Tutti la vorrebbero in ordine, fresca, pulita e rilassante. Ma poi, nella realtà, si trasforma in un zona della casa in cui riporre oggetti lontano dalla vista di eventuali ospiti: panni da stirare, vestiti che non indosseremo più accanto a quelli nuovi con cartellino non ancora indossati e oggetti di tutte le forme da tenere per ricordo.
Come fare per riuscire a trasformare la camera da letto in una stanza bella da vedere e da vivere? Lo abbiamo chiesto a Elena Dossi, professional organizer, fondatrice di Rinchiudetely e autrice del “Libro spazio per la felicità”.
Da che parte iniziare per avere la camera da letto dei nostri sogni?
Può sembrare banale, ma il primo gesto da compiere consiste nel rifare il letto dopo aver areato bene la stanza. Anche se al mattino siamo di corsa, questo gesto assorbe poco tempo e offre grandi benefici. Inoltre occorrono pochi minuti: per abbattere la temperatura del letto, e quindi contrastare l’accumulo di acari, in inverno basta aprire le finestre per un paio di minuti.
La durata può variare in base alla stagione in cui ci troviamo, ma generalmente non richiede più tempo di quella impiegata a far colazione. Rifare il letto tutti i giorni aiuta inoltre a iniziare con il piede giusto: è la prima azione della giornata in grado di fare positivamente da traino alle altre. Quando torneremo a casa troveremo un letto in ordine che ci aspetta per il riposo notturno. Ci siamo così già presi cura di noi stessi impiegando poco tempo.
Che cosa suggerisce per ottenere in breve tempo un primo risultato tangibile?
Il mio suggerimento, oltre a quello di rimuovere e trasferire altrove tutto ciò che è estraneo a questa camera, come ad esempio i prodotti di scorta per la cura della persona, è quello di occuparsi delle sorti di eventuali sacchetti dimenticati ( come ad esempio capi da portare in tintoria, da far riparare o da eliminare).
Oltre ad occuparci della parte funzionale del letto, acquistando i cuscini più adatti per il riposo ed eliminando quelli ormai danneggiati o logorati dall’uso, possiamo liberare la fantasia lavorando sulla parte estetica: acquistiamo federe, lenzuola, copriletti e coperte di nostro gusto cercando di abbinare i colori. Possiamo acquistare più federe dei cuscini in modo tale da poterle cambiare più spesso rispetto alle lenzuola pur continuando ad avere della biancheria coordinata e piacevole alla vista. Possiamo abbinare i colori con le tende delle finestre e con gli altri accessori della stanza.
Le lenzuola vanno lavate mediamente ogni dieci giorni ma questo lasso di tempo dipende da diversi fattori: dalla nostra sudorazione e da quanto sono rimaste esposte alla pelle nostro corpo. Il ricambio cellulare è continuo, ma se in inverno indossiamo un pigiama che ci copre interamente, la quantità di cellule morte depositate sulle lenzuola sarà inferiore rispetto all’estate. Le lenzuola del letto di un adolescente ad esempio, vanno cambiate più spesso proprio per il tipo di sudorazione. Le federe inoltre vanno cambiate più spesso rispetto alle lenzuola perché i nostri capelli lasciano una patina di grasso e sudore.
Una dei grandi ostacoli al riordino della camera da letto è costituito dall’armadio. Come affrontare questa incombenza e come organizzarlo in modo efficace?
II campanello d’allarme deve scattare quando iniziamo a non trovare più agevolmente ciò che cerchiamo: quando aprire l’armadio ci causa frustrazione significa che c’è qualcosa che non va. Quando la ricerca di un capo o di un accessorio produce stress significa che è tempo di correre ai ripari effettuando quello che in parole povere possiamo chiamare “repulisti”, ossia decluttering. Se quando apriamo le ante non ci riconosciamo più in quello che troviamo, non serve cambiare armadio ma riorganizzarlo e capire se ciò che contiene ci rispecchia o ci piace ancora.
Quali sono le regole da seguire per non sbagliare?
La regola fondamentale è quella di adottare accorgimenti che “funzionano” per noi. Mi spiego meglio: ci sono diversi consigli e tecniche che noi professional organizer andiamo a fornire alle persone che ci contattano, ma i più efficaci sono quelli che rispondono ai loro bisogni reali.
Il professional organizer non impone delle regole che, una volta calate dall’alto, funzionano per tutti, ma aiuta l’individuo a far sì che nel suo armadio ci sia ciò che è a lui più gradito.
In questo senso, vanno quindi eliminati quegli elementi che creano disagio, come ad esempio tutti quei capi che vengono accantonati in vista, ad esempio, di un dimagrimento futuro. Il nostro armadio deve contenere ciò che ci rende felici e che ci piace nel presente.
Ci sono invece dei suggerimenti pratici per affrontare meglio l’organizzazione dell’armadio?
Si, la più efficace è quella che ho chiamato la regola dei “tre tocchi”. L’organizzazione dell’armadio mi deve semplificare la vita: se quando cerco qualcosa ci metto più di tre azioni per trovarlo, letteralmente più di tre passaggi, significa che quel tipo di sistemazione non funziona per i miei bisogni. Ovviamente questa regola può essere applicata anche ad altri locali della casa.
Un accorgimento è quello di tenere più vicino a noi ciò che tendiamo ad utilizzare di più. L’armadio, le cassettiere e l’eventuale letto “contenitore” devono contenere ciò che ci serve davvero.
Ad esempio: se il letto prevede un contenitore potrò sfruttarlo per riporre coperte e lenzuola. Non ha senso inoltre riporre materiale sportivo in zone dell’armadio immediatamente accessibili se si tende ad utilizzarlo sola una volta l’anno. Se invece tutte le settimane prevedo di andare in palestra tre volte a settimana chiaramente dovrò riporre il materiale necessario in un cassetto o un ripiano a portata di mano.
L’ultima regola è quella dei “tre quarti”: evitiamo di stipare vestiti e accessori nell’armadio, ma lasciamo un margine vuoto, ossia “un quarto” del volume complessivo. In questo modo non solo è possibile individuare più facilmente ciò che ci occorre, ma riusciamo a far prendere aria ai vestiti e a mantenerli in forma, senza schiacciare le fibre.
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