occhio alla possibilità che questa diventi anche un investimento. Le seconde case non sono più considerate “dormienti” e sempre più spesso sono utilizzate per locazioni brevi.
Mercato di prestigio in ascesa in Toscana e Umbria
Nel 2025 il Gruppo GE ha gestito 219 clienti (transazioni) che hanno acquistato o venduto immobili, completando un totale di 127 trattative andate a buon fine. Great Estate ha rafforzato la propria leadership in Umbria nel segmento dell’immobiliare di prestigio per ville, casali e appartamenti in centri storici.
Nel 2025 il 62% dei clienti gestiti ha scelto di acquistare un immobile in Umbria, il 35% in Toscana, il 3% in Lazio. Il 67% delle compravendite è stato realizzato in provincia di Perugia e il 33% in provincia di Terni, evidenziando una presenza capillare e una performance in crescita su tutto il territorio.
Con riferimento alla Toscana, altro core business del network Great Estate, in 2025 ha visto il 42% delle compravendite gestite in provincia di Siena, il 33% in provincia di Arezzo, l’11% in provincia di Grosseto ed il rimanente 14% è distribuito sulle provincie di Firenze, Livorno e Pisa.
Cosa cerca e chi è l'acquirente di immobili prime nel Centro Italia
Fotografando i dati dell’anno appena trascorso, si osserva che nel 75% dei casi delle compravendite gestite in Umbria è stato acquistato un immobile in campagna di tipologia Casale, Villa o Porzione di Casale; il rimanente 25% è costituito da vendite di immobili in Centro Storico. Sono state registrate le stesse percentuali di preferenze / tipologie anche in relazione alle compravendite gestite in Toscana.
In merito ai valori medi di compravendita, è stato registrato un valore medio di circa 500.000 euro per le vendite avvenute in Umbria e di circa 800.000 euro per le vendite gestite in Toscana.
Quanto alla tipologia di immobili compravenduti, si è trattato principalmente di seconde case, che molti clienti hanno deciso di mettere a reddito anche grazie alla possibilità di usufruire dei servizi offerti da Great Stays, tour operator specializzato negli affitti turistici di lusso. Si tratta quindi principalmente di ville e casali di dimensioni ampie, dotati di comfort moderni e legati al territorio, alle tipicità architettoniche e agli incantevoli paesaggi di Umbria e Toscana.
Riguardo alla provenienza dei clienti acquirenti, nel 70% dei casi si è trattato di clienti internazionali (40% Nord Europa - 20% USA-UK - 10% Israele), nel 30% dei casi clienti italiani. L’età media si attesta nella fascia fra 40 e 60 (56% dei casi), seguita da quella 60-72 anni nel 30% dei casi.
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