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Dopo anni di forti rincari, il mercato degli affitti in Italia mostra i primi segnali di rallentamento. Secondo le analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nella prima parte del 2025 i canoni di locazione continuano a crescere, ma con un’intensità più contenuta rispetto ai semestri precedenti. A livello nazionale, l’aumento medio si attesta al +3,1% per i monolocali, +2,9% per i bilocali e +3,2% per i trilocali, confermando una fase di raffreddamento dopo la corsa degli ultimi anni.

Nonostante la decelerazione dei prezzi, la domanda di immobili in affitto resta molto elevata, mentre l’offerta fatica a tenere il passo. A spingere il mercato sono soprattutto coloro che non hanno accesso al credito, chi non desidera acquistare casa e chi si sposta per motivi di lavoro o di studio. In particolare, gli studenti universitari – anche stranieri – hanno inciso in modo significativo sull’aumento della domanda nella prima parte del 2025.

Milano frena, Genova e Torino accelerano

Tra le grandi città emerge un quadro differenziato. Milano, per la prima volta dal periodo post-Covid, registra una sostanziale stabilità dei canoni, con leggere variazioni negative: -0,1% per i monolocali, -0,4% per i bilocali e -0,1% per i trilocali. Un segnale che, secondo gli analisti, indica il raggiungimento di livelli di prezzo difficilmente sostenibili per una parte crescente della popolazione.

All’opposto, Genova e Torino si distinguono come le città con gli aumenti più marcati. A Genova i canoni crescono fino al +7,8% per i monolocali, mentre Torino registra rialzi significativi soprattutto per i trilocali (+5,7%). Incrementi consistenti si osservano anche a Bari, Firenze e Verona, con aumenti più accentuati per gli immobili di taglio medio-grande.

I canoni medi: Milano resta la più cara

Sul fronte dei valori assoluti, Milano si conferma la città più costosa d’Italia per chi cerca casa in affitto. Nel primo semestre del 2025 il canone medio mensile è pari a 834 euro per un monolocale, 1.151 euro per un bilocale e 1.567 euro per un trilocale. Seguono Roma e Firenze, mentre le città più accessibili restano Palermo, Genova e Torino, dove i canoni medi per un monolocale oscillano tra i 378 e i 400 euro mensili.

Anche nei capoluoghi di provincia si registra una crescita dei prezzi, seppur più moderata rispetto alle grandi città: +2,2% per i monolocali, +2,5% per bilocali e trilocali, confermando una tendenza diffusa su tutto il territorio nazionale.

Offerta in calo e boom dei contratti transitori

A incidere sull’equilibrio del mercato è soprattutto la riduzione dell’offerta. Molti proprietari, infatti, preferiscono non immettere gli immobili sul mercato per il timore di problemi di morosità. A questo si aggiunge l’effetto degli affitti brevi: se nelle grandi città il fenomeno degli short rent appare in lieve ridimensionamento, nelle località a forte vocazione turistica resta ancora molto diffuso, contribuendo a sottrarre immobili al mercato residenziale tradizionale.

Dal punto di vista della domanda, il 69,1% degli inquilini cerca casa per scelta abitativa, una quota sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il 25,9% si muove per motivi di lavoro, mentre cresce la componente legata allo studio, che raggiunge il 5,0%. In aumento anche i contratti a canone transitorio, che salgono dal 26,2% al 28,7%, segnale di una maggiore flessibilità richiesta dal mercato e di una crescente mobilità abitativa.

Uno scenario ancora teso

In sintesi, il mercato degli affitti in Italia entra in una fase di rallentamento della crescita dei canoni, ma resta caratterizzato da forti tensioni tra domanda e offerta. La difficoltà di accesso alla proprietà, la mobilità lavorativa e studentesca e la riduzione degli immobili disponibili continuano a esercitare pressione sui prezzi, lasciando aperta la questione dell’accessibilità abitativa, soprattutto nelle grandi città.

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